Rassegna storica del Risorgimento

LETTERATURA ; MENOTTI POLISSENA
anno <1920>   pagina <478>
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are Mio caro AchUle, scriveva al fratello da Arezzo il 24 ifèt . braio, ti dirò io in quale stato mi trovi dopo il tristissimo annunzio clie mi dai ? TJILISCÒ! le; mie lagrime alle vostre per piangere quel-l'anfìna 'Virtuosissima la eul 'immagine mi era scolpita nel cuore e che mi risovveniva alla mente, ogni giorno" ed ogni ora. Da più giorni- un presentimento fatale mi teneva m angustia, volevo scac­ciarla, ma impossibile : la tua prima lettera è giunta e non ho avuto più nemmeno la forza di sperare. Avessi almeno potuto'dividere con vmalìiri; IJ conforto da. Mlliìfc df assisterla; quella serenità quella calma mi avrebbe forse infuso quel coraggio che da lungi mi* sento maneare. Posero .arogeloi Hai ben ragione di dke che quel cuore aveva forJe'ipEoppo amato in vita. Chi pii fi Me apprez­zarne il tesoro per sempre perduto? Essa-esentiva il suo fine: negli ultimi giorni, neU'abbracciarmi ini M8ki'Qiy angelico sorriso che Ut--suo finire era prossimo, che se non tornavo presto non ci saremmo più veduti, e* alla' inia incredulità;, ai miei confòrti, aGCen-nandiontìi-l cuore, élla soggiungeva : Hi nÉo- male ;è' qui. Quelle ."parole mi rimbombarono nell'animo e il loro snono non ne era più uscito. Io non posso credere a me stesso, leggo e rileggo la tua lettera- >.e -il pianto solo mi è di sollievo. CM IIIÌ alla nostra povera ed m? felice madre la somma di affette,, .da-: ...Giure, di animirabile di santa devozione che quella nostra santa diletta le aveva consacrato? Oh vorrei esseri da *tcino, ma tu e Adolfo la eonforterete del vostro dolore, non è vero ? Le parlerete sempre di Poifesenia. tiomé se fosse presente; ella è sempre con noi, ella vivrà eon noi" fino a che i
nostri cuori batteranno. Addio.
Tuo
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E il 27 febbraio Massimiliano scriveva ancora al frate:!!?!
* Mia cfflì'o Achille, Nel dolore che ini opprMe ho provato! uà sollievo nel sentire che il corpo della nostra diletta riposa: in quel luogo tanto amato meX quale tante volte essa, jp ha 'wèmtfàè -Mm amoroso sorriso e dal quale-mi mm congedato p tante vol-M vétedo: le lagrime sgoi?- gare dai suoi begli Silfi 'ò'iae a M aa, fratello mio! Gome
'm, parte Menottiarie,- Jftseto AcluHe tfmofctfv