Rassegna storica del Risorgimento

AVEZZANA GIUSEPPE
anno <1979>   pagina <412>
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Aurelio Pontecorvo
Oggi 19 Febbraio6* è l'anniversario della nascita del Generale Giuseppe Avezzana suo 82 anno d'età. Noi non vogliamo lasciar passare inosservata questa tarda età alla quale ha raggiunto il sullodato Generale e narrare alcuni cenni e gesta che di lui noi cono­sciamo della sua lunga vita che noi crediamo onoratissimi e degni d'essere conosciuti. Il suddetto Generale cominciava la sua carriera Tanno 1813 nel 4P Reggimento di guardie d'onore di Napoleone il primo e da Torino ne raggiungeva il deposito di questo Reggimento a Lione e da questa città con alcuni squadroni di esso Reggimento partiva per la grande armata francese sul Reno, e partecipava alle accanite lotte delle Campagne del 1813 e 1814 alla line di quest'anno caduto l'impero, si restituiva alla sua patria e l'anno seguente 1815 veniva in Piemonte nominato sottotenente nel Reggimento di Torino, nel quale appena entrato veniva ordinato con quel Reggimento di marciare in Francia contro quello stesso Napo­leone sotto gli ordini del quale egli aveva combattuto gl'anni anteriori, per essere quel grande uomo evaso dall'Isola d'Elba ove era stato confinato dopo la sua caduta dalla Santa Alleanza! in pochi giorni ricuperava il dominio di quella grande nazione, e partecipava col contingente di 30 mille uomini che al piccolo Piemonte era stato imposto dalla Santa Alleanza a cooperare coll'abassamento ed annikilamento di quel grand'uomo e partecipava a combattimenti sulle Alpi, ed all'assedio di Grenoble; quindi caduto di nuovo il Napoleone, e rientrato in patria quel contingente per la via di Nizza anch'egli ripatriava rientrato in Piemonte dopo quella breve campagna, veniva col detto Reggimento incorporato nella Brigata di Piemonte - l'I 1 marzo 1821 spinto dal suo animo pattriotico Avezzana assieme al Capitan Vittorio Ferrerò ed una forza di appena di 70 od 80 nomini levavan su il vessillo tricolore Italiano e proclamavan l'Indipendenza e libertà dell'Italia. Seguiva im­pavido l'Avezzana tutte le fasi di quel breve libero dominio! che sul principio sembrava andar bene, ma che poscia per le discordie nate nel paese i liberali traditti si ebbero la peggio! ed il nostro Avezzana accompagnato da più di duecento giovani studenti si ritirava con essi a Genova! (Fu in quest'epoca che i due insigni uomini Mazzini e Garibaldi allora diecenni giovanotti che a quello spettacolo della vista di tanti bravi, e generose persone sulla via dell'esilio in numero niente meno che di 6000 persone cominciò a svegliarsi nelle loro nature ardenti e predisposte ad azioni grandi maschie e virili, quei propositi che poscia attuarono, raggiunti l'adulta età per il leone ed emancipazione della nostra patria! dunque a quel nostro esempio d'amor patrio ed a quella abnegazione di tante vittime che preferi­vano abbandonar la Propria patria, piuttosto che vederla serva e dominata da Tiranni stra­nieri e nostrani, e dovuto che quelle due rare e generose anime, si compromettessero dopo nell'anno 1831, ed avessero la nostra stessa sorte dell'Esilio! e che poscia attuassero quelle prodezze che tanto contribuirono al nostro completo riscatto d'Indipendenza e li­bertà! di modo che non temiamo di peccare di vanità, se li chiamiamo discepoli del nostro Avezzana!). S'imbarcava questo a Sanpier d'Arena per la Spagna con quello stuolo di giovani studenti e guerreggiava in sostegno delle libertà di quel paese sino alla fine del­l'anno 1823 epoca che da Gibilterra s'imbarcava per gli Stati Uniti del Norte d'America ed arrivava alla Nuova Orleans, ove nell'interno dello Stato della Louisiana s'intratteneva, gua­dagnandosi commerciando l'esistenza, circa un anno dopo di che si recava al Messico ove incontratossi col progetto di fondare una nuova città sotto il nome di Tampico, il medesimo accettava una concessione di terreno ed aveva la fortuna d'essere il primo abitatore di quella città e porto di mare, cresciuta oggidì ad una popolazione di circa dieci mille persone e già cresciuta di gente ed abitata quella città, veniva invasa da un spedizione di circa sei mille uomini di truppe spagnuole sortite dal porto dell'Ha vana sotto il comando del Generale Barradas nell'anno 1829, e il nostro Avezzana che ne era stato il Fondatore la difendeva
*) Per render più agevole la lettura del testo ho sciolto tutte le abbreviazioni e ri­mando al D'ALIA, op. c, p. 48, nota 1, per la seguente osservazione: : Per quanto ri­guarda l'ortografia dell'italiano e lo stile dell'Avezzana si pensi ai lunghissimi anni da Ini passati in esilio in paesi di lingua inglese e spagnuola. La sua non breve permanenza al Messico... gli fece conservare gli accenti sulle preposizioni e congiunzioni, il periodare dell'epoca, senza, o quasi, interpunzioni e l'abbreviazione degli aggettivi e degli avverbi. Scriveva invece correttamente, oltre lo spagnuolo, l'inglese e il francese .