Rassegna storica del Risorgimento
FARIO EMIILIO
anno
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1981
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pagina
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69
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AMICI SCOMPARSI
EMILIO FARIO
Si è spento a Mantova il 14 febbraio l'aw. Emilio Fario, per circa trentanni commissario e poi presidente del locale Comitato dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano e membro del Consiglio di Presidenza dell'Istituto stesso.
Nato nel 1904 a Mariana Mantovana, Emilio Fario seguì brillantemente gli studi nel liceo-ginnasio Virgilio di Mantova, iscrivendosi successivamente alla facoltà di giurisprudenza presso l'Università di Pavia, dove si laureò nel 1927 e dove conseguì nel 1929 una seconda laurea in scienze politiche.
Intraprese, quindi, la professione forense, con particolare specializzazione nel diritto penale. Le sue doti d'ingegno, la ricchezza della sua cultura giuridica, l'immediatezza della sua indole generosa e cordiale, valsero a far di lui uno dei più brillanti esponenti del foro mantovano.
Rivestì anche pubbliche cariche amministrative di grande prestigio e responsabilità.
Ma la sua vocazione più profonda furono gli studi storici e segnatamente quelli di storia del Risorgimento, ai quali si sentiva portato anche da un profondo rispetto delle tradizioni nazionali e familiari: suo padre, colonnello di fanteria, era caduto eroicamente nel 1917 sull'Hermada mentre guidava il reggimento all'assalto e alla conquista di quella munitissima posizione austriaca. Quale studioso di storia del Risorgimento, la disciplina al centro dei suoi vasti interessi, concernenti i vari aspetti della civiltà dell'Ottocento italiano ed europeo, egli ha lasciato notevoli contributi. Ricorderemo II territorio mantovano nel 1859, ampia silloge di documenti pubblicata in collaborazione con Giuseppe Coniglio, Giuseppe Finzi e Vassistenza ai feriti nel 359, le Memorie di don Enrico Tozzoli sulle cause della congiura del 1850, W. A. Mozart e Mantova e numerosi altri interventi, sotto forma di saggi, note e recensioni, svolti su periodici e quotidiani.
Accanto all'uomo di studi, in Emilio Fario si rivelò e, nel corso degli anni, prese sempre maggiore consistenza il promotore di cultura. Si deve alla sua iniziativa, al suo fermo impegno se, anche con l'apporto di alcuni valenti collaboratori ch'egli seppe scegliere con pronto e sicuro intuito, il Comitato mantovano ospitò nel settembre del 1952 il Congresso nazionale dell'Istituto in occasione del centenario del sacrificio dei martiri di Belfiore, inaugurato alla presenza del Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi. Tale congresso, onorato dall'intervento di insigni storici italiani e stranieri, svoltosi in un festoso contorno di manifestazioni musicali e turistiche, dette la misura più esatta delle capacità organizzative di Fario, confermatesi nel Congresso del 1976, pure tenutosi a Mantova.
Negli anni intercorrenti tra l'uno e l'altro congresso Emilio Fario ha speso la sua attività al servizio di altri organi di carattere culturale e civile, quale presidente provinciale della Croce Rossa Italiana, del Comitato mantovano della Società Dante Alighieri e quale Vice-Presidente nazionale della Società S. Martino e Solferino *; inoltre numerosi convegni di studio in molte città