Rassegna storica del Risorgimento
GIUNTINI ALDO; ISTITUTO PER LA STORIA DEL RISORGIMENTO ITALIANO
anno
<
1980
>
pagina
<
369
>
Libri e periodici
369
cheismo dell'ufiiciale, come sembra fare Fontana? Ecco qui vedo riaffiorare il pericolo della generalizzazione.
Infine mi sembra che debba essere accolta l'osservazione di Fontana sul pericolo di vedere oc in un'ottica intellettualistica dissociante e astratta dilemmi e incompatibilità nelle reazioni del mondo contadino, laddove nella sua cultura a religiosità e lavoro pietà cristiana e solidarietà sociale si fondono in unità (pp. 5-6). Mi sembra che le fonti orali raccolte nel volume possano essere correttamente valutate proprio tenendo conto di questo monito, senza assoggettarle, dall'esterno, ad interpretazioni arbitrarie, ma cercando di calarsi, senza pregiudizi ideologici, all'interno del mondo contadino, proprio ai fini di quella corretta percezione dell'animus del militare italiano di classe popolare nei confronti della Grande Guerra (p. 2), alla quale mira il volume. Non possiamo immaginare i contadini del 1915-1918 diversi da quelli che erano; dobbiamo soltanto cercare di capire perché erano così, quali erano i loro condizionamenti culturali e sociali, quali le sollecitazioni, la propaganda di guerra e la sua penetrazione (a questo proposito non dobbiamo dimenticare, nel quadro generale, le notizie sulle atrocità dei tedeschi in Belgio e nella Francia occupata, allora credute, poi messe in dubbio e, dopo un trentennio, avvalorate per diretta esperienza), la mobilitazione del paese, specie dopo Caporetto (che per lo più, nelle testimonianze, viene attribuito al e tradimento dei generali). Sotto questo aspetto le fonti orali e scritte raccolte sono, pur nei limiti accennati, una fonte importante per camminare su un terreno più sicuro.
La nostra generazione è approdata, attraverso un doloroso calvario, a percepire come verità profetica la condanna della guerra, di quella prima guerra mondiale e di ogni altra guerra, come <c inutile strage . Mi domando, però, se, in sede storiografica sia metodologicamente corretto prestare queste nostre faticose acquisizioni a coloro, che con altro animo vissero la drammatica vicenda di allora. Come vi è il pericolo di non capire il mondo contadino di quegli anni e la contraddizione tra il suo umanesimo e la sua accettazione di una prova disumana, così vi è il pericolo di sovrapporre la faticosa e lacerante maturazione dell'oggi alle incertezze, o alle oc certezze , di ieri. Per la seconda guerra mondiale (per la quale è pur lecito parlare di una generale estraneità delle masse e, più ancora delle élites) mi sembra che sia molto illuminante quanto scriveva in una lettera al fratello, all'indomani della disastrosa ritirata di Russia, Teresio Olivelli: <c Troppo grande e il sacrificio, troppo difficile esprimergli un senso, conferirgli una - utilità ". Resta il mito, che non persuade ma trascina. Gli alpini, gli alpini della Tridentina, seppero camminare, combattere, morire come non sapevo pensare (A. CARACCIOLO, Teresio Olivelli, Brescia, 1975, p. 192; la sottolineatura è mia).
VITTORIO E. GIUNTELLA
UMBERTO DEL BIANCO, Il Lloyd Austriaco e Ut marina postale dell'Austria e dell'Ungheria. La rete austriaca nel Levante ed il ruolo della Società Triestina (Civiltà del Risorgimento, 13); Udine, Del Bianco, 1979, in 8, pp. 214. L. 6.000.
L'autore, che aveva già pubblicato ima ricerca, molto importante, sulle linee adriatiche del Lloyd Austriaco, proseguendo nelle indagini volte ad illustrare organicamente il complesso delle attività marittime della grande società triestina dalle prime origini otto* centesche al tracollo dell'Austria, che dovrebbero confluire in un'opera complessiva in quattro volumi, con questo secondo contributo illustra in maniera molto chiara e documentata l'azione svolta sulle rotte del Levante. Il lavoro, che è corredato da un'utile bibliografia specifica e da un prezioso apparato di interessanti foto delle principali unità impiegate per espletare il servizio postale e di trasporto di merci e passeggeri, ricostruisce con cura, linea per linea, l'insieme delle attività commerciali e postali svolte dalle navi battenti la bandiera del Lloyd, dando notizia dei quantitativi di merci manipolate, dell'entità dei passeggeri trasportati, del personale impiegato nelle sedi postali aperte nel Levante e lungo la linea danubiana, dei tempi impiegati per percorrere le diverse rotte, fornendo un quadro dettagliato e preciso delle attività lloydiane nei tempo e nello spazio. Sarebbe qui inutile entrare nei dettagli dell'imponente messe di dati e di notizie fornite dal Del Bianco,