Rassegna storica del Risorgimento
BOVIO GIOVANNI; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1980
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pagina
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191
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Giuseppe Mazzini e Giovanni Bovio
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spostamento del problema giuridico, rimproverato a Mazzini. Il primo che in antico trovò ostacolo nella natura delle cose, lo trova oggi e sempre. L'altro va a rimettere il diritto nella semplice volontà delle maggioranze.
Dio e Chiesa; Dio e Stato; Dio e Popolo; uomo ed umanità; queste sono le formule delle dottrine che corrono entro la vita moderna. La filosofia non ha ingiurie per nessuno, ma le spiega tutte nel cammino della storia che è il cammino vero dell'uomo.
Vede che l'umanesimo dell'Internazionale non sarebbe potuto nascere senza l'umanesimo di Mazzini, né Mazzini avrebbe consacrato il popolo senza il ritorno di Dio nella storia. La formula di Mazzini essendo risultamene storico e non espediente opportuno, costituisce la profondità del suo convincimento, la tenacità del suo carattere, l'indomabilità della sua lotta durata quarantanni. Dunque quando il De Sanctis dice il carattere di Mazzini maggiore di quello del Manzoni, dice mente e convincimento maggiore, perché il carattere fuori della mente è osti* natezza e pervicacia. Il carattere è degli uomini grandi la cui mente non vacilla, consapevole d'una missione storica. Dove la mente vacilla, oscilla il carattere: e questo avviene nel campo fluttuante delle mediocrità.
Oscilla il volgo, si voltano i dottrinarli, il sapiente resta immobile, non come cinese, ma come pensiero consapevole del destino storico. Thiers scrive istorie, Mazzini ne conosce la legge: Thiers oggi arriva affannoso dove Mazzini era da giovanetto!
Mazzini e Garibaldi non appartengono a nessuna epopea nazionale, ma a quella del genere umano.
L'aver toccato di volo, come qui si poteva, tutta questa vicenda di dottrine e di fatti, può espormi a qualche assalto. Mi si mostri però che le dottrine, le formule, i fatti, i partiti non sono quelli da me noverati e potrei rispondere. Agli assalti fatti con opinioni immediate e individuali e talora con sarcasmo farisaico, l'uomo non ha che ridire. Criticare è stimare; e per questo ho ragionato del De Sanctis. Il valentuomo che mi conosce e che fu dei primi a confortarmi negli studii, sa che io né voglio né posso guastargli la bella palma acquistatasi con fatiche lunghe e onorate e una vita senza macchia e senza guadagni improvvisi.
Dopo il dibattimento tra Mazzini e l'Internazionale, tra l'umanesimo religioso e l'umanesimo assoluto, qual è la posizione della coscienza storica in Europa e specialmente in Italia?
Questo, secondo il mio potere, dimostrerò in una risposta che devo all'egregio prof. Pessina, il quale confutando dalla sua cattedra alcune affermazioni del mio saggio critico del diritto penale e del fondamento etico, mi porge occasione di chiarire meglio quello che si possa pensare delle condizioni della civiltà presente. Molto vi saluto, degno successore di Mazzini.