Rassegna storica del Risorgimento
BOVIO GIOVANNI; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1980
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pagina
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184
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184 Alfonso Scirocco
trale del rituale discorso commdmorativo del 10 marzo. Benché educato alla filosofia naturale e quindi non mazziniano puro, egli ripeteva che una grande idea allora si espande e fruttifica quando rompe la scuola, supera il partito e, assimilando tutti gli elementi nuovi, si trasfottma . Questo lavoro di assimila zione e trasformazione si vedeva nell'idea mazziniana? Alla domanda si doveva rispondere con un volume, di cui Bovio proponeva l'indice in sette capitoli.
In realtà Bovio un libro del genere vagheggiava di farlo lui. Egli stesso dichiarò di avere avuto dalla famiglia Nathan l'incarico di scrivere un libro su Mazzini, di averne redatto i primi quattro capitoli e di avere abbozzato gli altri.16) Prove del desiderio di Bovio di dare un respiro più ampio alle sue idee su Mazzini le troviamo nella commemorazione del 1892, ventennale della scomparsa dell'Apostolo.
Sono sette paragrafi: il primo, introduttivo, gonfio di erudizione storica, il secondo, il terzo e il quarto imperniati su un paragone tra Gioberti e Mazzini, considerati le espressioni del contrasto tra moderati e progressisti; nel quinto si introduce il dubbio che l'altro termine del dialogo con Mazzini possa essere Marx. Bovio si mostra in proposito molto perplesso: innanzi tutto non ritiene esaurita la contesa col moderatismo, e poi non vede ancora matura come termine vivo nel dibattito politico l'idea anarchica, la sola, che può affacciarsi coinè
J5) Roma, a. XXX, n. 68, del 9 marzo 1891. L'indice proposto dal Bovio era il seguente: a I) Evoluzione intima della idea mazziniana in due periodi isocroni, ciascuno di un ventennio quasi: il primo dal 1830 al 1849, l'altro dal '49 al '70; II) L'idea mazziniana in Europa, rispetto all'origine contemporanea della nazione germanica e della terza repubblica francese; HI) Evoluzione postuma della idea mazziniana dall'Italia in Roma sino alla caduta del ministero Crispi, che promise democratizzare la monarchia, trasferendo nel principato gli elementi del Mazzinianesimo; IV) L'idea mazziniana di fronte alla idea sociale, considerando Mazzini rispetto alla Comune di Parigi e rispetto alle società operaie del mondo; V) Se gli elementi etici dell'idea mazziniana quanto all'individuo, alla famiglia, al municipio, alla nazione ed alla umanità gli riconfermino il titolo di Maestro, che suona nella storia Fondatore di civiltà; VI) Qual è la filosofìa in cui s'integra l'etica mazziniana, e che ha di comune con la metafisica di quella generazione e col naturalismo di questa; VII) Le energie divinatrici onde l'idea di Mazzini s'infutura .
16> Alla ristampa della celebrazione Per Mazzini, del 1892, fatta nel 1900 nei Discorsi (Napoli, Tip. Priore), a p. 57 Bovio aggiunse la nota seguente: a Non si è potuto in nessuna stampa o manoscritto trovare l'ultima parte di questo discorso che delineava per capitoli come si avesse a scrivere un libro su Mazzini, e per la quale appunto fu dato dalla casa Nathan all'oratore l'incarico di scriverlo. Egli vi pose mano e nei primi quattro capitoli illustrò i tempi e l'azione di Mazzini. Restano appena abbozzati gli altri capitoli nei quali espone e svolge il sistema mazziniano nella religione, nella politica, nell'etica, nell'economia, e nella crìtica letteraria . A Bovio, evidentemente, sfuggiva di aver delineato per capitoli un libro su Mazzini non nel discorso del 1892, ma in quello del 1891; è interessante sapere che la famiglia Nathan trovò questo progetto degno di sviluppo. Le pagine scritte per il vagheggiato volume sa Mazzini sono, con molta probabilità, quelle ritrovate tra le carte di Bovio dopo la morte e pubblicate in G. Bovio, Mazzini, con prefazione di C. ROMVSSI, Milano, Sonzogno, 1905, pp. 15-102; in esse si riprende il paragone con Socrate e Cristo, si afferma che Mazzini, fondatore, non sistematore, ha. interpretato la legge storica dei suoi tempi, il -progresso, ed ha preconizzato l'ascesa del popolo nella repubblica, si. ritorna sui cinque secoli di protesta da Dante a Mazzini, sulle tre formule succedute alla rivoluzione francese, ai illustra la formula mazziniana, si dichiara ohe la parte migliore del suo sistema sta nell'etica, si conferma che il ricorso a Dio comporta un ritorno al Medioevo e che in Dio e popolo c'è una contraddizione. Si tratta di idee già esposte in vari discorsi, a eoi Bovio cerca di dare una sistemazione, a nostro avviso con scarso successo.