Rassegna storica del Risorgimento
CONGRESSI MACERATA 1980; MUSEI DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE
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Alberto M. Arpino
aver acutamente osservato che ...per mancanza di informazione, il pubblico e la stampa quando parlano o scrivono di musei quasi sempre si riferiscono alle gallerie d'arte ed ai musei artistici in genere ed aver lamentato che il museo storico venga quasi sempre considerato un qualche cosa di mezzo fra la raccolta di cimeli, magari disparati, di curiosità storicamente irrilevanti e la sede per la esaltazione di piccole e grandi glorie locali si è posto il problema di definire che cosa sia, o cosa debba essere oggi, un museo storico. Definizione non certo agevole se ha costretto l'estensore del saggio dedicato ai musei storici nell'ultima pubblicazione curata dalla benemerita Associazione Nazionale dei Musei Italiani a dichiarare: Incaricato di preparare una nota sui musei storici italiani debbo confessare anzitutto il mio non lieve imbarazzo ; motivando le proprie perplessità con considerazioni analoghe a quelle espresse da Brignoli: interesse quasi esclusivo per le raccolte d'arte, dispersione del materiale, campa-ni li sino. Aggiunge tuttavia che il museo storico dovrebbe essere quello che narra, utilizzando il materiale più vario, la storia e la civiltà di un paese, di una regione o di una città. Dovrebbero concorrere alla formazione di un museo del genere dipinti... sculture, disegni... autografi e documenti originali, cimeli vari... il tutto ordinato secondo una rigorosa successione cronologica e conclude infine con una domanda che non può essere che di soddisfazione per tatti noi risorgimentisti In Italia, se si escludono i musei del Risorgimento dove si trovano musei del genere? .2)
Così anche per Brignoli nell'individuazione dei compiti del museo, che non debbono certamente esaurirsi nella conservazione degli oggetti in esso contenuti, si può più facilmetnte definire cosa sia oggi un museo storico che deve ... documentare, attraverso una attenta e ragionata esposizione dei suoi cimeli, un aspetto della realtà storica . Ed è proprio sul come ordinare i cimeli che si può passare da una funzione puramente espositiva, prevalente nel passato, ad una più accentuatamente culturale. Nell'ordinamento di un museo storico si presuppone oltre ad una robusta preparazione scientifica anche una viva sensibilità per le esigenze culturali del proprio tempo; per Brignoli occorre uscire dai limiti di pur benemerite impostazioni artigianali del passato e affidarsi alla museologia, che ha ormai assunto una piena dignità scientifica e che postula un'attività essenzialmente interdisciplinare. Essa, infatti, chiama in causa l'architetto, lo storico, lo specialista sui beni specifici del singolo museo, il tecnico dell'illuminazione o della climatizzazione, il restauratore, gli esperti di discipline psicopedagogiche e sociali, di comunicazione visiva, ecc. .
Certo per chi scrive, che ha collaborato all'ordinamento e all'apertura, entrambi artigianali , del Museo Centrale del Risorgimento, 3> che vive giorno per giorno il dramma di un museo che dai luglio del 1979 è chiuso al pubblico41 e ancora non si riesce ad aprire,5* che, per effettuare i molteplici interventi che la museologia giustamente demanda ad una selezionata équipe di esperii, ha a disposizione un usciere (per le sale di esposizione) e una impiegata (per l'archivio-biblioteca), le tesi di Brignoli, da sottoscrivere per altro e da
2) CARLO PIETRANGELO / Musei Storici, in Museo perché Museo come. Saggi sul Museo, Roma, 1980, p. 145.
3> Su quell'esperienza: ALBERTO M. ARPINO, // Museo centrale del Risorgimento, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LV1II (1971), pp, 305-310.
4) Vedi in Vita dell'Istituto, p. 383 della Rassegna del 1979.
5) ALBERTO M. GHISALBERTI, Delusioni, illusioni e spiegazioni, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXVIII (1980), pp. 194-198.