Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
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1980
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210
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210 Libri e periodici
per quanto riguarda le lettere di Fabrizi di cui in parecchi casi si fatica a trovare il senso. Quanto al resto, posso solo dire che, essendomi recentemente occupato di Cosenz, non ho trovata qui riprodotta né menzionata una sua lettera senza data al Comitato (Museo Centrale del Risorgimento busta 348/23/2), come ho invano cercato un suo poscritto ad una lettera di Pisacane del 22 giugno 1856 (M.C.R., busta 348/32); mentre d'altra parte la lettera di Mazzini a Fabrizi del 23 settembre 1856, qui stampata come inedita, figura invece nell'Edizione nazionale degli Scrìtti di Mazzini (voi. LVH, pp. 109-110), per giunta con un testo più completo.
Il carteggio del Comitato segreto è preceduto da una Introduzione che ne esamina rapidamente struttura, scopi e vicende, e che raggiunge punte di estremo interesse quando emmzia la teoria per cui il fallimento della sua azione fu dovuto, oltre che a carenze organizzative di varia natura, al fatto che esso, non essendo a solito fare i conti con le specifiche situazioni in cui si muoveva , aveva trascurato di approntare le singole analisi socio-economiche (p. 32) che notoriamente sono alla base del successo di imprese simili a quella di Pisacane: il che provoca una legittima curiosità su quelle ce analisi socio-economiche che sicuramente Crispi e Pilo avranno preparato per Garibaldi nel 1860.
Ricordato l'apparato delle note, che non mi sembra brillare per acribia ed in cui il generale Pepe scomparso nel 1855 viene identificato, Dio solo sa come, con Florestano (che, a parte ogni considerazione sullo scarso peso politico dopo il 1848, l'aveva preceduto, e di parecchio, nella tomba), resta solo da segnalare il Dizionario bio-bibliografico che qualche volta non risponde né al primo né al secondo requisito in cui, a chiusura del volume, vengono illustrati alcuni dei personaggi incontrati nel carteggio. Due gli elementi che saltano agli occhi: il pressapochismo dell'informazione e l'approssimativa conoscenza della sintassi. Qualche esempio? Nicola Ardoino: Partecipò a vari tentativi mazziniani, raggiungendo i più alti gradi nell'esercito sardo e italiano ; Nicola Fabrizi: Cooperò da protagonista alla spedizione di Pisacane ; Saverio Friscia: ce Nel 1866 non volle partecipare alla guerra austro-prussiana ; Gaetano Salazar: a Ufficiale della marina britannica ... ; Lajos Kossuth: oc Dopo gli interventi dello zar che stroncò la rivoluzione, andò in esilio dove prese contatto con Mazzini, divenendo il capo del movimento rivoluzionario europeo ; Ignazio Ribotti di Molieres (sic): ce Patriota e generale... .
E poi c'è un Antonio Plutino; e ci sono le Memorie politiche di Liborio Romano fatte uscire nel 1837, ce sei anni dopo la morte (che ha luogo nel 1867); e c'è, a proposito di Fabrizi, un rinvio bibliografico ad nomen che, riferito com'è alla Storia dell'Italia moderna di Candeloro, ci getterebbe se volessimo seguirlo in gravi ambasce; così come sarebbe problematico ricavare dall'indicazione et G. DOMA, La vita e il carteggio di Girolamo Ulloa, Napoli, 1929 la non del tutto inutile precisazione che il lavoro in questione ha visto la luce nell'Archivio storico per le Provincie napoletane. Se poi c'è chi voglia saperne ili più su Vincenzo Fardella di Torrearsa, consulti su di lui due bei lavori del 1862 e del 1899, ma faccia pure a meno del saggio di Francesco De Stefano uscito nel 1935. Quanto a Cosenz, che certo non è personaggio a universalmente noto tale il criterio in base al quale Mazzini e Pisacane sono esclusi dal Dizionario, direi senza che se ne debbano avere a male , la sua biografia è del tutto assente.
In compenso sotto il nome di Giuseppe Fanelli c'è una pagina fitta di bibliografia su Bakunin. Vi domanderete cosa c'entri il russo con il Comitato segreto di Napoli. A rigore, assolutamente niente. Non che un simile sfoggio non sia meritorio, tutt'altro; ma perché non adottare lo stesso sistema con Pilo sul quale, a vedere quanto risulta al curatore, in centoventi anni non sarebbe stato scritto nemmeno un rigo? Per riprendere una espressione usata da Greco, questi rilievi sono solo la punta di un iceberg: chi creda, può sfogliare il volume e sincerarsene. Dispiace solo per i <c quattro anni di lavoro che, secondo l'enfatica nota dell'ultima pagina di copertina, quest'edizione è costata. Forse non ne valeva la pena, anche se le intenzioni erano delle migliori.
GIUSEPPE MONSAGRATI