Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1979>   pagina <356>
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Libri e periodici
GERHARD OBERKOFLER, Die Rechtslehre in italianischer Sprache an der Universitàt Inrir sbruck (1864-1904) ( Veròffentlichiingen der Universitàt Innsbruck Bd. 97); Innsbruck, 1975, in 8, pp. 126. S.p.
Mentre nella monarchia asburgica si era provveduto bene per l'insegnamento agli italiani dalla scuola elementare fino alla scuola media superiore nella loro lingua materna questo non era avvenuto negli istituti universitari, benché ciò non significasse una man­canza totale di provvedimenti in questo senso. Il governo austriaco e l'università di Innsbruck fecero, infatti, qualcosa per l'insegnamento universitario in lingua italiana. A Innsbruck fino al 1848, a causa della bilinguità del Tirolo, era nominato professore solo colui che poteva dimostrare anche la conoscenza della lingua italiana. Questo bilinguismo de facto venne eliminato solo dal neoassolutismo, ma dopo il suo naufragio, cioè dopo la guerra del 1859, la dieta tirolese e la facoltà di giurisprudenza di Innsbruck si impegnarono per istituire lezioni parallele in lingua italiana. Queste vennero concesse da Vienna ed eb­bero inizio nel 1864. AlTincirca un terzo o un quarto dei 300 o 400 studenti della facoltà di giurisprudenza frequentavano le lezioni in lingua italiana, le quali comprendevano, ad esempio, nell'anno accademico 1903-04 le seguenti materie: Diritto ecclesiastico (7 lezioni settimanali), Economia politica teorica (5), Economia politica applicata (5), Diritto penale austriaco (5), Storia della filosofìa del diritto (4), Diritto privato austriaco (9), Procedura civile austriaca (6), Diritto romano (5), Esegesi (3), Enciclopedia giuridica (3), Storia del diritto tedesco (5), Diritto privato tedesco (5).
I professori vennero in parte chiamati dal Regno d'Italia, e poi proseguirono la loro carriera in Italia. Le attività didattiche ebbero un livello abbastanza alto e verniero seguite probabilmente per questo motivo non di rado anche da studenti di nazionalità tedesca. La bilinguità della facoltà giuridica di Innsbruck era dipendente comunque anche dalla situa­zione politica generale e questa significò a quei tempi una radicalizzazione del nazionalismo da ambo le parti. Si credette d'aver trovato una via d'uscita in un ampliamento e miglio­ramento dell'insegnamento in lingua italiana, cioè nell'istituzione di una facoltà di giuri­sprudenza italiana. Ma questa, bloccata sia dai radicali italiani sia da quelli tedeschi, non potè iniziare l'attività didattica nonostante che i professori fossero stati nominati e fossero presenti con sufficienti locali a disposizione; ciò a causa dei noti fatti di Innsbruck nel 1904, il giorno dell'inaugurazione.
Mentre finora si era solo parlato della triste fine dei tentativi austriaci di un insegna­mento universitario in lingua italiana, cioè gli scontri sanguinosi del 1904, il libro di Oberkofler presenta una descrizione dettagliata dell'insegnamento giuridico in lingua ita* liana protrattosi fruttuosamente per decenni all'università di Innsbruck. Oltre a questo, vengono offerte brevi biografie dei professori italiani, che tengono conto non soltanto della loro attività didattica a Innsbruck, ma anche di tutte le loro pubblicazioni scientifiche.
Questo libro, elaborato con grande diligenza e minuziosità, è un contributo prezioso per una migliore comprensione dei rapporti italo-austriaci.
JOHANN RAINER
Storia del Parlamento Italiano, Voi. VII: Dalla breccia di Porta Pia alla caduta della Destra, a cura di FRANCESCO BRANCATO; Palermo, S. F. Flaccovio, 1978, in 8, pp. XIX-555. L. 14.000.
Come avverte l'egregio curatore nell'introduzione, si tratta di un periodo piuttosto breve, dal dicembre 1870 all'ottobre 1876, ma fitto non solo di grossi avvenimenti quanto soprattutto di modificazioni profonde nella tematica della politica postrisorgimentale, la merìdionalizzazione della Sinistra, l'insorgere della questione sociale con particolare riguardo al Mezzogiorno, l'organizzazione dei cattolici.
All'origine di quest'ultima, ed in genere, quanto meno dal punto di vista culturale ed ideologico, di tutta la svolta degli anni settanta, è il problema delle relazioni tra Stato e Chiesa, col formidabile corollario specificamente italiano della questione romana, che trova una sua laboriosa soluzione, essenzialmente politica e diplomatica, più che giuridica in senso