Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI GIUSEPPE; LOVETT CLARA MARIA SCRITTI
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1980
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Giuseppe Monsagrati
real estate market 12) e investe denaro comprando immobili a Parigi: niente di eccezionale, si badi, solo due palazzi suoi quali vivrà di rendita per tutta la vita, che nel '48 gli daranno qualche preoccupazione per la scarsa puntuaitlà degli affittuari e nel *71, all'epoca della Comune, gli faranno temere saccheggi e bombardamenti, fino forse ad orientare in senso negativo il giudizio che prò-nunzierà su quella drammatica esperienza: The sight of smoldering ruins where once had stood the graceful Tuileries brought tears to his eyes and inten-sineld his senso of outrage toward the Communards and toward their bourgeois enemies. His own properties had miraculously escaped looting, fires and bombs:13) con una spiacevole coda: che anche questa volta i suoi inquilini approfitteranno del caos generale per non rimettergli la spese dell'affitto.
Singolari problemi, codesti, per un pensatore che più tardi sarebbe stato etichettato come protosocialista ma al quale evidentemente non dovette importare granché di qualche occasionale contraddizione che potesse determinarsi tra teoria generale e pratica personale: come, ad esempio, quella sull'eredità che è risaputo avrebbe presto costituito un caposaldo polemico della sua critica alle strutture della società borghese. Il fatto, cioè, che nella Filosofia della rivo luzione14) Ferrari indicasse nelle leggi relative all'eredità uno dei fondamenti dell'organizzazione borghese e il principale ostacolo all'instaurazione dell'eguaglianza sociale,I5) non era del tutto coerente con il suo vivere di rendita per tanti anni, col suo accapigliarsi con il fratello per disaccordi sulla divisione dell'asse ereditario, col suo trovarsi impegolato, anche se apparentemente non per motivi di interesse strettamente personale, nella lite di famiglia che nel 1869 vide di fronte la cognata ed il nipote per la spartizione dei beni lasciati dal fratello Carlo.16)
Tutti questi rilievi, come anche altri, ad esempio quelli sulle disavventure universitarie di Ferrari giovane e sulle sue pretese di salire in cattedra attraverso l'appoggio di esponenti della Sinistra francese al potere salvo poi montare su tutte le furie quando, girato il vento, sarà privato del posto,l7) li troviamo formulati per la prima volta proprio in questo lavoro il cui merito maggiore è, a mio modo di vedere, quello di fare il punto, in maniera che mi sembra definitiva, su certi aspetti fondamentali della vita di Ferrari: il rapporto con Prou-
12) LOVETT, Giuseppe Ferrari and the Italian Revolution cit., p. 48.
13) Ivi, p. 198. Per un'efficace descrizione di mano dello stesso Ferrari si veda il suo articolo sull'Incendio di Parigi, apparso sulla Nuova Antologia nel fascicolo di marzo del 1871, ora in FERRARI, SP, p. 1022, e più oltre, p. 1035, ove si esprìme un giudizio negativo.
14) Teoria che Ferrari enunciò in Parlamento, in un altro contesto, il 27 maggio 1860, quando rifiutando di essere inchiodato ai suoi scritti, osservò: ce ... quando si tratta di rendere ragione della mia coscienza, del mio voto, Io storico svanisce: se si tratta del futuro, il futuro debbo calcolarlo io, esso debbe uscire dalla mia libertà (cit. da ALESSANDRO LEVI, Il pensiero politico di Giuseppe Ferrari, in Nuova Rivista Storica, a. XIX (1931), p. 218).
15> Ved. FERRARI, Filosofia della rivoluzione, parte H, sez. IH, cap. IX (ora in FERRARI, SP, pp. 774-782).
16) Su tutto ciò si veda LOVETT, Giuseppe Ferrari an the Italian Revolution cit., pp. 48-50 e p. 133.
I7> Ivi, pp. 62-63. La Lovett rileva che, se non aveva protestato quando aveva avuto il posto per simpatie politiche, Ferrali te was hardly in a position to complain now that the shoe was on the other foot , e si differenzia molto da ROTA GHIBAUDI, Ferrari, p. 177, che valuta la legittimità di certe procedure a seconda di chi le mette in atto.