Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI GIUSEPPE; LOVETT CLARA MARIA SCRITTI
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1980
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A proposito di Giuseppe Ferrari
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plesso di superiorità intellettuale e con la diffidenza che sempre suscitavano i suoi atteggiamenti da infrancesato j2 e le sue idee che, come osservava un suo antico collaboratore, saranno forse ottime per i Francesi, ma qui sono per lo meno ridicole e soprattutto non le capisce che lui .
Un isolato era stato fino al 1860, un isolato sarà fino alla morte, perché è chiaro che nessuno poteva seguirlo su di una linea che paralizzava sine die l'iniziativa italiana, sia che legasse la penisola al carro della sua potente vicina, come era nei voti di Ferrari, sia che ancorasse ogni possibilità di mutamento ad un cambiamento in senso repubblicano del regime al potere a Parigi.
C'è quindi ancora da lavorare su Ferrari; e per farlo mi sembra che sia preliminare passare in rapida rassegna ciò che di più notevole è stato scritto sul 6uo conto. Ci si accorgerà allora che c'è stato un tempo in cui i giudizi dei critici su di lui non furono così entusiastici. Senza voler soffermarsi su quei contemporanei che, come Pisacane,29} accantonarono rapidamente, pur se dopo una breve infatuazione, le idee di un uomo che, invece di affrontare la questione nazionale, tutto rimetteva alla capacità rivoluzionaria della Francia proponendo ricette che non erano le più adatte a curare i mali della penisola anche se, osservò qualcuno, avevano il vantaggio di dispensare dal cacciare i nemici a schioppettate , sul socialismo vero o presunto di Ferrari è nata qui da noi tutta una letteratura che a più riprese ha colto le aporie, le contraddizioni, i lati oscuri, insomma la complessa natura di un pensiero tante volte riesumato al di là dei suoi meriti intrinseci. Coloro che di tale pensiero hanno voluto ad ogni costo mettere in risalto la modernità evidenziandone il carattere di volta in volta e con notevole confusione socialista, radicale, anarchico, pre o para-marxista, esistenzialista perfino,3I) poco si sono curati di affrontare la
26) Si vedano le testimonianze di Giuseppe Ricciardi e Alberto Mario in A. LEVI, II pensiero politico... cit., pp. 336-337, relativamente al periodo postunitario; e per gli anni dopo il '48 si veda il giudizio di F. Seismit-Doda che definisce Ferrari ce scribacchi ante infrancesato (cit. da GIUSEPPE MONSAGRATI, Federalismo e Unità nell'azione di Enrico Cer-nuschi (1848-1851), Pisa, Nistri-Lischi, 1976 p. 264).
27) G. Daelli a Cattaneo, 22 aprile 1860, in CABLO CATTANEO, Epistolario, a cura di RINALDO CADDEO, Firenze, Barbèra, 1949-1956, voi. Ili, p. 335.
Se ci fosse ombra di simpatia per le mie idee, se non mancassi di editori, se non fossi lo scrittore italiano di cui non si comprano i libri, mentre si stima in me lo scrittore francese... (Ferrari a F. Cardani, 12 settembre 1868, in FERRARI, Carteggio, p. 231). Due anni prima, in un suo Manifesto agli elettori, aveva motivato il suo far da sé con il disaccordo verso tutta la classe politica italiana, compresa la Sinistra oc sempre impegnata in teorie a me estranee (ivi, p. 214).
29) Tutta l'evoluzione del rapporto Pisacane-Ferrari è seguita da NELLO ROSSELLI, Carlo Pisacane nel Risorgimento italiano, Milano, Lerici, 1959, pp. 167, 202-206, 223-224; più sinteticamente da LUCIANO Russi, Pisacane e la rivoluzione fallita del 1848-49, Milano, Jaca Book, 1972, pp. 132-135. Le cause del graduale divergere d'opinioni tra i due in GIUSEPPE BERTI, / democratici e l'iniziativa meridionale nel Risorgimento, Milano, Feltrinelli, 1962, pp. 60-61 e p. 526.
30) (J. Modena a F. Dall'Ongaro, 25 dicembro 1850, in Epistolario di GUSTAVO MODENA a cura di TERENZIO GRANDI (1827-1861), Roma, Vittoriano, 1955, p. 135.
3U Oltre la LOVETT, Giuseppe Ferrari and the Italian Revolution cit., p. 107, anche la ROTA GHIBAUDI, Ferrari, p. 207 e 323, ha chiamato in causa l'esistenzialismo scoprendo una a sorprendente analogia del pensiero di Ferrari con quello di Camus e Marcuse. Ma né la Rota Ghibaudi né la Lovett ci dicono su quale terreno è possibile far convivere l'esistenzialismo, di cui non a caso è ben nota un'interpretazione di destra , con il socia-