Rassegna storica del Risorgimento
AMERICA MERIDIONALE RELAZIONI COMMERCIALI CON LO STATO PONTIFIC
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1979
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Stato Pontificio e America Latina 391
Nel 1826, una società di Ancona aveva costruito in quel porto un brick, a> Il Leone , varato H 23 giugno, che con le sue tonnellate 227 e 57/94 costituiva il legno della maggior portata che fosse mai stato costruito a memoria d'uomo ne porti pontifici >.22> La costruzione del Leone si inquadrava nella politica di incremento della marina mercantile pontificia, adottata da Leone XII (era previsto fra l'altro un premio per la costruzione di navi nei cantieri nazionali); ma il Leone , che salpò da Ancona il 2 novembre 1826, già nell'anno stesso del varo era stato trasferito, con una vendita fittizia, sotto bandiera estera, e precisamente sarda, per porlo al riparo dei pirati africani .
La vendita fu effettuata, con autorizzazione del Delegato apostolico di Ancona, a favore del suddito sardo Lorenzo Gioan di Nizza. Il Leone alzò perciò bandiera del Regno di Sardegna che i pirati barbareschi rispettavano, per lo meno dopo la spedizione di una squadra da guerra sarda a Tripoli nel 1825 e fu iscritto al compartimento marittimo di Genova.
La nave effettuò vari viaggi con bandiera sarda; fra gli altri, almeno uno per il Sud America. Partita da Nizza il 4 giugno 1828 per Palermo, Lisbona, Barcellona e da qui il 16 agosto 1829, al comando del capitano Claudio Faisselle, giunse a Montevideo, a Buenos Aires e poi a Rio de Janeiro, forse secondo notizie fornite in forma dubitativa dal capitano marittimo anconetano Gaetano Remoletti verso la fine di maggio 1830. La finta vendita non procurò che guai alla società di Ancona: i soci non riuscirono ad ottenere rendiconti precisi dal Gioan e dal Faisselle.24)
2) AS Roma, Camerl., parte II, titolo IX, Marina, busta 566, fase. 1251.
La società era formata da Agostino Staglieno, Giuseppe e Lauro fratelli Nucci, Luigi Bassani, Pietro Mondelli e Antonio Colli. In altro momento risultano invece proprietari del brick lo Staglieno (o Stalieno), i fratelli Nucci, il Bassani, il Mondelli (o Mandelli), il Colli, Pietro Blumer, Ascoli e Camerino, Alessandro Sarti; in altro ancora Ascoli e Camerino, Blumer e Jenny ed il Colli.
2*) Brigantino, dal secolo XVII in giù, si dice quella specie di bastimento quadro, che porta due alberi, a coffa, co1 loro alberetti guarniti e attrezzati allo stesso modo, il bompresso, e la randa; capace di due o trecento tonnellate; e che armato a guerra porta da dieci a venti cannoni in barbetta. Questo nostro bastimento, ricevuto dalle altre nazioni, è stato da loro chiamato brìc, brick, brigy che sono storpiature di brigantino (A. GUGLIELMOTTI, Vocabolario cit.).
22) Lettera del Tesoriere generale del 25 novembre 1826 al Camerlengo nel citato fase. 1251 del titolo IX della parte II del Camerlengato.
231 AS Roma, Camerl., parto II, tit. IX, Marina, b. 566, fase. 1251; ivi anche una memoria del 1833 dei proprietari del a Leone al Camerlengato.
24) Questi, anzi, ad un certo punto lasciò il e Leone affermando di essere ammalato ed affidando il comando per il ritorno in Europa al secondo di bordo, capitano Antonio Goiran. Secondo il Remoletti, invece, la malattia del Faisselle era una scusa per abbandonare la nave, dopo avervi trameato per proprio conto nell'America meridionale portando un carico di cuoja, carne secca e pelli secche da Buenos Aires a Rio de Janeiro. Lasciato il comando del Leone , il Faisselle avrebbe assunto il comando di altro bastimento, che si credeva si chiamasse Il Tritone ; mentre il Leone , al comando del Goiran, tornò a Buenos Aires, donde riparti verso la fine di luglio 1830. (Da una lettera-memoriale di Luigi Bassani, datata Ancona, 16 settembre 1833, trasmessa dalla Camera di Commercio di Ancona alla Delegazione apostolica di Ancona e da questa, con lettera 8567 del 17 ottobre 1833, al Camerlengato: AS Roma, Camerl., parte II, tit. IX, b. 566, fase. 1251).