Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE; LOVETT CLARA MARIA SCRITTI
anno <1980>   pagina <278>
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278 Giuseppe Monsagrati
francese che ha scritto un libro in dialetto del dipartimento dell'Arno e a riservare altri graffiami apprezzamenti a quella sua teoria per la quale nel '48 Mazzini aveva nelle saccoccie 50.000 francesi e non ha voluto tirarli fuori per salvarci . *9 Modena è certo che la Federazione repubblicana non avrà grande diffusione; e a quasi un mese dalla sua apparizione, il conte Grilenzoni deve convenire con Saffi che è stata buona tattica quella di non entrare in polemica: glielo dimostra il fatto che Ferrari, almeno a quel che crede lui, ha cominciato un giro in Toscana per propagare le sue tesi: Se fa tanta fortuna come fece qui commenta Grilenzoni ti dico io che sta fresco >.M)
Effettivamente i risultati per Ferrari non sono dei più brillanti, e il suo disorientamento è tale da spingerlo a cercare l'appoggio, oltre che di Manin e del cattolico Montanelli, di Cattaneo, il solo forse in Italia che lo superi in fatto di assoluta inadeguatezza all'azione concreta.87) Come era prevedibile, Cattaneo rifiuta; Ferrari per un momento se la prende ma poi è ben lieto di poter tor­nare ai suoi studi. La parentesi si chiude, il sogno rivoluzionario è messo da parte e il suo autore rientra nei ranghi. Passano gli anni e sul finire del decen­nio Proudhon dovrà constatare che nell'amico il motivo egualitario, che era stato uno delle ispirazioni di fondo della Filosofia della rivoluzione, si era affie­volito ed era rimasto nell'ombra .
85) Questa lettera di Gustavo Modena è edita nell'Epistolario cit., pp. 368-369, con. la sola indicazione del giorno in cui fu vergata: il 23 di un anno e di un mese imprecisati. Ma sia la data (1859) che il destinatario (Vincenzo Brusco Onnis) ipotizzati dal curatore sono errati, come dimostrano la polemica contro il libro di Ferrari, che nel 1859 non aveva pubblicato nessun lavoro contro Mazzini, ed un accenno a Radetzky che a scrive col bastone . Poiché da una lettera scritta da Grilenzoni a Saffi il 26 marzo 1851 (Archivio del Museo centrale del Risorgimento di Roma, busta 255/72/7) apprendiamo che Grilen­zoni aveva qualche tempo prima spedito una copia della Federazione repubblicana proprio a G. Modena, si può supporre che la lettera di costui fosse scritta il 23 marzo 1851 e indi­rizzata a qualcuno che doveva essere o lo stesso Grilenzoni o Mauro Macchi.
86> Grilenzoni a Saffi, 26 marzo 1851, in Archivio del Museo centrale del Risorgi­mento di Roma, busta 255/72/7. Da Genova Mauro Macchi confidava a Cattaneo: il libro di Ferrari non ha fatto salutare impressione che su pochi emigrati lombardi e napo­letani; del resto i più discreti son quelli che lo chiamano opera d'un matto, e frutto d'un ingenuo e frenetico orgoglio (lettera s.d., in F. UMBERTO SAFFIOTTI, Lettere inedite di Mauro Macchi a Carlo Cattaneo (1842-1867), in Rassegna storica del Risorgimento, a. XII (1925), p. 753): una migliore accoglienza avrebbe avuto in Liguria la Filosofia della riva' luzione (v. ivi, lettera del 13 maggio 1852, p. 759). Sulla diffusione della Federazione repubblicana in Piemonte qualche interessante notizia si ricava da una lettera di Brofferio a Macchi del 16 aprile 1851: Cotesto libro fece assai male; non è che manchi di scrii e buoni concetti ma il suo complesso è lamentevole; tanto è vero che la Revisione che non manca mai di mettere il veto sulle opere di Cattaneo e di Mazzini ne ha permesso la vendita (in Archivio del Museo centrale del Risorgimento di Roma, busta 8/68/1).
87) Credo di poterlo asserire senza per questo respingere le calzanti osservazioni di NORBERTO BOBBIO, Una filosofia militante. Studi su Carlo Cattaneo, Torino, Einaudi, 1971, p. 44, ove si rivendica un contributo di Cattaneo all'azione rivoluzionaria e lo si distingue cosi da Ferrari <c che, tumultuoso predicatore d'azione, teorico, storico ed evocatore di ri­voluzioni, non scese mai nelle piazze, e se qualche azione compì, fu azione più di maneggi da esiliato o di intrighi parlamentari che di risolutiva efficacia . Ma questa conclusione è decisamente troppo severa.
88) F. DELLA PERUTA, Democrazia e socialismo nel Risorgimento cit., p. 144. Il prevalere degli interessi storiografici a cui si appella Della Peruta (ivi, p. 123, nota 2) spiega a mio parere solo in minima parte le ragioni dell'indebolimento del radicalismo fer-rariano.