Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1979
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pagina
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365
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Libri e periodici
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ribelli con il loro discorso sociale. Fra la condizione umana degli intellettuali spostati o ribelli del secolo scorso e la condizione umana dei lavoratori esisteva un collegamento reale, una solidarietà di stati sociali, conseguenti ad un tipo di società che oggi diremmo repressiva e alienante e che allora si diceva semplicemente squilibrata e ingiusta. Infanzia e adolescenza senza calore di affetti, giovinezza senza prospettive e spesso senza un pane sicuro e dignitoso, scuole e collegi somiglianti a prigioni, famiglie angustiate dall'autoritarismo paterno, dal pregiudizio religioso (con pesanti incidenze sulla vita sessuale), dalla grettezza piccolo-borghese, ambienti di provincia chiusi e retrivi, lavoro spesso mortificante, povertà di ideali nella vita pubblica: ecco la base materiale della protesta e della rivolta (pp. 19-20). Da Giuseppe Aurelio Costanzo a Giovanni Cena a Filippo Turati a Bettini a Camerana, vari scrittori sentirono ed espressero questa situazione psicologica, morale, il conflitto delle classi, la ce violenza delle cose e delle istituzioni; al finire del secolo sulla protesta a fondo sociale ebbe ad innestarsi la rivolta dell'individuo (Graf, Colautti, D'Annunzio ecc.) con esiti che in Gian Piero Lucini sembrano sintetizzare e riassumere le esperienze letterarie di mezzo secolo, dalla scapigliatura al simbolismo: ma nessun poeta è rimasto di questa epoca. Poesia e rivoluzione sono andate ognuna per la propria strada, com'era giusto che avvenisse. Qualche volta si sono incontrate e questa antologia mostra l'esito, talvolta felice, di questi incontri. IL nuovo Dante [secondo l'auspicio di Federico Engels nel '93] non è nato per la ragione che i poeti non nascono secondo i cicli della economia o le stagioni della storia (p. 25).
RENATO GIUSTI
FRANCESCO BARBAGALLO, Stato, parlamento e lotte politico-sociali nel Mezzogiorno. 1900-1914 (Università di Napoli, Seminario di storia medievale e moderna, VI); Napoli, Arte Tipografica, 1976, in 8, pp. XII-661. S.p.
La presente ricerca, incominciata in vista di un'analisi ce sul ruolo sociale, i caratteri e gli atteggiamenti politici della rappresentanza meridionale nel parlamento italiano durante il primo quindicennio del secolo, venne in seguito ampliandosi con esito positivo su due direttrici: analisi del potere politico, ricostruzione delle più significative lotte poli-fico-sociali del perìodo; largamente fondata sulle carte dell'archivio centrale dello Stato e di vari archivi provinciali (da Bari a Caserta, da Lecce a Salerno ecc.) e sulla pubblicistica del tempo, l'opera del Barbagallo traccia Un articolato diagramma del mezzogiorno continentale, prendendo in esame situazioni storiche, movimenti politici, partiti, aggregazioni e interessi elettorali ecc., studiando a fondo la realtà economica e le radicali differenze tra provincia e provincia, indicando infine per i vari periodi le note dominanti, i dibattiti più significativi e qualificanti della classe dirigente liberale, il tipo d'intervento dello Stato attraverso i suoi organi del potere, i mutamenti avvenuti nella società meridionale ecc. a La struttura economica delle province meridionali dopo l'unità, indagata nelle grandi inchieste compiute tra '800 e '900 nel momento più felice del positivismo, attende ancora, con rarissime eccezioni, l'avvio di moderne, dettagliate analisi. Nell'auspicio di un avanzamento della ricerca storica riguardo alla modificazione delle forme economiche, sociali, politiche, culturali della società meridionale nello Stato unitario, è parso opportuno fornire una traccia di lavoro per una meno approssimativa conoscenza dei caratteri e dei comportamenti della - classe politica " che all'epoca costituiva un'entità largamente omogenea e quasi speculare della classe dominante e per una più attenta ricognizione di quei momenti di trasformazione e di rinnovamento che, tra gravi difficoltà, emergevano dalla ** grande disgregazione sociale 11 del Mezzogiorno (pp. VIT-VIII).
E non si tratta certamente di una a traccia di lavoro soltanto, ma si tratta piuttosto di un serio tentativo di lettura dall'interno di un processo di trasformazione che, attraverso