Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE GENEALOGIA
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1979
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Lorenzo Caratti
di Giuseppe Garibaldi è stata una delle più direttimente collegate alla istituzione e alla utilizzazione di questo sepolcro familiare.
Per quanto riguarda invece la individuazione dell'epoca in cui questa tomba è stata realizzata, sulla scorta soprattutto della data dell'atto di morte che contiene la prima menzione dell'esistenza di questo sepolcro (13 marzo 1769), riteniamo di non essere troppo lontani dalla verità indicando in un anno assai prossimo del 1765 l'epoca della realizzazione di questo sepolcro.*
Il sepolcro Garibaldi nella Chiesa di S. Francesco di Chiavari, oggi più non esistente. Accurate ricerche da noi condotte sul luogo, non hanno portato purtroppo a rintracciare alcun elemento utile ad una sua eventuale individuazione; anche e soprattutto a motivo delle notevoli manomissioni che, nel tempo, sono state apportate a questo antico e importante monumento. À questo proposito, credo forse utile ricordare che la Chiesa di S. Francesco di Chiavari, è di origine molto antica. Pare che, annessa al convento dei Padri Francescani, esistesse addirittura già nel 1223, anno in cui S. Francesco era passato, per la seconda volta, per questa città. Dopo alterne vicende che l'avevano quasi completamente distrutta, la Chiesa di S. Francesco è stata praticamente ricostruita ex novo del 1638, grazie alla munificenza della illustre famiglia dei Costaguta (il cui stemma si vede effigiato sulla parte superiore della facciata esterna della chiesa). Ricostruita a croce latina, a tre navate, con campanile isolato, ad opera dell'architetto Francesco Bianchi, la Chiesa possedeva al suo intento tele del Cambiaso e del Carloni. Chiusa, nel 1810, per ordine di Napoleone I, nel 1815 era stata riaperta per decreto del re Vittorio Emanuele I. Definitivamente chiusa nel 1864, in ottemperanza alla legge soppressiva dei Conventi del 1855, oggi la Chiesa di S. Francesco non è più consacrata e, completamente spoglia di ogni arredo interno, è adibita a sala per convegni e incontri.
Chiusa questa breve parentesi di carattere storico e giunti al termine della trattazione di questo argomento, ci sembra doveroso formulare ora questa considerazione. Specialmente un tempo, il possedere in una Chiesa una tomba di famiglia, era segno di indubbia distinzione. Se a questa considerazione di carattere generale, si aggiunge poi anche la osservazione più particolare, tratta dalla Storia di Chiavari di Carlo Garibaldi, edita a Genova nel 1853 (p. 156), secondo la quale i Reverendi Cappuccini della Chiesa di S. Francesco erano soliti concedere alle famiglie più agiate della città di costruire i loro cepolcri famigliari nella loro Chiesa, nonché la constatazione che la quasi totalità delle persone della famiglia di Giuseppe Garibaldi che vi venivano seppellite, risultano costantemente contraddistinte dalla qualifica di Dominus, possiamo fondatamente ritenere che la famiglia di Giuseppe Garibaldi, specialmente nella seconda metà del 1700, era considerata a Chiavari come una famiglia particolarmente agiata e distinta.
g) Confraternite. Da alcuni documenti conservati nell'Archivio della Parrocchia di S. Martino di Nizza, si ricava che un certo numero di membri della famiglia Garibaldi che risiedevano in quella Parrocchia, verso i primi anni del 1800, erano ascritti a Confraternite.
Quelle che trovavano la loro sede nella Parrocchia di S. Martino, a Nizza, erano praticamente due: L'Arcicon fraterni la della Sacra Cintura e la Confraternita della Beatissima Vergine del Buon Consiglio.
La prima di queste due pie istituzioni era così chiamata a motivo della Sacra Cintura che la Vergine Maria aveva a suo tempo donato a Santa Monica,