Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE; LOVETT CLARA MARIA SCRITTI
anno <1980>   pagina <273>
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A proposito di Giuseppe Ferrari
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il che per un laico era davvero paradossale, visto che in lui la volontà di affer­mazione della ragione si traduceva in una sconfitta della ragione, e compariva qualcosa come un Manzoni in versione atea.
Spirito acuto, libero, spregiudicato quanto si vuole, programmaticamente anticonformista con quella sua idea di rivedere tutta la storia a rovescio,* Per-rari intese, forte del lungo bagno nella cultura francese, rinnovare completa-mente il metodo di approccio alla riconsiderazione del passato. Come quegli alchimisti del medioevo che consumavano le loro esistenze nella vana ricerca della pietra filosofale, Ferrari, ispirandosi in parte a Romagnosi ed in parte a Michelet, 2 sin dalle prime sue riflessioni orientò il proprio sforzo conoscitivo verso la scoperta del principio unico, dell'idea che gli permettesse di dipanare l'intricata matassa degli innumerevoli fatti storici fino a fargli scoprire la legge che aveva governato il succedersi degli avvenimenti. Questa era la sua filosofìa della storia: un metodo che, se perfezionato e legittimato dall'uso di solidi criteri scientifici, oltre a spiegargli il passato lo avrebbe messo in condizione di conoscere la piega che avrebbero preso le vicende umane molto prima che ne fosse prossimo lo scioglimento. Ciò che venne fuori da tale ricerca con l'enunciazione della tesi della lotta incessante degli opposti Bene e Male, Papato e Impero, Guelfi e Ghibellini, Verità e Ignoranza come principio direttivo, P scaturendo da una rigida contrapposizione tra filosofia e storia positiva incorrerà per un verso nei fulmini dell'idealismo di Benedetto Croce, che vi scorse un tentativo di ristabilire la divisione scolastica tra idee e fatti , per l'altro provocherà le serrate critiche di un esponente del materialismo storico come Giuseppe Berti, che giudicherà le antitesi ferrariane una contraffazione della dialettica, un moto che, anziché svolgersi indefinitamente, torna su se stesso , fino a sfociare non in un superamento ma in una conciliazione.67) Era dunque, quella di Ferrari,
**) Anche la rivoluzione era per Ferrari un prendere a rovescio la realtà esistente (cfr. A. LEVI, II pensiero politico... cit., p. 227 e p. 238).
63) Defendente Sacchi, che fu presente, ricorda che in punto di morte Romagnosi prese a parlare dell'epoca in cui la storia lascia la gretta enumerazione dei fatti per cogliere lo spirito e il corso degli avvenimenti (cit. da C. D'AMATO, La formazione di Giuseppe Ferrari... cit., p. 699, nota 20).
**) Nel 1827 Michelet aveva pubblicato i Principes de philosophie de l'histoire tra-duits de la Scienza Nuova de J. B. Vico, un lavoro cui si sarebbe ispirato Ferrari per La mente di Vico, Milano, Tip. de' Classici Italiani, 1837: questa, almeno, è la tesi di FRANCESCO DE SANCTIS, Mazzini e la scuoia democratica, II ediz. riveduta a cura di CABLO MUSCETTA e GIORGIO CANDELORO, Torino, Einaudi, 1961, pp. 24-25). Dello storico fran­cese Ferrari fu all'inizio del soggiorno parigino fervido discepolo, come chiarisce bene la
Lovett.
65) Tale tesi Ferrari espose nella Prefazione alla Storia delle Rivoluzioni d'Italia, 3 voli., Milano, Treves, 1870-72, ora in Opere di Romagnosi, Cattaneo, Ferrari cit., pp. 1155-
1170.
66) BENEDETTO CROCE, Storia della storiografia italiana... cit., voi. I, p. 37.
67) Q BERTI, I democratici e l'iniziativa meridionale... cit., p. 102. E interessante notare che lo stesso sbocco, la stessa contrapposizione di tesi e antitesi ma senza il con­cetto del superamento dialettico sono stati rilevati anche in Cattaneo (UMBERTO PUCCIO, Carlo Cattaneo storico e ideologo della borghesìa, in Studi storici, a. XI (1970), p. 710). Di riflesso, comune a Cattaneo e Ferrari è anche la concezione dualistica della storia {ivi, p. 713), il che porterebbe a concludere che un'identica matrice culturale era sopravvissuta nei due studiosi malgrado le profonde divergenze determinatesi nel rispettivo modo di accostarsi alla storia e, dopo il 1851, alla politica.