Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
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1980
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Libri e periodici
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espresse Omodeo, convinto di essere investito di una grande missione per cui la Francia doveva riconfermarsi l'elemento catalizzatore di un progresso morale e sociale in Europa e nel mondo, Luigi Bonaparte tendeva a rivendicare per tutti i popoli oppressi il principio di nazionalità e di autodeterminazione, ma nel contempo si imbarcava in una politica di espansione territoriale per riaffermare l'egemonia, la potenza e la grandezza della nazione francese. Tali direttive fondamentali, sostanzialmente antitetiche, producendo un dissidio talvolta profondo, determinarono programmi e atteggiamenti confusi e discutibili nella loro estemporaneità.
Diversa sul piano propositivo e ideal ivo la politica del Cavour che del libro costituisce il punto di riferimento centrale e costante. Laico, razionalista, poco predisposto alle grandi ipotesi, poiché e il suo realismo gli consentiva di affrontare i problemi contingentemente senza tracciare... programmi velleitari e utopistici (p. 5), il primo ministro sardo superò i condizionamenti imposti dalla politica delle grandi potenze, sfruttando abilmente ambiguità, incertezze e atteggiamenti intransigenti altrui.
Ai cosiddetti nuovi storici, a coloro cioè che si reputano veri innovatori poiché proseliti della oc microstoria e che di essa tendono a fare un'altra storia con la S maiuscola, anche se ribaltata ma nel bene e nel male tutto va seguito con attenzione e interesse il lavoro di M. Tedeschi non piacerà moltissimo per quel suo prediligere ancora gli attori-persone e gli attori-nazioni. Per chi invece non pecca di presunzione né intende procedere a colpi di metodologie imbevute di antistoricismo neoilluministico, il libro spiana concreti spazi per nuove e interessanti ricerche.
Vorremmo concludere ricordando ciò che ha detto Rosario Romeo in un'intervista àSVEspresso dell'I 1 febbraio 1979: ...la nostra tradizione storicistica consente di produrre opere in cui il nesso tra la virtù innovativa dell'evento e la permanenza delle strutture si coglie in modo concreto, dinamico e compiuto... . Non bisogna dimenticare insomma che la vita umana non si risolve solo negli aspetti naturali e biologici.
ANTONIO ROSSILLI
GIUSEPPE LA MASA, Alcuni fatti e documenti della rivoluzione del 1860 nell'Italia meridionale, a cura di GAETANO FALZONE; Palcrmo-S. Paolo, Italo-La tino-Americana Palma editrice, 1978, in 8, pp. 240. L. 8.000.
In nome di un'equilibrata visione storiografica, Gaetano Falzone ha curato la ristampa del volume del generale La Masa, introvabile sin dai pruni anni del nostro secolo. Già, comunque nel 1965, Falzone stesso aveva presentato il testo su pagine di rivista, senza riuscire a dare ad esso tutta l'originalità necessaria a farne risaltare la rilevante importanza.
Il libro fu pubblicato per la prima volta a Torino nel 1861 da Giuseppe La Masa, intimo del La Farina e come lui ammiratore profondo del Cavour, dopo le amarezze subite a conclusione dell'impresa garibaldina, nella quale da tanti eroi della sesta giornata veniva sottovalutata e addirittura sottaciuta l'azione dei siciliani. L'opera è divisa in due settori; nel primo La Masa ripercorre, forse con eccessivo amore del dettaglio e con enfasi esposi-tiva, le vicende preparatorie e le fasi d'attuazione della spedizione dei Mille, nel secondo, invece, meno caduco ai fini della ricerca storica, viene raccolta una vasta documentazione, sicura e convincente al di là di ogni discorso ed interpretazioni, ognora opinabili. La ricchezza di questa seconda parte rende davvero non eludibile il lavoro di La Masa e conferma in pieno la validità del giudizio espresso da Niccolò Rodolico, all'indomani della prima ristampa del volume su una pubblicazione periodica isolana. Esso, scriverà il grande studioso, che si vantava di essere figlio di un coraggioso picciotto , è una fonte per conoscere anche meglio il popolo siciliano nel Risorgimento .
VINCENZO PACIFICI