Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
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Libri e periodici
mento della villa Ludovisi ricordata da Gogol, da Grimm e da Henry James, tutto mira a mettere in luce un punto fondamentale. Che la Chiesa, cioè, perduto irrimediabilmente il suo ruolo di potenza sovrana, come acutamente rAntonelIi aveva intuito fin dall'inizio, e per essa gli ambienti cattolici conservatori, miravano ad una rivalsa in campo finanziario, per costruirsi, come dicevano i clericali francesi: une puissance qui leur manque et qui se trouve tonte entière entre les mains des adversaires de leur foi .
E questa rivalsa si attuò puntualmente attraverso gli investimenti, la creazione di istituti bancari e le sempre più strette relazioni fra ce le due Rome tramite uomini come, ad esempio, Ernesto Pacelli, per mettere a frutto e l'obolo di S. Pietro , cioè quelle ampie rimesse di denaro che la carità dei fedeli di tutto il mondo riversava, per mezzo dell'abile e tenace azione delle Nunziature, ai piedi del Sommo Pontefice. Quest'ultimo, e si può ben comprendere quale influenza, anche politica, questa rete di relazioni e questo flusso continuo di denaro potesse avere, le reinvestiva poi in titoli, specie presso istituti di credito stranieri quando quelli italiani attraversavano periodi di crisi finanziaria.
infatti interessante notare come nelle pagine del libro la situazione politica della nuova Italia faccia regolarmente, ma senza pesantezze o ripetizioni, da contrappunto agli avvenimenti vaticani, creando un quadro preciso dell'intrecciarsi degli avvenimenti, dalla presa di Roma alla guerra libica, mettendo in luce i legami sempre più stretti che, diciamo così, il capitalismo cattolico, con al centro il Banco di Roma, andava via via stringendo con la borghesia non clericale, orientandosi verso il finanziamento industriale.
Questa via, come ha spiegato tanta odierna storiografia, da Malgeri a Mario Rossi a Giuseppe Are a molti altri, portò il Banco di Roma a collegarsi con i gruppi più dinamici ed aggressivi del capitale finanziario italiano e creò le condizioni per Io spostamento dell'asse politico del eie ri co-moderatismo italiano verso le correnti nazionaliste ed imperialiste. Le due Rome avevano ormai stretto un patto di alleanza e tornano a proposito, a questo punto, le parole del card. Mocenni che Lai cita all'inizio del volume: Se il denaro avesse una religione sarebbe israelita, ma fortunatamente non l'ha, di conseguenza può essere venerato da tutti , senza contare che molte operazioni finanziarie del card. Antonelli erano state affidate proprio al Banco Rothschild.
Ma quello che appare più importante rilevare è il criterio rigoroso sulla base del quale è condotta l'indagine dell'A., cioè con un puntuale riferimento alle fonti d'archivio, cosa che ha il merito di rendere nello stesso tempo più vivo e più attendibile il racconto degli avvenimenti. Tanto più che in questo caso ci troviamo di fronte a documenti per la maggior parte inediti e conservati non solo nell'Archivio Segreto Vaticano, nell'Archivio di Stato di Roma e nell'Archivio Centrale dello Stato, ma in particolare in archivi privati come, ad esempio, le carte Folchi e le carte Pacelli.
Per quanto riguarda queste ultime l'A. ha evidentemente avuto modo di consultarle in maniera approfondita, come risulta sia dalla gran quantità di documenti che cita, sia dal quadro dettagliato d'insieme che ne traccia e per l'archivio Folchi, che contiene, tra l'altro, il bilancio del patrimonio della S. Sede al 1890 e la relazione sui rapporti tra amministrazione vaticana e Banco di Roma e per l'archivio di Ernesto Pacelli, il quale aveva la precauzione di copiare persino le lettere di presentazione, annotandovi le fasi e l'esito dei colloqui avuti. Al libro si accompagna, infatti, ini volume di atti e documenti che riporta, trascritte integralmente, le carte sulle quali si basa la ricostruzione storica.
Non si può quindi esprimere che un giudizio positivo sul complesso dell'opera, con la speranza che simili esperienze siano ripetute e sia imitato l'uso intelligente delle fonti per la migliore utilizzazione del nostro patrimonio documentario.
LUDOVICA DE COURTEN
VINCENZO G. PACIFICI, Le elezioni nell'Italia imita. Assenteismo e astensionismo (Storia, 6); Roma, Edizioni dell'Ateneo e Bizzarri, 1979, in 8, pp. 286. L. 9.000.
Nel 1965 Carlo Pischedda pubblico una indagine sullo elezioni piemontesi del 1857. Partendo da questa ricerca, limitata nello spazio e nel tempo, Vincenzo Pacifici si è propo-