Rassegna storica del Risorgimento
AMERICA MERIDIONALE RELAZIONI COMMERCIALI CON LO STATO PONTIFIC
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Elio Lodolirti
cantili, prive della protezione di una consistente flotta da guerra, erano facile preda dei pirati barbareschi.
Fra il 1815 ed il 1860, tuttavia, si verificò un notevole impulso nella eostruzione di bastimenti mercantili, anche grazie alla politica governativa in questo settore,3* e furono intrapresi i primi viaggi verso destinazioni lontane, alcuni dei quali verso l'America latina e specialmente verso il Brasile. Si tratta di un'attività che merita di essere ricordata, anche se assai modesta di fronte a quella di altri Stati italiani, e specialmente del Regno di Sardegna.
Statistiche relative al porto di Rio de Janeiro per gli anni 1837 e 1838,4) ad esempio, indicano come la presenza della marineria sarda vi fosse di gran lunga al primo posto, fra quelle degli Stati italiani. Nel 1837 si contarono 53 navi sarde entrate nel porto di Rio de Janeiro e 61 uscite, 11 navi di bandiera austriaca (cioè dei territori italiani soggetti all'Austria: Veneto, Istria, Dalma* zia) entrate e 10 uscite; ed ancora: navi napoletane entrate 1, uscite 1; navi romane entrate 1, uscite 1. Nel 1838 sempre per quanto riguarda il porto di Rio de Janeiro le navi sarde entrate furono 41, quelle uscite altrettante,
3) M. GABRIELE, L'industria armatoriale cit., pp. 20-51.
4) ce Relazione 1838 sull'economia brasiliana, compilata dall'Incaricato d'Affari interino del Regno di Sardegna a Rio de Janeiro, Alessandro Alloat; allegata, in copia, alla lettera n, 609 (Brasile n. 454), datata Rio de Janeiro, 14 febbraio 1839, dell'Incaricato d'Affari della S. Sede in Brasile al Segretario di Stato di Sua Santità, in ASV, SS, rubr. 251, Nunziatura in Brasile, busta 452 (anni 1838-1843), fase. 1, Nunziatura del Brasile, anno 1838.
La relazione dell'Alloat fornisce anche i dati per il 1836, relativi alle sole navi sarde: in quell'anno ne entrarono nel porto di Rio 68 e ne uscirono 60.
5) Per la marina napoletana cfr. anche: GENNARO MEROLJLA, Correspondencia Bra-sileira (1832-1834), Sao Paulo, 1963 (Instituto cultural Italo-Brasileiro, cuaderno n. 3).
Il Merolla, che fu il primo Console generale del Regno delle Due Sicilie a Rio de Janeiro, dall'autunno 1832 alla primavera 1834, e più tardi di nuovo a partire dal 1837, scriveva nel 1848 che prima del suo arrivo la bandiera napoletana era sconosciuta in Brasile, mentre nel 1833 vi erano giunte 14 navi del Regno delle Due Sicilie.
Osserva al riguardo Edoardo Bizzarri, nell'introduzione alla Correspondencia Brasileira del Merolla (p. 7), che la prima affermazione non corrisponde al vero: dai rapporti del barone Emidio Antonini, Incaricato d'Affari napoletano in Brasile dalla istituzione alla soppressione, per ragioni di economia, della rappresentanza diplomatica, e cioè dal giugno 1829 al settembre 1830, risultano giunte a Rio de Janeiro in quel periodo due navi napoletane, rispettivamente il 15 ottobre 1829 ed il 22 aprile 1830: entrambe, quindi, prima della nomina del Merolla.
L'affermazione del Console generale napoletano potrebbe essere inoltre parzialmente in disaccordo con le statistiche, da lui stesso fornite, del movimento del porto di Bahia per il 1832 (navi sarde entrate 11, uscite 18, navi austriache entrate 9, uscite 9, navi toscane entrate 4, uscite 3, navi napoletane entrate 3, uscite 1: G. MEROLLA, op, cit., p. 16), nelle quali figurano tre navi napoletane, di cui tuttavia non è indicato il mese di arrivo.
A sua volta PAOLO SCARANO, Rapporti politici, economici e sociali tra il Regno delle Due Sicilie e il Brasile (1815-1860), in Archivio storico per le Provincie napoletane, n.s., a. XXXVI, 1956, pp. 290-314; a. XXXVII, 1957, pp. 303-330; a. XXXVIII, 1958, pp. 231-262; a. XXXXI, 1959, pp. 353-373, elenca (XXXVI, 1956, p. 308) dieci navi napoletane che fra il settembre 1832 (cioè all'incirca dalla nomina del Merolla) e l'agosto 1833 scaricarono merci a Rio de Janeiro.
La prima nave siciliana, poi, era giunta in Brasile già nel 1824 (LUIGI ANTONIO PACANO, Uindustria armatoriale sicilana dal 1816 al 1880, in Archivio economico dell'unificazione italiana, s. 1, voi. XIII, fase, 3, 1964, p. 38).