Rassegna storica del Risorgimento

CONGRESSI MACERATA 1980; MUSEI DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE
anno <1981>   pagina <74>
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Alberto M. Arpino
mente presente nei musei del Risorgimento e di Storia Contemporanea, deve essere integrata con un'adeguata illustrazione anche dei fatti civili, cioè poli* tici, sociali ed economici . Evidentemente in questa prospettiva compito del museo è infatti documentare tutte le manifestazioni dell'aggregato sociale, che è di estrema complessità , dal momento che quanto più frequente è la inter­dipendenza fra i vari fenomeni sociali, tanto più è necessario conoscere lo svi­luppo storico .
Con Morabito, purtroppo assente dal dibattito e impossibilitato quindi a confrontare le sue esperienze con quelle dei colleghi, si affronta uno dei problemi tra i più complessi e di difficile attuazione sul piano pratico: la didat­tica. Nei dieci anni di apertura del Museo Centrale si sono succedute molte migliaia di studenti che hanno fornito allo scrivente una certa esperienza in materia, che gli consente di apprezzare particolarmente la lucida e documentata relazione del direttore dell'Istituto Mazziniano. Questi è del parere che solo se si verifica una convergenza di interessi e di volontà da parte di chi il museo è tenuto ad ordinare e dirigere e da parte di chi è chiamato a fruirne, soprat­tutto la scuola si possa pensare di riuscire ad attuare una seria didattica. Ma, e nelle parole di Morabito sembra di scorgere una vena di malinconia tipica di chi si è dedicato con passione a un compito irrisolvibile con la sola personale competenza e dedizione, finché la visita al museo sarà un avvenimento spora­dico, fine a se stesso, una semplice occasione per evadere dalla routine scolastica di tutti i giorni, i suoi risultati saranno di una mortificante sterilità e spesso controproducenti, in quanto non offriranno ai giovani elementi e stimoli per ulteriori incontri .
In questo e in altri periodi dedicati alla didattica, ogni dirigente di museo che si sia posto e abbia concretamente vissuto il problema dei rapporti con la scuola, si riconosce e rivive esperienze vissute. Spesso il dialogo tra il museo e la scuola, anche quando i rispettivi rappresentanti sono animati dalle migliori intenzioni, si risolve in un vero e proprio conversare tra sordi; né potrebbe essere altrimenti, alle stato attuale dei fatti, poiché, nota Morabito, anche nei migliori dei casi ...quando ci troviamo di fronte ad un corpo insegnante pre­parato e ad una sistemazione museale che tenga presente i fini didattici, il beneficio della visita è solo apparente; manca un approfondimento sostanziale di quanto osservato e Yexcursus storico non può non rimanere se non ad un livello di pura superficialità . Ciò è dovuto, per il relatore, sia alla necessità per Finsegnantc di dover seguire la traccia dei programmi ministeriali, sia al fatto che spesso la visita al museo avvenga o all'inizio dell'anno scolastico, quando il ragazzo non ha naturalmente alcuna idea del programma da svolgersi ed entra quindi completamente estraneo ai contenuti culturali del museo, o al termine dello stesso, quando al giovane interessa più che l'analisi critica della materia... accumulare il maggior numero possibile di nozioni... .
Per Morabito e la scuola che deve maggiormente rinnovarsi, soprattutto nei metodi e nelle strumentazioni didattiche che dovrebbero trasmettere la cono­scenza, ma anche il museo 4... dovrebbe offrire alla scuola gli strumenti più idonei per un tipo di insegnamento del " vivo quasi sperimentale... . Nei musei occorrono oltre agli insegnanti-guide ... strutture, servizi e attrezzature didattiche tali da poter permettere una completa fruizione delle proprie raccolte da parte di un pubblico il più vasto possibile .
Pienamente d'accordo con Morabito sui temi generali e particolari delle sue Esperienze di didattica, d'accordo sulla necessità purtroppo quanto sen­tita! che il museo sia dotato di tutte le strutture atte a far conoscere meglio