Rassegna storica del Risorgimento

BOVIO GIOVANNI; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1980>   pagina <190>
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Alfonso Scirocco
sceva l'anima grande impaziente di mezze libertà e di tresche liturgiche. Lo tor­mentava l'Internazionale. Guardiamola un poco con occhio franco, come se fosse a duemila anni da noi. Che cosa vuole e come?
L'Internazionale è il quarto stato che leva le ciglia un poco in soso, guarda il clero, guarda i baroni, guarda la borghesia, e guardando in fine i medesimi riparatori, piglia ad esaminare il Mazzini assai diversamente dal De Sanctis. Lo esamina così:
Dio forse doveva tornare, ma non fu il benvenuto. Dio e popolo sono una contraddizione nei termini, come fuoco gelido. Dio significa medio evo, sopran­naturale, domina, autorità, mistero; popolo significa vita nuova, natura infinita, esame, libertà, ragione. Stan male insieme: e se attenui o torci il significato di Dio, il popolo non cura il nome e resta solo innanzi alla sua coscienza. Ti giova richiamarlo come base del diritto? Trasferirlo dalla volontà umana nella divina è uno spostamento, non una soluzione. Dunque Iddio se ne va: fermarlo sotto una forma qualunque, sia neo guelfa, sia neoghibellina, sia repubblicana è rea­zione, è la memoria trepida che si fa inciampo alla ragione. Il popolo un giorno potè passarsi di Dio, e Dio non torna che vendicandosene.
Si temprano lassù scuri e catene;
Di lente plebi Iddio le attorse al piede;
Se Dio non passa, il popolo non viene!
Resta dunque il popolo solo. E chi lo rappresenta? Giù le rappresentanze: la sovranità è inalienabile, imperscrittibile, inconfidabile. Lo Stato dunque, in quanto è rappresentanza popolare, è sempre una bugia ed una usurpazione. Dun­que, ogni Stato, sia monarchico, sia oligarchico, sia repubblicano, è sempre tiran­nico, e tiranneggiando può mantenere l'usurpazione. Delega il potere e fatti servo.
Poter mal far grande è al mal fare invito.
Così Alfieri. L'Internazionale non dice invito, ma necessità. Dunque né Dio, né Chiesa, né Stato.
Date fondo allo Stato, si abolisce la nazione. Gli Stati, sono discrimina inter gentes. Abolite gli Stati, le nazioni perdono la ragione dell'essere. E mette bene, perché l'uomo per essere francese o italiano dimentica di essere uomo: la nazio­nalità è cospirazione permanente contro l'umanità. Abolita la nazione passa anche la famiglia, la quale coi legami domestici spezza i legami umani. Uhomo co­mincia a sfigurarsi nel civis e muore nel pater-familias. Abolita la famiglia, passa la proprietà, la quale è usurpazione in proprio del comune. L'uomo comincia a sfigurarsi nel cittadino, muore nel padre di famiglia, rinasce nel proprietario in forma di lupo. Proprietà dice furto; proprietario dice belva. Dunque né Dio, né Chiesa, né Stato, né nazione, né famiglia, né proprietà. Che resta sopra tanta rovina? L'individuo innanzi al genere umano. Dunque la formula vera non è Dio e Popolo ma uomo ed umanità .
Tolti i dissidi peculiari, questa è la sostanza della Internazionale: è Vuma-nismo assoluto. Le dottrine non si hanno a chiamare né belle né brutte, ma si hanno a guardare sicuramente nel corso della storia dove ciascuna trova il suo posto. Eccone la successione. Neoguelfismo e neo ghibellinismo sono papato e monarchia temperati dall'umanità; Mazzini è umanismo mistico; l'Internazionale è umanismo assoluto.
Ha peccati l'Internazionale? Due, insuperabili : il cosmopolitismo stoico e lo