Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1979>   pagina <354>
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Libri e periodici
ALFONSO SCIROCCO, II Mezzogiorno nell'Italia unita (1861-1865); Napoli, Società Editrice Napoletana, 1979, in 8, pp. 264. L. 8.000.
1861-1865: pochi anni, ma particolarmente importanti per la storia del nostro paese. Con un'improvvisa fiammata si era conclusa la rivoluzione unitaria, animata da aspira­zioni e movimenti di ampia dimensione nazionale, ma sorretta e guidata soprattutto da una minoranza di uomini che avevano trovato basi di forza e linee di collegamento in alcune regioni dell'Italia centro-settentrionale, omogeneità di interessi e di programmi nella comune maturazione delle condizioni e delle esperienze; era stata favorita dal protettivo appoggio di un sistema politico e di un governo, quello piemontese, nella contrapposizione con l'incertezza e la debolezza che il potere manifestava in altri Stati italiani, arroccati nel­l'ultima forma difensiva della reazione o della passività. 1 plebisciti avevano suscitato ondate vaste di consensi, confermate dai risultati elettorali del 1861: per quanta parte queste adesioni fossero animate da superficiali aspettative più che da concrete aspirazioni, da speranze più che da convinzioni, avrebbero rivelato le prime autentiche elezioni politiche dell'Italia unita, quelle del 1865, che segnavano il confronto dell'attesa con la realtà, del paese legale con il paese reale, in un momento in cui veniva a conclusione l'opera della unificazione legislativa. Lo studio del periodo ha quindi valore e significato: indica là diversità delle componenti materiali e morali, strutturali e umane, con cui venne avviato il processo di costruzione dell'unità nazionale e precisa l'impianto iniziale di questa costruzione; chiarisce la disarticolazione delle parti e la eterogeneità delle radici su cui poggiava l'edificio unitario; permette di cogliere nella varietà dei linguaggi sia il diverso grado di presenza culturale con la difficoltà del futuro cammino sia la tonalità unificante.
Sono questi gli anni che Scirocco prende in esame nel suo nuovo volume, Il Mezzo­porno neWItalia imita, affrontando così i problemi della difficile iniziale integrazione nel tessuto unitario di uno dei più vasti territori del paese, integrazione storicamente mai con­clusa, origine di squilibri continui, base di conflittualità economiche, sociali e politiche. L'autore vuol superare la tradizione della ricerca che, per questo periodo, si è appuntata soprattutto sul fenomeno del brigantaggio e su quello della battaglia antimoderata che sfruttava la piattaforma e la crisi meridionale; allarga la sua indagine ad una visione glo­bale della politica italiana, cogliendo il peso, il significato, lo spazio delle iniziative dei successivi ministeri, per arrivare a definire <t quale importanza fu data al Mezzogiorno nel­l'insieme dei problemi d'una Italia ancora in via di consolidamento, se furono messe in evidenza le esigenze delle province napoletane, in qua! modo gli ordinamenti dati al regno sabaudo influirono sullo sviluppo degli antichi domini borbonici . Si va cosi dalla et stretta accentratrice di Ricasoli alla duplice iniziativa di Rattazzi, passato da un intervento puramente amministrativo a quello politico repressivo successivo alla crisi di Aspromonte e alla esplosione del brigantaggio. 11 problema dell'ordine pubblico già appare nelle loro valutazioni e nelle loro scelte: finirà per imporre e legalizzare il duro intervento della legge Pica. L'azione dei poteri pubblici è accompagnata dal riferimento al quadro parla­mentare e. soprattutto, dall'analisi del coro, più o meno sommesso, più o meno influente, delle denunce, dei giudizi, delle proposte, colto nei giornali, nelle inchieste e nelle relazioni, nell'Italia del Nord e del Sud; accanto alla scelta operativa è affrontato il sistema di attua­zione poggiante sull'apparato burocratico locale e statale, in particolare sul personale pre­fettizio, esaminato nelle componenti sociali, nei precedenti politici e amministrativi, nei frequenti ricambi. Importante è il confronto tra l'azione governativa e la risposta meridio­nale, qui fatta riecheggiare soprattutto con la voce della borghesia (anche se non è ignorato, con le sue premesse strutturali e culturali, il più ampio quadro sociale, da cui esplode, nelle campagne, la rivolta contadina), la borghesia della capitale e della provincia, impegnata nella rappresentanza parlamentare, nell'amm i nistrazione locale, nel dibattito politico, in parte immatura, in parte disgregata nelle sue peculiarità e nelle sue esigenze, nelle sue attese e nelle sue delusioni, nelle sue caratterizzazioni individuali e pubbliche, nelle sue espressioni di partito e di opinione. L'indagine continua su alcuni aspetti del processo economico che si manifesta fra il 1863 e il 1865 e termina con l'esame delle elezioni di quell'anno.
Essa conferma quanto improvvisa e improvvisata l'unità fosse giunta ad avviare su