Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
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1980
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pagina
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231
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Libri e periodici 231
Ottimo sul terreno documentario, il volume, a nostro avviso, avrebbe potuto essere completato da un più ampio corredo bibliografico, specie per quanto riguarda gli statisti impegnati nello scontro bellico e nel difficile negoziato del dopoguerra. Ciò avrebbe costì* tuito un integrazione ad un'opera, che, come fonte, smentisce molti luoghi comuni, purtroppo penetrati a fondo nell'opinione pubblica, e mette a fuoco o annulla ricostruzioni superficiali o del tutto disinformate.
VINCENZO PACIFICI
Atti del Convegno di studi nel venticinquesimo anniversario della fondazione della Domus Mazziniana 1952-1977', Pisa, 4-6 novembre 1977. Le componenti Mazziniana e Cat-taneana in Salvemini e nei Rosselli. La figura e l'opera di Giulio Andrea Belloni; Pisa, Domus Mazziniana, 1979, in 8, pp. 257. S.p.
In questi tempi di ritorno alla barbarie e di affannosa ricerca di un nuovo progetto politico da proporre in sostituzione di quelli, ormai esauriti, che finora ci hanno retto, i nomi di Carlo e Nello Rosselli sono tornati alla ribalta con la forza loro conferita dal martirio che più di quarant'anni fa pose tragica fine alla loro esistenza; e sono tornati non per il significato di monito con cui il sacrificio di entrambi poteva essere additato alle nuove generazioni, ma per la sostanza della loro predicazione che, soprattutto attraverso Carlo, si era espressa in quell'ideale di socialismo liberale frutto non di un'occasionale giustapposizione ma di una meditata e sincera fede nel carattere complementare delle due grandi dottrine, nella necessità di recuperare i valori etico-politici del mazzinianesimo per trasferirli in una concezione politica che facesse perno sul riconoscimento dell'egemonia delle classi operaie.
Solo che, per una strana ironia della sorte, mentre Carlo Rosselli voleva rivitalizzare il repubblicanesimo della tradizione familiare con una presa di coscienza dell'importanza delle teorie e delle forze gradualmente affermatesi dopo l'Unità, oggi si tenta l'operazione contraria, si tenta cioè e si spera di infondere nel socialismo, dopo le sbornie materialistiche, la linfa novella dei principi mazziniani, seguendo un processo di revisione che in taluni casi si spinge fino al rilancio teorico dell'economia di mercato.
L'operazione è tuttora in atto, e non sono pochi ad attribuirle il valore di uno sforzo estremo per il salvataggio della nostra pericolante democrazia. E oggi i fratelli Rosselli tornano a parlarci attraverso le pagine del loro epistolario; ma già più di due anni or sono, come ad indicare una strada che altri avrebbero seguito che è poi il merito di ogni istituzione culturale che si rispetti , la Domus Mazziniana di Fisa organizzò un convegno nel corso del quale furono presi in esame alcuni aspetti particolari della personalità dei Rosselli, quelli, cioè, della loro formazione culturale, in modo da andare alla radice e cogliere nel mondo in cui mossero i primi passi di studenti e studiosi quelle suggestioni che più tardi sarebbero confluite a comporre una coerente visione politica. Sotto tale profilo non poteva sfuggire il peso avuto da un loro maestro, un uomo che agli inizi della sua attività di studioso aveva seguito un tragitto spirituale apparentemente abbastanza simile per aver trovato anche lui in Mazzini ed in Cattaneo, nel secondo più che nel primo, un modello ed una fonte di pensiero: Gaetano Salvemini. Si decise perciò di impostare l'incontro pisano su Le componenti Mazziniana e Cattaneana in Salvemini e nei Rosselli,
A distanza di due anni vedono la luce gli atti di quel Convegno: le relazioni, a partire dalla partecipe prolusione di Spadolini, nume tutelare di queste iniziative, sono tutte di prim'ordine e meritano di essere almeno ricordate una per una: cosi Lucio Cecchini (Gaetano Salvemini da Marx a Cattaneo) ha mostrato l'evoluzione dello storico pugliese legandola al passaggio dai giovanili studi medicvistici, nei quali il materialismo abbracciato con fervore -aveva servito 'da ' temporaneo strumento- interpretativo, ai primi tentativi di intervenire sul presente mediante una concezione politica antigiolittiana che a Cattaneo era debitrice, tramite la mediazione di Ghialeri, dell'istanza federalistica; e Augusto Comba (Salvemini da Cattaneo a Mazzini) ha intelligentemente frugato nei Carteggi salvcminiani per disegnarci l'impetuosa scoperta di un Mazzini vittima di frettolosi pregiudizi; un Mazzini, quello di Salvemini, che come appare dalla relazione di Ptergiovanni Permoli,