Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
anno
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1980
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pagina
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233
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Libri e periodici
233
(n. 150, p. 112). In questa frase, tratta da uno scritto dì Carlo Rosselli, si racchiude la tesi di questo lavoro di Silvio Pozzani.
Più che una ricerca comparata, come il titolo del libro potrebbe far supporre, tra 1 ideologia mazziniana e quella di Marx, Fautore presenta al lettore un raffronto del pensiero del grande genovese con le diverse sfaccettature che il socialismo assunse nel secolo scorso ed agli inizi di questo. Quello mazziniano, scrive Pozzani rifacendosi al Salvemini, a ... mira anzitutto al rinnovamento delle coscienze, all'eliminazione della miseria morale dell'uomo, condizione e premessa indispensabile per la sacrosanta abolizione dell'altra miseria, quella economica, più tangibile e più facilmente riscontrabile, ma non per questo più reale di prima ... (p 76).
È facile comprendere come, di fronte ad una simile visione del mondo, che in Mazzini derivava dal suo deismo, si scontrassero tutti coloro che avevano avuto come maestro spirituale il Feuerbach de L'Essenza del Cristianesimo.
Interessante e veramente ben documentato, come del resto ha notato nella prefazione anche Giuseppe Tramarollo, il panorama nel quale Fautore illustra le analogie e le differenze, spesso sostanziali, di Mazzini, ora con Marx, ora col socialismo utopico, ora con Bakunin.
La conclusione del libro propone, a modesto avviso di chi scrive, un interrogativo. Sostiene infatti Pozzani considerata ...la triste esperienza dei regimi illiberali e dispotici ... (p. 79), ... la superiorità e l'originalità del socialismo etico mazziniano che unisce in sé socialità e libertà e che, pertanto ponendosi- come un vero e proprio socialismo liberale può ben delineare l'aspirazione ad un mondo più giusto e più umano (p. 80).
Sarebbe molto diverso se invece di a socialismo, etico si scrivesse democrazia ?
RAFFAELE ALESSANDRINI
Alfonso Ferrerò della Mormora e il suo tempo - Mostra documentaria, catalogo a cura di MAURIZIO CASSETTI e GIOVANNI SILENGO; Roma, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1978, in 8, pp. 268. S.p.
Con un'iniziativa quanto mai opportuna, riferendosi ad una personalità storica tanto rilevante quanto inspiegabilmente e ingiustamente trascurata, l'Amministrazione degli Archivi di Stato ha voluto dedicare, presso la Sezione di Biella, una mostra documentaria ad Alfonso Ferrerò della Marmora, nel primo centenario della sua morte.
La mostra, impostata organicamente, senza intenti agiografici, ha cercato, ottenendo lo scopo, di tracciare un profilo del militare e dell'uomo di governo, ricostruendo visivamente le pagine più importanti di una figura di assoluto rilievo in momenti preminenti del nostro processo unitario.
L'ottimo catalogo illustrativo della mostra, salvo trascurabili omissioni, riproduce 406 pezzi ed e articolato con sobrie e felici note introduttive in 21 sezioni riguardanti la vita e la parabola politica ed umana di La Marmora. Grazie al ricco apparato fotografico, e possibile ottenere un'immagine esauriente delle carte dell'archivio personale, pervenuto pressoché integro.
VINCENZO PACIFICI
GUIDO JETTI, Cronache della Morsica (1799-1915); Napoli, Luigi Regina, 1978, in 8, pp. 203. S.p.
La formulazione restrittiva del titolo non deve trarre in errore, poiché il libro non ai riduce ad una mera e meccanica esposizione di fatti secondo un'arida successione cronologica, ma tenta un'indagine critica sulla Manica da diversi e validi punti di osservazione: dal politico all'economico, dal civico al sociale, colti in quegli aspetti più quotidiani che permettono di valutare l'effettiva incidenza storica delle realtà locali e circoscritto in ordine ai più grandi eventi o questioni di livello nazionale.