Rassegna storica del Risorgimento

AVEZZANA GIUSEPPE
anno <1979>   pagina <413>
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Il gen, Giuseppe Avezzana
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a tutta possa, ma superato dalla numerosa forza nemica si ritirava nell'interiore del paese, e ingrossatone le sue Forze con tutte le milizie dello stato di Tamaulipas statole aggiunte dalle autorità di quello stato, egli unitamente a tutte le altre Forze della Repubblica del Messico che discendevan da ogni parte alla costa contro di quel nemico aggressore e coope­rava ad abbligarlo a Capitolare! Dopo alcuni anni di quiete il nostro esule ebbe a prestar la sua opera contro un nemico interno che si aveva usurpato il governo della Repubblica ed aveva fucilato il legittimo presidente, e vittoriosamente lo respingeva in un attacco da quella sua Città quindi lasciato al Comando Supremo di Tampico e di tutti i paesi sollevati circondanti dal generale Esteban Montezuma che partiva alla volta dello Stato di S. Luis de Potosì per la propaganda al suo partito, Egli faceva una spedizione contro la Capitale di quello Stato di Tamaulipas, e faceva prigioniera quella intiera guarnigione di 1600 uomini col suo generale Comandante Ignazio Mora con ottanta e più uflìziali ed altret­tanti notabili di quello Stato accorsi in quella a ricoverarsi con una sola forza di non più di 600 uomini! di seguito egli obbligava la guarnigione della città e porto di Matamoros forte di più di 2000 uomini a pronunziarsi favorevole alla causa difesa da lui e parimenti ricevere la commissione da Monterey Capitale dello Stato di Nuovo Leon di tutto quello stato. Dopo questi Trionfi, il nostro Avezzana partiva can tutte le forze che comandava alla volta di San Miguele il Grande alfine di ajutare il menzionato Generale Montezuma, ma, nel suo camino e già arrivato in vicinanza della città di S. Luis de Potosì s'incontrava con una quantità di fuggitivi uflìziali e gregari di risulta della Battaglia perduta dal prelodato Generale Montezuma nelle vicinanze di quella Città di San Miguel in un punto chiamato il Gallinero ed egli retrocedeva militarmente verso le montagne della Cordigliere a Tuia e di qui al Valle del Mays, ove si fermava raggranellava i dispersi da quella battaglia e così rinforzato, marciava sopra la città di S. Louis del Potosì già caduta in potere del nemico la assediava e dopo 22 giorni e 22 notti di constante ed incessante fuoco ne obbligava la guarnigione a capitolare! Quindi lasciava quel servizio e si ritirava al suo focolare di Tampico da cui si transportava agli Stati Uniti del Nord di America e quivi a Nuova York si maritava e ne aveva una. numerosa figliolanza. L'anno 1848 al grido di Libertà egli lasciava quella numerosa famiglia ed accorreva in ajuto della sua patria i fatti di Genova e di Roma [ove quale Ministro della Guerra e Comandante in capo delle armi di quella Repubblica ne preparava quella difesa che tanto onorò la nostra patria e mantenne vivo nell'animo degli Italiani l'amore alla patria e alla libertà e l'odio allo straniero ed ai tiranni nostrani] ?) dell'anno 1849 sono di ragion pubblica e che tanto l'onorano doveva dopo quelle Epoche condannato nel Capo per gl'avvenimenti di Genova, ebbe il nostro Avez­zana a salvarsi per la via di Londra in America ove al suo giungere veniva dalla Colonia Italiana e dalla popolazione di Nuova York accolto con solenne dimostrazione di amore e di affetto distinto con una brillantissima spada d'onore! Il 1860 poi appena conosciuto la spedizione dei Mille del Generale Garibaldi e dei suoi brillanti risultati in Sicilia, Egli abbandonava per la 2.a volta la famiglia in allora cresciuta al n di 8, e s'imbarcava per Liverpool per 11 tali a per raggiungere il suo amico Garibaldi, ed era la sua fortunata sorte, diremo noi quasi quale giusta ritribuzione d'una inscrutabile forza, che arrivasse dopo ap­pena 30 giorni di navigazione, compreso i giorni di fermata a liverpool, egli potesse pren­dere parte a quella immortale giornata,9) che l'Istoria registrerà come quella che sugellava l'Unità della Patria nostra! alla buona riuscita della quale egli ha potentemente contribuito, specialmente con la disposizione che egli prendeva di estendere tosto in catena sul suo fianco
7) La frase tra parentesi è, a matita, aggiunta dall'aw. Aurelio Salmone. Non è l'Avezzana, quindi, che si è detto comandante in capo; egli doveva sapere che tale carica era ricoperta da Pietro RosellL
8) Si tratta dell'intervento del gen. Avezzana ai fatti inerenti alla Costituzione della Repubblica Romana del 1849; nell'Archivio dell'avv. Salmone si conserva tuttora l'autografo dell'orazione del gen. Avezzana, tenuta a Roma nel 30 Anniversario della costituzione della Repubblica Romana (30 aprile 1949-30 aprile 1879).
') È la battaglia del Volturno, cui l'Avezzana partecipò con la 17 .a Divisione del gen. Medici.