Rassegna storica del Risorgimento
ALBANIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1884-1911; GARIBALDI RICCIOTTI C
anno
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1979
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pagina
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461
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
M I COMITATI ce PRO PATRIA I
E IL CONSIGLIO ALBANESE D'ITALIA NELLE CARTE DI RICCIOTTI GARIBALDI *>
Tra i miti di origine risorgimentale, quello che attribuiva all'Italia la missione di promuovere e partecipare alla redenzione dei popoli oppressi, coltivato agli ideali romantici e democratici del garibaldismo ottocentesco ma destinato a prestarsi all'innesto del nazionalismo espansionista del primo Novecento , doveva incontrare particolare rispondenza presso le colonie italo-albanesi del Mezzogiorno e della Sicilia. Infatti queste colonie, a conclusione del processo di unità politica della penisola di cui esse pure erano state protagoniste, manifestavano un'accresciuta sensibilità per le sorti della madrepatria, disponendosi a favorirne il riscatto nazionale dalla soggezione turca. Si facevano portavoce locali di tale aspirazione alcuni ambienti intellettuali, dove a fìanco di esponenti del ceto medio, con un passato anche giacobino, si trovavano aristocratici e sacerdoti, questi ultimi per tradizione custodi del patrimonio culturale e dei costumi, oltre che della liturgia, della propria comunità.lì
Precursori del movimento che perseguiva il fine dell'indipendenza o quanto meno dell'autonomia dell'Albania erano insigni letterati italo-albanesi come Girolamo De Rada, attivo politicamente sin dal 1848 con il suo giornale L'Albanese d'Italia e poi soprattutto con il periodico Fiamuri Arbèrit (La Bandiera albanese) del 1884-87, Vincenzo Dorsa, Demetrio Camarda e Giuseppe Schirò, accanto a compatrioti reduci dalle lotte risorgimentali, dei quali la figura più rappresentativa si riconosceva nel generale Domenico Damis, già comandante nn reggimento di volontari nell'esercito meridionale di Garibaldi; né il movimento trascurava di vantare il patrocinio prestigioso di Francesco Crispi. Appena nel 1895, però, l'esigenza di dar vita ad un centro animatore e coordinatore delle iniziative nazionali degli italo-albanesi si traduceva in termini concreti, grazie all'attività promozionale del sacerdote Gerardo Conforti, autorevolmente appoggiata da De Rada. Nel luglio di quell'anno, nel eorso d'una riunione nel collegio ecclesiastico di Sant'Adriano a San Demetrio Corone, nasceva un comitato provvisorio presieduto da De Rada e composto, oltre che da Conforti, dai sacerdoti Antonio Argondizza ed Angelo Ferrari, con l'adesione dell'abate Luigi Lauda e del dott. Agostino Ribecco.2J
Il neocostituito comitato s'impegnava nella realizzazione di un congresso albanese, convocato a Corigliano Calabro nei giorni 1, 2 e 3 ottobre 1895, ufficialmente per affrontare problemi d'unificazione linguistica, quale, in via prelimi-
*) Fondo conservato nell'archivio del Museo Centrale del Risorgimento (più avanti indi calo M.C.R.), Roma.
M Alcuni profili di uomini politici e letterati italo-albanesi si trovano in A. SCURA, Gli albanesi in Italia, New York, 1912, pp. 134-140.
3 Cfr. G. LA VIOLA, Società e comitati a. Italo-Albanesi dal 1895 al 1904, in Zjarri (Il Fuoco), S. Demetrio Corone, a. IV (1972), n. 2-3.