Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE; PESCOSOLIDO GUIDO; ROMANI MARIO; ROMEO RO
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1980
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Libri e periodici
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sere sociale del paese. Fu questo compito soprattutto del gruppo repubblicano, detto rivoluzionario , che, per quanto ridotto numericamente, si adoperò tramite i suoi comitati per richiamare l'attenzione in Italia e all'estero sulle mortificanti condizioni del Veneto. L'attività della Montalban, appartenente a questo gruppo, non rimase sconosciuta alla polizia austriaca: nel 1861 esso provvide, infatti, a rinchiuderla in prigione rea di aver assistito ad una messa in suffragio di CavourI
La contessa e il comitato delle donne venete non desistevano comunque dalla propaganda della causa veneta, ora con l'offerta di una spada simbolica a Garibaldi, ora col dono di una raccolta di immagini delle Tre Venezie a Vittorio Emanuele II, ora con la raccolta di fondi per l'espatrio di giovani veneti. Per queste attività la Montalban fu processata con l'accusa di perturbata tranquillità di Stato , condannata nel 1863, due anni dopo venne prosciolta.
Quando, nel 1866, il Veneto venne liberato, ella non ritenne conclusa la sua opera e, Tanno dopo, si fece promotrice della visita di Garibaldi a Conegliano e animatrice di una sottoscrizione per la liberazione di Roma. L'aiuto materiale e morale, che la contessa forni all'Eroe, fu coerente con la sua linea di condotta: come aveva collaborato con i comitati moderati, pur appartenendo al gruppo degli azionisti , come aveva operato per realizzare l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, pur essendo repubblicana, cosi ora era pronta a servire la grande causa di Roma.
U 31 maggio 1869 la Montalban si spegneva, stroncata anche dai postumi del carcere subito.
La sua opera è documentata anche dal suo epistolario in appendice al volume.
MANDELA LAZZAROTTI
M. MACREA I. GLODARIU, Afezarea dacica de la Arpafu de sus (Lo stanziamento daco di Arpasu de sus); Bucureti, Editura Academiei Republicii Socialiste Romania, 1976, in 8, pp. 112. S.p.
Il libro illustra i risultati sia di ricerche archeologiche condotte negli anni Cinquanta del compianto Mihail Macrea sia di altre più recenti dei suoi collaboratori e allievi. In linea con la tendenza a un'integrazione della storia politico-diplomatica e militare con altre discipline, esso dà un quadro molto particolareggiato (molti sono i disegni e le cartine illustrative) di un piccolo centro daco, caratterizzato non solo dall'allevamento del bestiame e dalla pratica dell'agricoltura, ma anche da una massiccia presenza di artigiani gli autori reputano che la lavorazione della ceramica fosse diffusa in tutte le famiglie e, infine, dalla sua importanza strategica, confermata dalla notevole ampiezza delle fortificazioni. La cittadella fortificata si trovava infatti presso l'attuale villaggio di Arpasu de sus a Nord del massiccio di Arpau Mare (2468 m.) e alla confluenza di due fiumi. Questa posizione di rilievo fu però fatale alla cittadella stessa che venne distrutta durante la seconda guerra dacica (105-106) poiché era inconcepibile il mantenimento di una fortificazione importante a pochi chilometri dalla linea degli accampamenti romani.
FRANCESCO GUIDA