Rassegna storica del Risorgimento
CONGRESSI MACERATA 1980; MUSEI DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE
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1981
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pagina
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73
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1 Musei del Risorgimento 73
approvare, non possono non apparire che visioni beatìfiche di un molto lontano paradiso delle direzioni dei musei risorgimentali.6) Come del resto apprendere dal dott. Leo Morabito, direttore deiTIstituto Mazziniano di Genova, che quel Comune attraverso un Centro Microfilm sta provvedendo alla mi ero filma tura delle raccolte risorgimentali e che, entro Panno, l'intera emeroteca, formata da oltre 1000 titoli, dovrebbe essere riunita in bobina e completata nelle eventuali lacune, se da un lato mi è di conforto per la conservazione e la più facile con-sultazione di quel patrimonio culturale, d'altro lato accende in me sentimenti... della più livida e sfrenata invidia! .
Ma, accantonate queste non benevole disposizioni dell'animo, riprendo le mie note rilevando come entrambe le relazioni di carattere più generale registrino una sostanziale identità di vedute nel delineare i compiti del museo e i mezzi e gli strumenti ai quali conviene ricorrere. Sia Brignoli sia Morabito, purtroppo assente dal convegno, ma presente negli Atti con il suo contributo, ritengono che le ultime generazioni siano state allevate dalla cosiddetta civiltà delle immagini e che conseguentemente oggi il visitatore stimolato dai moderni mezzi di comunicazione chieda al museo un'informazione culturale che, avvalendosi di ogni risorsa tecnica adatta al fine precipuo (filma, documentari, audiovisivi...), sia anche culturalmente corretta.
Per Brignoli l'accresciuta, qualitativamente e quantitativamente, domanda di cultura invita il museo a porsi come luogo ove si offre questa cultura; ecco quindi che esso dovrà integrare la sua normale attività con manifestazioni temporanee come le mostre, ma aggiunge ancora il relatore ... la funzione educativa, culturale della mostra può e deve essere integrata da manifestazioni collaterali che possono ulteriormente valorizzare e spiegare il complesso dei cimèli e dei documenti esposti nella mostra .
Brignoli non crede che la classica conferenza di un pur illustre oratore possa destare e tener vivo l'interesse del pubblico oggi maggiormente disposto ad ascoltare ed anche a partecipare a confronti anche vivaci di opinioni, anzi quanto più sarà spregiudicato e brillante il confronto delle idee, tanto più il pubblico si appassionerà all'argomento ed aumenterà il suo interesse e il suo consenso verso il museo .
Desidero sottolineare anche come Brignoli e Morabito abbiano evidenziata la proficua coesistenza, accanto al museo propriamente detto, e cioè la parte espositiva, dell'archivio e della biblioteca che, in alcuni musei risorgimentali, costituiscono un tutto inscindibile. Se, come è stato osservato, oggi in Italia gli unici musei che si possono definire storici sono quelli del Risorgimento, lo si deve anche al fatto che la biblioteca e l'archivio annesso hanno contribuito a far sì che il museo non sia più un deposito di reliquie eterogenee ,7) ma luogo promotore di cultura e partecipe di quel lungo viaggio storiografico che dalla storia del Risorgimento italiano sì è, attualmente, concluso con la storia dell'Età del Risorgimento.
Cosi egualmente, e proprio alla luce di queste ultime considerazioni, concordo con Brignoli nel ritenere che l'illustrazione dei fatti bellici, massiccia-
*' A tìtolo di pura curiosità e per illustrare uno degli endemici ed innumerevoli mali del Vittoriano, desidero ricordare l'episodio, davvero singolare, di quella volta in cui, rimasti senza acqua, fummo costretti a spese nostre, s'intende a sostituire le obsolete e fatiscenti tubature esistenti perché... erano state rosicchiate dai topi!
7) ALBEHTO M. AR PI NO, Risorgimento e Musei del Risorgimento, in Musco perché Museo come..., cit-, p. 147.