Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
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1980
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Libri e periodici
pastone più uno. Bisogna pensare sul serio prima di fare quel lungo viaggio, perchè facilmente si rovina. Non consiglio nesuni a fare quel viaggio quando non sono chiamai ti da parenti (pp. 175, 176-177).
GIANNI A. CISOTTO
ANNA LUCIA DENITTO- FABIO GRASSI- CARMELO PAS IMENI, Mezzogiorno e crisi di fine secolo. Capitalismo e movimento contadino, con introduzione di Ornella Confessore; Lecce, Milella, 1978, in 8, pp. 310. L. 8.500.
Lucio D'ANGELO, Lotte popolari e Stato nell'Italia umbertina. La crisi del 1898; Roma, Edizioni Caracas, 1979, in 8, pp. 235. L. 6.000.
Gli anni difficili e tormentati che l'Italia attraversò tra la fine del secolo scorso e l'inizio del nuovo secolo continuano a dare materia agli storici per ricerche parziali che lumeggiano particolari aspetti settoriali della vita italiana e per più ampie ed articolate analisi degli eventi polìtici che portarono, da ultimo, ad un allargamento delle basi del consenso dopo aver fatto invece temere un tracollo dello Stato liberale.
Lucio D'Angelo in un agile volumetto ripercorre dal basso la storia delle contestazioni contadine e proletarie del 1897 e del 1898, anni che segnano, a dire dell'Autore, il momento di più profonda e difficile contestazione dei ceti meno abbienti nei confronti dello Stato liberal-borghese sorto nel 1861 (p. 6).
Ed è appunto nell'analisi della protesta popolare, nella dinamica dei tentativi di sommossa che si ripeterono per mesi in tutto il paese senza distinzione tra città e campagna, tra nord e sud, che D'Angelo ricerca il perché della repressione esasperata e del tentativo di reazione istituzionalizzata.
Ritroviamo in D'Angelo l'opinione di una sostanziale continuità di indirizzo in politica interna tra Crispi, Rudinì e Pelloux, giudizio che non ci sentiamo di condividere perché troppo e troppo profonde sono le differenze tra Crispi, uomo forte che influenzò profondamente la vita politica italiana, Rudinì, costantemente e inutilmente alla ricerca di una solida maggioranza e Pelloux, fondamentalmente oscillante tra posizioni liberali od altre dichiaratamente reazionarie.
Va detto però che nel Parlamento liberale di fine secolo presidente del consiglio il generale Pelloux , per approvare il disegno di legge restrittivo delle libertà di riunione, di associazione e di stampa, violentemente avversato dall'Estrema, la maggioranza, pur ricorrendo a tutti i sistemi che le permettevano di limitare e possibilmente stroncare l'ostruzionismo, compreso il tentativo di modificare il regolamento della Camera, non pensò di eambiare in medias res le regole da tutti sottoscritte, dando una interpretazione restrittiva di determinati artìcoli, come di recente è accaduto a Montecitorio per stroncare l'ostruzionismo radicale ai decreti sul terrorismo.
Gli anni di fine ottocento, se culminarono in una profonda crisi politica, avevano vissuto un forse più lungo e non meno profondo processo di modifica di tutte le strutture economiche del paese. Mutarono i rapporti tra città e campagna mentre si modificavano, diversificandosi, anche i preesistenti equilibri del mondo contadino.
Alla conoscenza di queste trasformazioni che incisero profondamente nel paese dà un interessante contributo il volume Mezzogiorno e crisi di fine secolo costituito da tre densi saggi: Anna Lucia Denitto, La crisi agraria in Terra d'Otranto tra la fine dell'800 e l'inizio del 900; Fabio Grassi, Antonio di San Giuliano, la crisi di fine secolo e le origini dell 'imperialismo italiano; Carlo Pasimeni, Un esempio di capitalismo agrario; l'azienda Pavoncelli a Cerignola (1880-1892).
A. L. Denitto nel saggio su La crisi agraria in Terra d'Otranto analizza le conseguenze che la politica protezionista e la guerra tariffaria con la Francia provocarono nella campagna salentina dove si determinò un processo di sempre maggiore differenziaziono sociale che portò alla proletarizzazione dei ceti contadini. I piccoli proprietari furono mano a mano costretti a vendere la terra trasformandosi in salariati e spesso in disoccupati mentre la proprietà tornava a concentrarsi in poche mani.
Allo studio del processo di trasformazione dei sistemi di conduzione e dei mezzi di
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