Rassegna storica del Risorgimento
AVEZZANA GIUSEPPE
anno
<
1979
>
pagina
<
411
>
PER IL CENTENARIO DELLA MORTE DEL GEN. GIUSEPPE AVEZZANA
Un secolo fa chiudeva in Roma, 25 dicembre 1879, l'instancabile e generosa sua vita il generale Giuseppe Avezzana: egli in sette pagine,11 stilate di suo pngno nelT82 anniversario della sua nascita (Chieri, 19 febbraio 1797 - Roma, 19 febbraio 1879), rievoca le tappe salienti della sua lunga e avventurosa vita le cui contingenze lo portarono a servirsi più volte dell'ideale e dell'azione non solo in Italia e in Europa, ma anche nelle lontane terre del Messico, della Louisiana e del New Jersey.
Ben nota è la vita dell'Avezzana2) e l'autobiografia, scritta in terza persona, ma tutta autografa, assume un suo particolare significato in quanto essa vede la luce proprio a cento anni di distanza dalla morte del generale e nello stesso tempo rivela, sia pure in uno stile molto personale, la mente fervida dello scrivente che, nonostante l'età avanzata, conserva un nitido ricordo delle azioni che egli compì in qualità di soldato, di cittadino libero, di garibaldino, azioni cui si aggiunsero in seguito anche quelle di parlamentare italiano.
Che rAvezzana nel turbinoso svolgersi del suo lungo operato, prima come esule nel Messico,3) poi negli Stati Uniti,4) si sia sempre costantemente ispirato all'ideale dell'unità e della libertà, trova la sua ampia conferma nelle parole stesse di una lettera scritta, fin dal lontano 1829, al padre, nella quale afferma testualmente:
a La mia condotta fu sempre tale da conciliarmi la stima degli abitanti tra i quali ho vissuto finora... i miei pensieri non furono mai volti ad altri che a difendere la libertà dei miei simili , e ancora in un'altra lettera soggiunge: ce Piacesse al Cielo che la nostra Italia conservasse gli spiriti dei suoi esuli figli e fosse presto chiamata a competere con la grandezza delle Nazioni Europee . 5)
Non risulterà perciò intempestiva tale rievocazione autobiografica soprattutto se si considera che essa può costituire oggi un debito di coscienza civile e di umanità verso uomini che per il loro spiccato senso morale e l'alto spirito di sacrificio sono degni di memoria.
*) Il manoscritto è stato da me ritrovato tra i numerosi documenti che fanno parte dell'Archivio dell'avv. Aurelio Salinone, profugo triestino in Italia fin dal 1868-69, mio avo materno. L'aw. Aurelio Salmona, revisore stenografo del Senato Italiano, era stato incaricato per espresso desiderio delTAvezzana (il che risulta da alcune lettere in mio possesso, conservate nell'Archivio suddetto) delle funzioni di Segretario presso la Camera dei Deputati in Roma nel caso di assenza dell'on. generale alle assemblee parlamentari.
t> Mi limito a citare le principali biografie, uscite postume: GIUSEPPE ROMANO, Episodi della vita del Generale Giuseppe Avezzana, Napoli, 1880; GIUSEPPE AVEZZANA, / miei Ricordi, Napoli, 1881; ANTONINO D'ALIA, Giuseppe Avezzana, Roma, 1940. Più recente la voce di LUIGI LEHBO, in Dizionario Biografico degli Italiani, voi. IV, Roma, 1962, pp. 674-677.
3) ove gli abitanti erano stati allevati in orribile servitù né seppero mai che fosse viver libero . Cfr. G. AVEZZANA, op. cit., p. 42.
*) In America si ammira e si celebra la forza quando si adopera per la conquista del diritto... Gli Americani vengono da un popolo altamente civile nelle industrie e commerci e arti di governo con abito di moralità . Ibidem.
3 Dalla Biografia del Generale Giuseppe Avezzana, estr. dal Mondo Nuovo, s.a.