Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1979>   pagina <459>
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L'unità delle diverse Italie
restò comunque in certo senso plurinazionale, ed il necessario, talora costrittivo centralismo, nascose a lungo questa incancellabile varietà, che generò dolorosi contrasti e dissensi.
Persino nel maturarsi di nuove correnti ideologiche e di nuove rivendica­zioni delle classi subalterne (Cavour aveva appena intrawisto il profilarsi d'una questione sociale al di là di quella nazionale) la diversità delle situazioni e delle tradizioni portò al riaffiorare delle peculiarità locali, ed ora una più avver­tita storio grafia torna a porvi attenzione, meglio che per il passato. Vorrei citare qualche esempio, ma per non esser prolisso mi accontenterò di evocare le pagine di Rinaldo Salvadori sulla fecondità dell'ambiente culturale mantovano nel periodo immediatamente posteriore all'unificazione si veda il suo ampio studio su La repubblica socialista mantovana da Belfiore al fascismo, che risale al 1966 e di ricordare, quasi provocatoriamente, che anche i primi gruppi internazio­nalisti ebbero una qualche connotazione regionale (Osvaldo Gnocchi Viani ebbe un apprendistato romano, ma non a caso operò in Lombardia, e fondò La Plebe a Lodi).
ETTORE PASSERE* D'ENTRÈVES