Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
anno
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1980
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pagina
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209
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Libri e periodici 209
moderato, dobbiamo aggiungere che in quello siciliano in particolare la sintesi di cui parlavamo prima è resa impervia da un'infinità di posizioni personali discordanti le une dalle altre, e non è certo azzardato parlare di tot capita, tot sententìae.
Abbiamo voluto dare spazio a queste osservazioni perché sono le prime che ci sono venute in mente alla sola lettura del lungo titolo: partendo da esse, abbiamo potuto apprezzare l'impegnativo e fruttuoso lavoro compiuto dalTÀ.; per prima cosa l'ampiezza delle fonti archivistiche e bibliografiche consultate e la sicura lettura della letteratura storiografica esistente, cose queste che hanno costituito la solida e necessaria impalcatura su cui l'A. ha basato il suo studio. Ma quello che deve essere sottolineato è soprattutto l'originalità dell'impostazione; di fronte alla eterogeneità della materia da trattare, la Ciampi si è mossa attraverso due linee direttrici: da una parte ha offerto gli elementi di politica generale con cui l'esulato siciliano ebbe a confrontarsi nel decennio, e dall'altra ha seguito le vicende particolari di due esuli scelti come emblematici Francesco Ferrara e Filippo Cordova per poterci dare anche una visione dal basso della situazione all'interno dell'esulato e dei rapporti di questo con l'ambiente subalpino. La visione ce dall'alto e dal basso non viene tuttavia data in parallelo, ma viene fusa dalla Ciampi in una sintesi generale che è una delle caratteristiche più apprezzabili del lavoro; e cosi, ad esempio, ci è offerto un panorama complessivo sulla questione dell'inserimento degli esuli nella vita piemontese attraverso un continuo passaggio, senza sbavature o farraginosità, dal fatto politico generale (il dopo-Novara, il connubio ecc.) alle vicende personali dei singoli esuli (l'ombrosità di Ferrara, la flessibilità di Cordova, l'atteggiamento distaccato di Torre Arsa ecc.).
Da questo quadro d'insieme ben costruito emerge un accurato disegno della lenta progressione delle diverse ideologie presenti nell'emigrazione siciliana all'indomani del 1849 verso l'afférmazione del programma unitario cavouriano. Ma se lo Stato siciliano accettava, fante de mìeux, di entrare a far parte dello Stato italiano, nasceva il problema della oc nazione siciliana, per la quale nessuna fusione era prevista dagli esuli moderati. Nasce dunque nel decennio il grave problema del contemperamento della nazionalità siciliana nell'ambito dell'unità dello Stato italiano: un problema che, come è noto, avrà una sua storia tutta particolare fino a giungere alla grave e sanguinosa radicaiìzzazione negli anni immediatamente successivi alla fine del secondo conflitto mondiale.
Un'ultima notazione: con questo volume riprende nuova vita la collana e Storia dell'Istituto di Storia moderna della Facoltà di Lettere dell'Ateneo romano; il valore del lavoro di Gabriella Ciampi è sicura testimonianza della bontà dell'iniziativa.
ROMANO UGOLINI
GIOVANNI GBECO, Le carte del Comitato segreto di Napoli (1853-1857), Storia di Napoli e della Sicilia - Società editrice (Collezione Saggi / 6); Napoli, 1979, in 8, pp. 336. S.p.
Molti dei documenti che Giovanni Greco ha ritenuto utile riprodurre in questa pubblicazione erano già conosciuti, e da tempo, attraverso i lavori del De Monte, del Racioppi, del Falamenghi Crispi e, più di recente, attraverso VEpistolario pisacaniano pubblicato da Aldo Romano. Il resto del carteggio, riguardante la corrispondenza intercorsa tra Fabrizi, Fanelli e gli altri esponenti del Comitato segreto napoletano a titolo personale o collettivo, proviene dal Museo di San Martino di Napoli e dall'Archivio del Museo Centrale del Risorgimento di Roma, dove sono depositati, nelle Carte Dragone, i relativi copialettere. Ma, sebbene il curatore tenda a sottolineare il valore del carteggio rappresentandolo come un iceberg di cui le lettere già note di Pisacane, Mazzini, Fabrizi, Fanelli sarebbero solo una punta, in realtà pochi e per lo più marginali sono gli elementi di novità che questo volume
ci offre.
Dei discutibili criteri per cui alcuni documenti sono qui editi per la terza o anche per la quarta volta, e altri, inediti, sono esposti sotto forma di riassunto, non starò a dir molto; piuttosto sarebbe necessario un controllo in profondità per accertare il grado di sicurezza con cui questa raccolta può essere consultata sotto il profilo filologico, particolarmente