Rassegna storica del Risorgimento
ALBANIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1884-1911; GARIBALDI RICCIOTTI C
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Ennio Maserati
nare, l'adozione di un alfabeto comune, ma ugualmente aperto ad un dibattito sulla situazione interna dell'Albania e sul futuro del paese.3) Né del resto apparivano scindibili i due diversi aspetti, linguistico e politico, della questione affrontata; prova ne erano, in particolare, il rifiuto già incontrato da De Rada allorché aveva mandato la sua grammatica in Albania proponendo il suo alfabeto come unico e normativo, e, più in generale, una certa diffidenza, se non anche un'aperta ostilità, provocata nella madrepatria e, con maggiore virulenza, presso la Sublime Porta dalla vocazione delle colonie d'Italia ad erigersi a rappresentanza d'una intera nazione. Risultati tangibili del convegno erano la creazione di una Società nazionale albanese con sede a San Demetrio Corone la quale tra i propri obiettivi, oltre all'affratellamento delle varie colonie d'Italia, poneva l'avvio di relazioni con la madrepatria e la pubblicazione di una rivista quindicinale, ìli i Arbrehet (La Stella degli Albanesi), diretta da Antonio Argon-dizza ed uscita dall'agosto 1896 al febbraio dell'anno seguente con soli quattro numeri a causa di mancanza di fondi. Ma la posizione del periodico appariva ambigua per il suo sostegno al progetto di fusione tra Montenegro e Albania, caldeggiato da Cettigne in un momento di particolare favore delle relazioni di questa piccola capitale con l'Italia, quando maturava il matrimonio della principessa Elena con l'erede di Casa Savoia.4
Il 20 e 21 febbraio 1879 aveva luogo a Lungro nel Cosentino, sempre sotto la presidenza di De Rada, un secondo congresso linguistico albanese, che riconfermava gli obiettivi fìssati nella precedente assise ed inoltre procedeva ad una revisione dello statuto della Società nazionale, mentre il presidente di questa, Anselmo Lorecchio, fondava una nuova rivista, La Nazione albanese.5* Nonostante ciò, la Società nazionale sopravviveva per poco (ben più. a lungo durava il suo secondo periodico, pubblicatosi fino al 1924), dimostrando essa per prima la fragilità di basi che caratterizzava la sequenza di comitati ed associazioni espressi dalle colonie italo-albanesi e succedutisi nell'arco di breve tempo. Uguale sorte difatti toccava al Comitato politico albanese fondato a Napoli nel 1897 per impulso di alcuni giovani, con alla testa l'aw. Gennaro Lusi ed il rev. Gerardo Conforti, ed affiancato l'anno dopo da un battagliero quindicinale, La Nuova Albania, che, Botto la direzione di Lusi, uscirà con qualche interruzione fino al 1904.6>
Nuovamente, nel 1900, si verificava un incrociarsi d'iniziative, anche in concorrenza tra loro, in quanto tra gli italo-albanesi si venivano precisando due correnti, l'ima moderata, capeggiata da Lorecchio ed impegnata a far ricono-
3) Vi presenziavano, con De Rada, gli uomini più rappresentativi delle colonie: Luigi Lauda e Gerardo Conforti da Greci di Puglia; Anselmo e Luigi Lorecchio da Pallagorio; Domenico Antonio Marchese e Luigi Petta da Macchia Albanese; Angelo Ferrari, Bernardo Bilotta, Domenico Magnelli e Alessandro Dorsa da Frascineto; Pietro Camodeca da Castro-regio; Francesco Saverio, Giovanni Andrea e Achille Tocci da San Cosmo; Giuseppe Nocito, Salvatore Cassiano e Agostino Ribecco da Spezzano Albanese; Antonio Argondizza da San Giorgio Albanese; Nazari Lo Nigro da Terranova di Pollino; Luigi Frega da San Basile; Eugenio Mortati da Civita; Salvatore Liguori da San Demetrio Corone; Antonio Scura da Vaccarizzo Albanese e Francesco Dragosei da Corigliano in rappresentanza di Giuseppe Iorizzo da Acri.
Cfr. A. LORECCHIO, Il pensiero politico albanese in rapporto agli interessi italiani, Roma, 1904, pp. LXIX-LXXIX; T. Tocci, La questione albanese, Cosenza, 1901, pp. 72-73.
5> Cfr. A. LORECCHIO, op. cit., pp. CXV-CXX.
*> Cfr. T. Tocci, op. ci*., p. 74; G. LAVIOLA, art. cit.