Rassegna storica del Risorgimento

LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
anno <1980>   pagina <199>
immagine non disponibile

LETTERE AL DIRETTORE
Egregio Signor Direttore,
essendo direttamente chiamato in causa dalla lettera inviataLe dal pro­fessor Rosario Romeo e pubblicata nella Rassegna storica del Risorgimento (1979, 4), Le chiedo la cortesia di consentirmi qualche considerazione in merito.
La prima più che doverosa per i legami di affetto e di stima con il mio scomparso maestro, che il tempo non ha allentato è semplicemente di stile, e riguarda i pesanti apprezzamenti che lo storico siciliano esprime nei confronti di Romani studioso: io sono certo che vi è ancora tra noi chi, con senso della misura e rispetto del prossimo, sa distinguere tra il dissenso, anche il più radi-cale, e l'insulto. Soprattutto quando l'insultato non è più in grado di difendersi.
La seconda osservazione è sul merito della controversia, cioè sull'andamento della produzione agricola dopo l'unità. Il parere di Romani è contenuto nel se­condo volume della sua Storia economica oVltalia scritto nel '75, edito postumo nel 1976, ed è stato ribadito da me nel '77 in una introduzione agli scritti ripub­blicati per onorarne la memoria. Non mi risulta che da allora Romeo abbia ri­tenuto di intervenire in prima persona per confutare quel parere. Lo fa ora, prendendo lo spunto da una recensione, ed attraverso il saggio di un altro stu­dioso, Guido Pescosolido, mandato si direbbe in avanscoperta già con un prece­dente lavoro del 1977 (Lo sviluppo industriale italiano nel dibattito dell'ultimo ventennio, Clio, 13 (1977), 3) in cui sosteneva con lungimiranza, la tesi che ha poi sintetizzato cosi: tra l'accumulazione originaria nell'accezione romeiana del termine e l'aumento della produzione agraria in termini fisici durante il ven­tennio 1861-'80 corre un legame assai indiretto e... certamente l'incremento produttivo non è condizione indispensabile per il realizzarsi del processo di ac­cumulazione (cfr. L*andamento della produzione agricola durante il primo ven­tennio postunitario, Nuova rivista storica, 63 (1979), I-II, p. 35).
Il Pescosolido in questo secondo saggio del '79 (quello cui fa riferimento Romeo nella sua lettera) contesta a Romani un trattamento dei dati quantitativi ed una lettura delle fonti documentarie a suo parere non corretti: le argomen­tazioni di Pescosolido sono articolate e puntuali e quindi saranno prese in con­siderazione in modo ugualmente articolato e puntuale.
In questa sede, di risposta alle sgarbate contestazioni di Romeo, basterà far presente in primo luogo che il Pescosolido introduce la sua analisi con una serie di premesse ispirate a grande cautela e serietà che non possono essere sottovalutate. Egli scrive infatti che L'andamento della produzione agraria du­rante il primo ventennio di vita unitaria resta ancor'oggi uno dei più grossi temi di discussione per la storiografìa italiana di ogni tendenza , ed aggiunge che Il discorso tuttavia non può, allo stato attuale delle conoscenze, ritenersi con­cluso , perché con la trattazione del problema [che] ora ci offre M. Romani nel secondo volume della sua Storia economica oVItalia nel secolo XIX... non potranno fare a meno di confrontarsi tutti coloro che si occupano della storia d'Italia di quel periodo (pp. 33-34).
In secondo luogo, Pescosolido chiude la parte del saggio diretta a confutare l'interpretazione di Romani con queste significative affermazioni: In ogni caso il discorso sulle tendenze produttive del primo ventennio di vita unitaria e sulle vicende delle rendite, dei profitti, dei salari, ed esse più o meno diretta*