Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
<
1979
>
pagina
<
343
>
Libri e periodici
343
gravemente il successo della istituzione scolastica. Illustrati, quindi, i programmi, gli orari e posto soprattutto l'accento sull'educazione religiosa, ritenuta il fulcro di tutto l'insegnamento, FA. conclude cogliendo il senso e lo scopo globale della scuola del tempo: quello di creare dei sudditi fedeli <c alla Chiesa, allo Stato e alle sue leggi . Corredato di due appendici interessantissime (norme per approvare i maestri elementari e rapporto sulla istruzione elementare in campagna), il saggio del Venturini è certamente molto documentato, come del resto gli altri tre che compongono questo volume.
In conclusione ciò che risulta dall'esame del nostro testo è un quadro decisamente abbastanza organico; ogni singolo autore riesce, pur nella necessità di fornire elementi dettagliati del suo argomento, a creare un tutto unico con gli altri. Sono quattro monografie in cui la narrazione risulta nel complesso abbastanza fluida; qualche difficoltà si può forse incontrare nella lettura del saggio di Costanza Rossi Ichino, in quanto la necessità di inquadrare la figura di un singolo personaggio in un contesto così vasto, non le ha permesso di portare avanti una narrazione sempre organica.
MARINA PACI GABRIOTTI
PAOLA CASANA TESTORE, Giacomo Durando in esilio (1831-1847), Belgio Portogallo Spagna nelle sue avventure e nei suoi scritti. Prefazione di ALBERTO GIL NOVALES; Torino, Comitato di Torino dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1979, in 8, pp. VII-205. L. 10.000.
Che si deve alla Spagna? La questione, posta già dal Denina, è stata, per i secoli aurei della penisola iberica, risolta col riconoscimento della grande opera politica svolta dallo Stato spagnolo come struttura portante della controriforma e forza colonizzatrice del nuovo mondo. Più avaro è stato il riconoscimento di una originalità spagnola nel campo del pensiero, pur continuando a ammirarsi le grandi qualità di valore fede e cavalleria che quel popolo aveva serbato dal suo grandioso Medio Evo.
Con altri accenti e più limitati propositi la questione è stata poi ripresa a proposito della funzione che la Spagna ritenne nei secolo scorso tra le nazioni moderne; e il suo contributo all'età liberale è stato, più ancora di quello italiano, caratterizzato più spesso negativamente che positivamente, mancandole quel largo fluire e svolgersi, attorno agli ideali e istituti della libertà, delle impetuose forze sociali, dell'inventiva etica e istituzionale, che viene più comunemente riconosciuto a Francia e Inghilterra.
Nondimeno, la partecipazione della Spagna alle lotte contro l'assolutismo ebbe un suo peso, e in Europa e in particolare nel nostro Risorgimento, non scarso: dall'esempio, che agli Italiani cominciando dal Balbo, parve ideale modello, della sua guerra di popolo contro Napoleone, via via alle premesse dei moti del '21 (e, per molti esuli di quei moti, all'epilogo della loro azione sui campi della penisola fino al 1823); infine, per l'esperienza militare che sui campi prima della guerra civile portoghese e poi di quella spagnola tra Carlisti e Cristini fecero molti esuli degli altri moti italiani del 1831: personalità di grande spicco nella successiva vita politica e militare del nuovo Stato italiano.
Ricostruendo, con intelligente diligenza, la vita spagnola di uno di quegli esuli, appunto Giacomo Durando, che lasciò il Piemonte perché implicato nella congiura dei e Cavalieri della libertà (su cui è recentemente tornato, in polemica parziale col Romeo, Enzo Boitasso), Paola Casana Testore ha dato un contributo importante alla valutazione di quest'ultimo episodio spagnolo del Risorgimento.
Nato a Mondovi, giovane avvocato disamorato della professione, il Durando entrò nella congiura dei Cavalieri della Libertà con il fratello Giovanni, che, lui sì, era militare di professione. Entrambi militarono in Belgio nella legione straniera che era stata reclutata per resistere a una prevista controffensiva olandese contro i rivoluzionari dell'agosto 1830; ma non entrò mai in linea e servì al Durando da scuola di addestramento e a fargli prendere* da coscritto che era, le spalline di sottotenente. Trasferito il nucleo di quella legione in Portogallo sotto il nome di Reggimento della Regina , il Durando vi combatté con valore, rimanendo più volte ferito, alla e quinta de Vanzuela nel luglio 1833 e a Asseiceria nel maggio '34 (e vi fu più volte decorato e promosso, rimanendo