Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI GIUSEPPE; LOVETT CLARA MARIA SCRITTI
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1980
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A proposito di Giuseppe Ferrari
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e sistematica;44) e che perfino Della Peruta, il più agguerrito estimatore del Milanese, non ha potuto fare a meno di percepire nel suo socialismo un sapore un po' libresco,45) quasi ad indicarne il carattere imparaticcio e privo di calore. Quelle che occorrono, allora, non sono le esaltazioni acritiche ed emotive ma le indagini tese ad accertare oggettivamente il pensiero di Ferrari nella continuità (o nella discontinuità) del suo sviluppo, in ogni caso nella sua globalità. Perché certe affermazioni sono tu ita Uro che scontate, se è vero che il più recente studioso del socialismo risorgimentale, pur senza scendere troppo in profondità, ha molto ridimensionato la portata del contributo di Ferrari e, sviluppando uno spunto già presente in Berti, ha cancellato l'immagine gramsciana di un Ferrari " specialista . inascoltato di questioni agrarie nel Partito d'Azione tf6) concludendo all'opposto che nella produzione e nell'attività politica del Milanese gli accenni alla questione agraria sono scarsi e sostanzialmente slegati da una riflessione complessiva sul tema .
La riprova più consistente dell'impossibilità di trovare un unico filo conduttore nella speculazione di Ferrari, un rapporto ininterrotto tra le sue teorie rivoluzionarie e la sua prassi politica su tempi che non siano quelli di un arco di anni molto ristretto, cosa che sola a rigore ci consentirebbe di accettare il postulato di un socialismo ferrariano, ce la forniscono proprio quegli studiosi che negli ultimi anni maggiormente hanno subito il fascino di questo temperamento cosi vulcanico e di quelle sue formule così accattivanti: per recuperare Ferrari ed inquadrarlo in un disegno di definizione del socialismo risorgimentale essi hanno dovuto isolare alcuni momenti particolari e trascurarne altri, appunto
**) DELIO CANTIMORI, Studi di storia, voi. HI: Critici, rivoluzionari, utopisti e rr/or-matori sociali. Commenti, letture, aporie, Torino, Reprints Einaudi, 1976, p. 601.
45) F. DELLA PERUTA, I democratici e la rivoluzione italiana cit., p. 108.
**> G. BERTI, I democratici e l'iniziativa meridionale... cit., p. 101. La tesi di Gramsci in Quaderni del carcere cit., voi. Ili, p. 2025.
47) CESARE VETTER, Intellettuali e popolo nel socialismo risorgimentale. (Riflessioni sul pensiero di Pisacane, Mazzini, Ferrari), in Trimestre, a. XII (1979), p. 55. Questo saggio si contrappone a quello di CARMELO D'AMATO, Ideologia e politica in Giuseppe Ferrari, in Studi storici, a. XI (1970), pp. 743-754: esprimendo sostanziali riserve sulla biografia della Rota Ghibaudi e sulla sua mancanza di problematicità, D'Amato concludeva auspicando uno studio del pensiero di Ferrari in cui fossero esaminati, partendo dalle ipotesi gramsciane, gli aspetti basilari dell'attività di Ferrari, primo fra tutti a il problema degli intellettuali, della loro " funzione intellettuale e cosmopolita " (ivi, p. 754). Tuttavia, col suo fare riferimento in gran parte al quinquennio '48-*52 D'Amato tendeva a riproporre un'immagine parziale del filosofo e del suo programma politico che gli appariva imperniato sul tentativo a di interessare al problema nazionale i contadini (ivi, p. 750, nota 23), e ciò al di là di tutte le perplessità presenti in Gramsci, del suo invito a studiare Ferrari prima e dopo il '60 (Quaderni del carcere cit., voi. II, p. 767), dei dubbi sul suo giacobinismo a diluito e astrattizzato (ivi, voi. II, p. 961), dell'avvertimento sulla reale natura del mito della Francia che a Gramsci pareva la trasfigurazione in un modello straniero di ciò che la democrazia italiana non era mai riuscita a fare e non si proponeva di fare concretamente -a (ivi, voi. II, p. 967). Cosi un Ferrari attento al motivo sociale della decadenza italiana, un Ferrari pienamente calato nella cultura europa senza però essere a un pezzo di storia francese in Italia è quello che balza fuori dal secondo saggio dedicatogli da C. D'AMATO, La formazione di Giuseppe Ferrari e la cultura italiana della prima metà delV800, in Sludi storici, a. XII (1971), pp. 693-717, Per una sospensione del giudizio fino a nuovi studi si è invece salomonicamente pronunziato UGO DOTTI, Cattaneo, Ferrari, Pisacane, in Letteratura italiana storia e testi, diretta da CARLO MUSCETTA, voi. Vili, tomo I: Il secondo Ottocento..., Bari, Laterza, 1975 p. 78.