Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1979>   pagina <368>
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Libri e periodici
di peccare senza avere il coraggio di confessare il loro ardente desiderio di cadere in peccato ). *)
Sono, questi, i lati deprecabili di una linea politica che comunque si riscatta per la fermezza della fede nel principio della sovranità popolare e nell'attesa della palingenesi repubblicana: senza questa fede, di cui il nuovo vertice repubblicano resta unico testimone dopo la scelta riformista fatta dai socialisti, dietro tutta l'attività dispiegata dagli intransi­genti negli anni 1911-1914 si potrebbe scorgere nient'altro che un episodio della lotta in­terna, un tentativo riuscito di mutare gli equilibri per portare ad un ricambio della dire­zione. Conti e Zuccarini alla fine prevalgono, magari non rifuggendo dal far ricorso a metodi che certo non sono quelli democratici per antonomasia, e impongono la loro conce­zione del P.R.I. come di un partito di lotta in grado di capeggiare l'opposizione avendo al fianco anarchici e sindacalisti rivoluzionari; ma su orientamenti quali l'antitriplicismo e 1*anticolonialismo il paese non li segue, e nelle elezioni del novembre del '13, nonostante affrettati e poco coerenti sforzi per correre ai ripari, il partito registra un calo nettissimo, dal 6,4 al 3,6 , un risultato che evidentemente esprime anche l'insoddisfazione del­l'elettorato per una compagine che negli ultimi tempi ha smarrito la propria identità per indossare panni che, come quelli intessuti di marxismo, non sono affatto tagliati su misura.
Tali le conclusioni che si possono trarre da una lettura critica del lavoro di Marina Tesoro, che al movimento repubblicano ed ai suoi maggiori esponenti ha già dedicato alcuni saggi anticipatori dei temi di questa ricerca.2) Bel libro qui preso in esame va messa in evidenza la gran mole di indagini d'archivio che fanno da scheletro alla ricostruzione, basata su una puntigliosa esplorazione delle carte degli archivi Ghisleri e Zuccarini della Domus Mazziniana di Pisa e del Museo del Risorgimento di Milano, sull'archivio privato conser­vato dagli eredi di Conti e sui vari fondi di polizia dell'Archivio Centrale dello Stato. All'esame di questo materiale in gran parte medito si affianca un'attenta analisi della stampa di partito di cui l'Autrice individua con sensibilità gli scritti più significativi e rivelatori del travaglio attraversato dal P.R.I. Ma occorre a questo punto avvertire che le valutazioni critiche sopra esposte sono unicamente mie, e che quasi antitetico è lo spirito di questo volume, in cui per la verità non sarebbe dispiaciuto un maggiore distacco dalle tesi degli intransigenti, che la Tesoro abbraccia con passione. Anche la liquidazione del riformismo giolittiano, che nella polemica politica del tempo poteva essere un legittimo espediente e che certamente aveva una sua giustificazione nell'abisso che separava i repubblicani dallo schie­ramento governativo, qui appare tutto sommato abbastanza frettolosa ed acritica (d'al­tronde passeranno pochi mesi e proprio quel Giolitti che nel '12 era stato presentato come militarista e bellicista si troverà esposto agli assalti degli intransigenti, riconciliatisi per l'occasione con Barzilai, e per il suo pacifismo verrà additato al ludibrio della nazione). Ma è pur vero che non è facile sottrarsi alla suggestione esercitata dalla rivolta degli intransi­genti contro un sistema di governo che, portando a perfezione il trasformismo, era giunto a soffocare ogni forma di opposizione e a svuotare della loro carica eversiva le più agguer­rite forze politiche: con la loro battaglia, tanto più disperata per le condizioni in cui fu combattuta, i repubblicani avevano soprattutto voluto pronunziare la condanna per un rifor­mismo che, nascendo su un terreno povero di linfe ideali, non avrebbe mai contribuito ad una reale maturazione del paese, Se fossimo in tre, dovremmo lottare e predicare e far testi­monianza , aveva scritto un giorno Mazzini mentre si trovava nel pieno di una delle ricor-
p. 313.
2) / repubblicani nell'epoca giolittiana, I, Gli intransigenti e la crisi del Pi?/, in Bol­lettino della Domus Mazziniana, a. XX (1975), pp. 5-52; Ghisleri e il rinnovamento del programma repubblicano (1908-1914), in Mazzini e i repubblicani italiani cit., pp. 537-549.