Rassegna storica del Risorgimento

AMERICA MERIDIONALE RELAZIONI COMMERCIALI CON LO STATO PONTIFIC
anno <1979>   pagina <404>
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Elio Lodolini
eredi i 688 scudi costituenti la quota del defunto capitano Romoletti.M)
Tuttavia nel maggio 1838 il Fabbrini, nel comunicare di aver dato notizia del blocco francese contro Buenos Aires ai Consoli pontifici in Brasile, tramite il Console generale a Rio, scriveva di ritenere superflua la notificazione, data la mancanza di bastimenti di bandiera pontificia in questi mari > : " ciò che, però, non sembra del tutto esatto, perché almeno una nave romana, il Principe Eugenio , toccò Rio de Janeiro in quell'anno. Fu Tunica, così come nell'anno pre­cedente, se è esatta la statistica dell'AUoat sul movimento del porto di Rio negli anni 1836-38.
8. Nel febbraio 1839 Domenico Burattini, chiedendo di essere esonerato dell'obbligo di prendere a bordo un pilota di altura a Gibilterra, dichiarava di aver effettuato sei viaggi nelle Americhe ;) non è però da escludere che qualcuno di essi si riferisse all'America settentrionale, che costituì anch'essa la meta di qualche nave mercantile pontificia.97)
Negli anni successivi è probabile che le navigazioni di navi battenti ban­diera pontificia da Ancona all'America latina siano diminuite. Si andava, d'altra parte, formando una categoria di capitani meglio preparata professionalmente, mentre Domenico Burattini, Benedetto Giachetti, Gaetano Romoletti, Tommaso Uliscia, Giovanni Zannetti, che avevano iniziato le navigazioni in oceano, erano semi-illetterati (taluni addirittura analfabeti) e digiuni di cognizioni teoriche.98*
Rio, 14 dicembre 1838, e nota allegata; AS Roma, Cainerl., parte II, tit. IX, b. 665, fase. 5218, lettera del Magistrato centrale al Camerlengo; n. 9, datata Ancona 5 gennaio 1841. Appare la preoccupazione di accertare che fossero stati salvaguardati gli interessi degli eredi del capitano Remoletti, comproprietario della nave.
W Lettera delTInternunzio pontifìcio a Rio, mons. Ambrogio Campodonico, al Segre­tario di Stato, n. 60 del 7 agosto 1842, in ASV, SS, rubr. 251, b. 452 (anni 1838-1483), fase 8 (Nunziatura del Brasile, anno 1842).
95) Lettera del Fabbrini al Segretario di Stato n. 571 (Brasile n. 423) datata Rio, 15 maggio 1838, in ASV, SS, rubr. 251, b. 452 (anni 1838-1843), fase. 1 (Nunziatura del Brasile, anno 1838).
*) AS Roma, Camerl., parte II, tit. IX, b. 639, fase. 4739.
97) Primo a toccare l'America settentrionale fu, tra i capitani dì bandiera romana, Tommaso Uliscia o a Ulisse , che nel 1837 era a Gibilterra al comando del brigantino ce La Fenice , proveniente da Ancona e diretto a New York con un carico di grano (AS Roma, Camerl., parte II, tit. IX, b. 676, fase. 5219, sottofascicolo relativo a F. Sabolini: un prospetto delle navi pontificie che avevano toccato Gibilterra nel 1837, inviato dal Console pontificio in quella città, ne elenca due sole: il e Principe Eugenio e la Fe­nice ).
Anche La Fenice che risultava in quel momento sotto carico per l'Inghilterra aveva ricevuto il 3 marzo 1831 una patente di navigazione dal Comitato provvisorio di Governo della provincia di Ancona. Ne rileviamo alcuni dati: equipaggio di 10 uomini, compreso il capitano T. Uliscia, stazza tonn. 133 e 51/94, proprietari Moisè Abraam Pappo, Isach Elia Senigallia e lo stesso Uliscia (AS Ancona,, Delegazione, tit. XVI, rubr. 5, b. 55).
98) Così affermava un professore di nautica di Ancona, sostenendo che nell'oceano occorrevano buone cognizioni teoriche, oltre alla pratica, in una lettera al Camerlengo del 23 gennaio 1838, ed aggiungeva che in un viaggio in Brasile compiuto da un legno della Casa ducale di Leuchtenberg, e il Sig. Sahara mio scolare (Carlo Salterà figurava come nautico apprendista, nel ruolo dell'equipaggio della ce Riconoscenza filiale nel primo viag­gio in Brasile, nel 1829) a salvò la vita di tante persone o le proprietà ohe andavano a perire