Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
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1980
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Lettere al Direttore
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grano] ...la produzione della fattoria negli anni considerati non presenta particolari oscillazioni (p. 96) e, quanto ai granoturco come per il grano, si pensa che gli sbalzi più marcati nella quantità prodotta anualmente siano dovuti pria* cipalmente a fattori climatici e atmosferici particolarmente favorevoli o sfavorevoli {ivi). E credo che possa bastare.
Quanto, infine, alla mia impreparazione termine che dopo tutto mi lascia qualche speranza per il mio futuro di studioso ritengo di essere in buona compagnia. Di Romani in primo luogo, degli autori sopra citati e di altri, che potrabbero essere citati, come alcuni statistici: ad esempio, di A. Santini, secondo il quale l'attendi bili tà dell'indice della produzione agricola è assai dubbia per la mancanza di statistiche adeguate (Cicli economici e fluttuazioni demografiche: nuzialità e natalità in Italia 1863-1964, in Quaderni storici, 6 (1971), 17, p. 561), oppure di 0. Vitali, che scrive: [Nel 1881] la situazione agricola risultava stazionaria, come si rileva dai documenti dell'epoca, e assai simile a quella del 1860, tranne che per alcune province settentrionali e qualche provincia dell'Italia centrale (La popolazione attiva in agricoltura attraverso i censimenti italiani, Roma, 1968, p. 32). Tutti impreparati come me, questi studiosi?
Infine la terza considerazione che devo fare si riferisce alla insinuazione di Romeo che Romani, ed io con lui, ci siamo lasciati influenzare, da cattolici, nel formulare il nostro giudizio storiografico per avallare la loro [di noi r seguaci di don Margotti e di don Albertario "] immutata convinzione che l'unità d'Italia fu l'ultima delle sciagure . Personalmente non mi vergogno affatto di essere considerato seguace di don Albertario (il cui accostamento a don Margotti suscita qualche perplessità); quanto a Romani devo ricordare, se mai fosse necessario, a chi lo ha conosciuto, o a chi vorrà leggere i suoi lavori, non solo il suo rigore morale e scientifico, ma anche la sua autentica e non esibita laicità. Lo sa in particolare il prof. Romeo che celebrandosi il centenario dell'unità nazionale fu espressamente invitato da Romani a tenere in Università Cattolica, ad un pubblico di studiosi prevalentemente cattolici, una relazione che fu poi pubblicata in volume dalla casa editrice dell'Università Cattolica. E quindi ciò che Romeo dice altro non è, dispiace rilevarlo, che una volgarità.
Nella interpretazione di Romani, inoltre, non c'è alcuna pregiudiziale nei confronti dell'opera della Destra. Anzi proprio dalla ricostruzione della situazione generale pesantemente negativa sul piano economico in cui si trovo ad operare ed a fare le sue scelte, ne escono ulteriormente confermati i suoi meriti storici. Una obiettività quella di Romani che non dovrebbe dispiacere a Romeo sempre, naturalmente, che non faccia velo l'arroganza e un certo iroso anticlericalismo.
Mi voglia perdonare, signor direttore, per averLe sottratto spazio per una doverosa replica ad un intervento il quale non contribuisce né al progresso degli studi né al confronto civile (ma che ha tutta l'aria di un tentativo di intimidazione e di discredito, e quindi tale da non poter essere ignorato) e gradire, con il mio ringraziamento, i migliori saluti.
SERGIO ZANINELU