Rassegna storica del Risorgimento

LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
anno <1980>   pagina <234>
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Libri e periodici
Lo studio, più che dignitoso e ricco di informazioni di grande interesse le anno* tazioni epigrafiche e le citazioni documentali , è il frutto di accurate ricerche condotte tra fondi archivistici di Stato (dell'Aquila, di Chieti, di Napoli), ricordi di contemporanei e documenti editi di sicura attendibilità. Validamente impostate, queste cronache di un territorio dell'Abruzzo ulteriore Carlo I nel 1274 divise in a ultra e citra le Provincie abruzzesi separate dal fiume Pescara muovono con chiarezza, dopo rapidi ma essenziali accenni alle età precedenti, dal 1799, anno in cui si svolse il dramma della Repubblica Napoletana, per terminare al terremoto del 13 gennaio 1915 che provocò gra­vissimi danni e più di ventimila morti. Quest'immane tragedia, però, non segnò l'epicedio di una preziosa civiltà regionale, vuoi per la forte natura delle genti marsicane, vuoi perché nell'opera di ricostruzione che seguì, diverse sedi di centri abitati furono spostate più a valle o comunque in zone più accessibili con il conseguente miglioramento e sviluppo delle vie di comunicazione. Il fenomeno comportò mutamenti lenti ma graduali a livello socio-economico che migliorarono, naturalmente nell'ottica della lunga durata, le condi­zioni di vita di quelle popolazioni, i cui comportamenti quotidiani dei resto avevano già subito un processo di trasformazione per il prosciugamento del lago Fucino. La scomparsa del bacino lacustre, infatti, oltre a determinare mutazioni climatiche la temperatura si è abbassata di 1C nella media annua aveva danneggiato quasi irreparabilmente la vegetazione di olivi, mandorli, gelsi, viti, frutteti e aveva eliminato la pesca come risorsa di vita di decine di famiglie fucenti, ma aveva favorito nel contempo il sopravvento di un'economia agricola meno chiusa e più redditizia.
Tante altre preziose informazioni sarebbero da segnalare in questo a libretto di sto­ria locale, dove, però, mai si cede al tono agiografico né si scade nella storiellografìa; chi poi è portato ad ascoltare il richiamo del lago e di un campanile ritroverà nelle pagine di Guido Jetti i segni inconfondibili di una identità collettiva che sola rappresenta la base e il sostegno della memoria e della coscienza individuali.
Un indice delle località e dei nomi citati avrebbe meglio completato il volume.
ANTONIO ROSSILLI
NATALE GRAZIANI, La Chiusa d'Ercole, Storia di uomini e di paesi; Forlì, Edizioni C.CJAJL, 1979, in 8, pp. 362, con tavv. L. 5.000.
Varia nel suo paesaggio, e dovunque invitante, è la vallata del Bidente che prende il nome dal fiume che la percorre.
Non è un grande fiume: i fiumi di Romagna sono modesti; ed il Bidente nasce dalla dorsale appenninica per innestarsi poi, offrendo tutto se stesso, nel fiume Ronco che è poco a levante da Forlì. Il Ronco, a sua volta, dopo un discreto corso in pianura, guarda alla sua sinistra, e sposa il fiume Montone, e di conseguenza i due prendono il nome di Fiumi Uniti, e si perdono ben presto nell'Adriatico, salutando la spiaggia di Ravenna.
La valle del Bidente essendo appenninica e collinare, è piena di voci ossia dell'allegro zampillare e del dolce mormorio delle sue fonti, ma aggiunge a quelle, la voce della sua storia che risale ai tempi di Roma, come attestano gli scavi, che rievocano fra l'altro la marcia in loco di Annibale e di Brenno, che ha vita nel periodo dei Comuni e delle Contee e delle Signorie, e chiama alla ribalta persino Paolo il Bello, quello della infelice Francesca e del libro Galeotto. Anzi in quella valle possiamo ascoltare anche l'eco di invasioni (sino­nimo di liberazioni): quello per esempio del famigerato eroe, il Conestabile di Bor­bone, coi suoi lanzichenecchi.
Ma noi in queste pagine della Rassegna non dobbiamo soffermarci su quella parte del libro che n riferisce con ordine e chiarezza a quei tempi, ma ci limitiamo all'ultima parte che riguarda il periodo napoleonico ed il Risorgimento.
Siamo dunque per incominciare nella graziosa Cusercoli, la cittadina dove e nato l'A. il quale, pur vivendo lontano per importanti uffici, l'ama tuttora con l'amore che sa anche di nostalgia, e che rifugge però da accenti campanilistici quando si tratta di
storia.
Arrivano dunque le truppe napoleoniche: hanno occupato Bologna, e poi le due Lega-