Rassegna storica del Risorgimento

LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
anno <1980>   pagina <226>
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Libri e periodici
tentativi, delle trattative a Trento, Innsbruck e Vienna, delle reazioni a livello pubblici­stico eco. circa il progetto d'autonomia del Trentino nel 1902 ed il suo fallimento. Giusta­mente il Corsini sottolinea ohe . il Trentino, collocato da sempre nell'area linguistica, culturale e nazionale italiana era stato inserito dagli inizi del sec. XIX nel quadro costi­tuzionale dell'Impero d'Austria poi d'Austria-Ungheria e nel nesso giuridico-ammi-nistrativo della Principesca Contea del Tirolo, uno dei Lander dell'Impero, che aveva difeso e conservato attivamente le proprie tradizionali potestà autonome, rimontanti ancora al secoli medievali (p. V); l'istituto dell'autonomia, di contro al centralismo viennese, al di là dell'accordo tra le parti italiana e tedesca del Tirolo, per la popolazione trentina signi­ficava autonomia nazionale, compatibile con la permanenza del Trentino nell'Impero (ed anche come programma minimo in vista dell'annessione all'Italia); la parte tedesca del Tirolo si opponeva alla richiesta di autonomia separata del Trentino, anche perché a Innsbruck come a Vienna si temeva che la soluzione data alla questione trentina avrebbe avuto importanti ripercussioni in altri Lander e avrebbe dato il via ad un processo centri-fugo di disgregazione e addirittura di dissoluzione dell'Impero medesimo. Senza ripercor­rere tutta la trafila dei progetti, delle trattative, dei rapporti intercorsi dal 1848 alla prima guerra mondiale tra le varie parti (a livello locale, regionale o in sede di Parlamento e Governo), a noi interessa il progetto studiato dallo Schober perché si tratta di uno degli ultimi episodi della questione dell'autonomia del Trentino ce quando due uomini tirolesi e due trentini Kathrei e Conci, cattolici, e Grabmayr e Brugnara, liberali, diedero la loro opera volonterosa al tentativo di sciogliere l'annosa vertenza (p. IX). Se il Corsini da un lato rammenta le ineccepibili istanze trentine e riconosce l'obiettiva difficoltà, da parte tirolese, a venire ad una soluzione, il Reiner dall'altro delinea in breve la storia del terri­torio, le aggregazioni e disaggregazioni avvenute in passato, lo sviluppo del movimento nazionale intorno al 1848 e riconosce che, circa la lotta per l'autonomia ce anche all'interno dei partiti italiani e tedeschi le sfumature erano più grandi di quanto si era generalmente creduto e che talune iniziative vanno considerate come opera di singole personalità di rilievo (...). La mancanza di fiducia e l'insufficiente comprensione da parte dei governanti e della maggioranza in tutti i partiti, cosi come la tensione della popolazione di ambedue le lingue fecero sì che l'ultima possibilità per una composizione del conflitto prima della prima guerra mondiale si riducesse a nulla (p. XXX). Sul filo di tali considerazioni si svolge l'ampio e documentato lavoro dello Schober che, utilizzando in particolare le fonti austriache e la letteratura relativa, riesce a dare una articolata e persuasiva ricostruzione dell'intera vicenda, a partire dalle trattative del dott. Kathrein con i deputati italiani del Trentino nel 1899; la posizione dei diversi partiti riguardo l'autonomia, l'intervento gover­nativo, le trattative a livello di commissione e di Dieta tra il 1900 ed il 1901, la reazione della stampa, il nesso tra i problemi politici ed amministrativi, il progetto del 1902 ecc. costituiscono una serie di nodi e di passaggi obbligati che l'autore illustra con finezza stu­diando la dialettica dei partiti ed i rapporti tra Trento, Innsbruck, Vienna, e giungendo alla conclusione che a se il Governo voleva mantenere la struttura storica della Monarchia, non poteva concedere a nessuna minoranza nazionale una posizione autonoma. Una solu­zione del problema nazionale nel Trentino sarebbe stata possibile solo in concomitanza con una completa ristrutturazione della Monarchia, perché non esiste un'autonomia solo amministrativa, apolitica (...). Per la Monarchia fu una sfortuna non accorgersi e non appoggiare mai per tempo le forze ad essa favorevoli (). Se lo Stato si voleva accattivare le simpatie delle altre nazioni, doveva riconoscere loro i diritti di amministrazione auto­noma. Le richieste di autonomia degli Italiani avrebbero dovuto dimostrare al Governo l'importanza della questione. Se essa fosse divenuta il punto di partenza per la ristruttura­zione della Monarchia in unità nazionali autonome, la Monarchia esisterebbe forse ancor oggi e sarebbe un esempio per dimostrare che è senz'altro possibile aver ragione del nazio­nalismo senza perdere i propri caratteri etnici (pp. 118-119).
Note, appendici, elenco delle fonti consultate completano il volume.
RENATO GIUSTI