Rassegna storica del Risorgimento
BOVIO GIOVANNI; MAZZINI GIUSEPPE
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1980
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Alfonso Scirocco
della sua visione politica, l'incomprensione dei motivi profondi che portano in Italia alla crisi di fine secolo, all'affermarsi del socialismo, al rinvigorimento delle forze cattoliche.2 Il richiamo dell'ultimo Bovio all'insegnamento mazziniano appare, quindi, più testimonianza della sua incapacità di comprendere i tempi nuovi, che riconoscimento meditato dell'attualità di Mazzini nella problematica politica dell'incipiente età giolittiana.
ALFONSO SCIROCCO
APPENDICE *>
MAZZINI GIUDICATO DALL'OR DE SANCTIS ALL'UNIVERSITÀ DI NAPOLI
LETTERA A MAURIZIO QUADRIO
Mazzini non sopravvisse di un'ora a sé stesso; morì nella fede e nella giovi' nezza dell'anima sua e morendo si dolse di lasciare dietro al suo feretro una generazione invecchiata in pochi anni!
E perché dopo il '60 sì forti accoramenti nel grande uomo e gemiti e dispetti? Per cagioni che al critico paiono accidentali e a me paiono vere e storiche. Ed eccomi nella necessità di qui esporre assai brevemente circa Mazzini, quello che altra volta dissi con maggiore larghezza.
L'individualismo del medio evo non fu negato dalla rinascenza, ma derivato
2S) Arturo Labriola attribuì all'appartenenza alla Massoneria rirrigidimento ideologico-politico di Bovio: Il suo attaccamento massonico metteva Giovanni Bovio nella impossibilità di seguire le più vive e fresche correnti del pensiero contemporaneo, quelle correnti nelle quali si identifica la vita morale della nostra società. Egli non riuscì mai a varcare il ponticello che lo separava dal socialismo e gli furono estranee le anticipazioni del modernismo. Dove il senso imperialistico, le nuove correnti nazionalistiche esprimevano la sovversione operatasi nel campo del pensiero..., egli non vide cbe torbidi appetiti di conquista, il putrido fermento di ideali in decomposizione. In questo senso rimase estraneo al movimento ideale dei tempi suoi, sopravvissuto a se stesso e a loro... Uomo meraviglioso, con attitudini singolarissime, incontaminato di vita e di pensiero, egli sarebbe stato una delle maggiori fòrze della nuova Italia, se Tessersi chiuso precocemente in un sistema non Io avesse separato dalla vita dei tempi suoi (A. LABRIOLA, Giovanni Bovio e Giordano Bruno (Due conferenze), Napoli, Soc. Editr. Partenopea, 1911, p. 33). A noi pare che il rapporto debba essere invertito, nel senso che Bovio, una volta esaurito il momento creativo del suo pensiero, trovò nella Massoneria l'espressione dei suoi ideali laicisti, anticlericali, vagamente progressisti; sulla chiusura di Bovio ai suoi tempi cfr. anche G. LOMBARDI, Profilo di Giovanni Bovio, Napoli, Priore, 1902, in particolare p. 8.
*> Riportiamo la seconda parte dello scritto di Bovio, pubblicato da L'Italia del Popolo del 27 febbraio 1874. L'unica copia conosciuta del giornale è conservata presso la Biblioteca Comunale Giovanni Bovio di Trani: al direttore, Mario Schiralli, va il nostro ringraziamento per la cortese collaborazione. Non siamo riusciti a rintracciare il numero del 26 febbraio (la grafia è stata ammodernata ed è stato corretto qualche evidente errore di stampa).