Rassegna storica del Risorgimento
CONGRESSI MACERATA 1980; MUSEI DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE
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1981
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Libri e periodici
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alcune sezioni furono completate solo nel 1824, altre mai; soprattutto mancò la volontà borbonica di utilizzarla. Dimenticate negli Archivi napoletani, furono riscoperte nel 1942 le relazioni, per la parte delle provincìe pugliesi, da Vincenzo Riccoraini. In seguito ci fu. un fiorire di sunti, stralci o pubblicazioni integrali per le varie provincie, con alterni risultati. LA Banca Commerciale Italiana accarezzò il disegno di una edizione totale dell'opera; ma non se ne fece niente. Così continuano ad uscire gli stralci della Statistica.
Terra di Lavoro: un termine che non è esatto identificare tout court con la Provincia di Caserta, che nel Novecento raccoglierà solo 26 dei 46 originari circondari. Ma nel periodo studiato ha una grande estensione ed una notevole produzione agricola, incentivata dal vicino, enorme mercato della capitale. Un monopolio, in campo europeo, la canapa, e un allevamento peculiare, le bufale. L'autore della statistica ripartisce con metodo classificatorio tutte le piante e gli animali in utili e dannosi, espone i diversi metodi di preparazione dei prodotti, lo smercio ed il guadagno. Appare una terra, ferace si ma non sfruttata in maniera razionale, dove ancora la caccia all'orso (per venderne le pelli o catturarne i piccoli per addestrarli a ballare al suono di zampognari girovaghi in tutta l'Europa occidentale), consente a molti montanari di vivere.
Qua e là balza la certezza nel redattore che con metodi progrediti si aumenterebbe la resa, ma c'è sfiducia nell'attaccamento contadino ai metodi tradizionali. Biasima anche la divisione dei demani comunali in zone montane, che ha portato ad un disboscamento inconsulto, ma il compilatore non vuol certo entrare in merito alla riforma della proprietà terriera e alla pigrizia dei latifondisti; l'ideale dello scrivente è quello di un riformismo illuminato; è soprattutto un <c tecnico , come diremmo noi oggi.
Il Cimmino stesso invece inserisce in apertura del volume alcune sue ricerche, peraltro già edite, sulle condizioni igienico-sanitarie, i livelli di vita e di alimentazione delle popolazioni. Una provincia con vasti pantani e terre paludose, con monti disboscati e sassosi non poteva non presentare un'irregolare distribuzione della popolazione in rapporto al terreno coltivabile. Risultato: continue migrazioni stagionali di un miserrimo bracciantato in un ambiente falciato dalla malaria: particolarmente incidente la coltivazione della canapa, bisognosa di molta acqua per macerarsi. Scarsi medici ed ostetriche, che esercitavano nei centri maggiori. Il Cimmino continua sulla scorta delle relazioni per i vari circondari a calcolare il pauroso grado di sottoalimentazione generale dei ceti contadini, a base di granone* Nella provincia la patria di Cicerone presenta un differente panorama: qui non solo i e lavorieri fanno uso di grano e in abbondanza , ma esiste anche un'attività industriale connessa ai lanifici. In buona ascesa nel '700, protetta dai Borboni, l'industria arpinate si accaparrava sui mercati del Regno grosse partite di lana grezza, da far filare con metodi artigianali e rivendere i prodotti attraverso le fiere. Fiorente nel periodo francese, a causa del blocco continentale, subì una gravissima crisi alla Restaurazione, invasa dalle pezze inglesi, migliori per qualità e a buon prezzo. Le cure protezionistiche del Governo non valsero però a vincere la concorrenza estera a causa delle ormai arcaiche strutture manifatturiere.
FLORIANO BOCCINI
JOSEF FONTANA, Der Kulturkampf in Tiroì Bolzano, Atesia, 1978, in 8, pp. 528. S.p.
L'anno 1859 è anche per la storia austriaca una rottura assai netta, non tanto per la perdita della Lombardia quanto perché iniziò un'era di rinnovamento dello Stato. Il sistema assolutistico che finora aveva dominato la politica austriaca venne incolpato della sconfitta in Italia. Nel 1860-61 l'assolutismo dovette perciò fare posto al costituzionalismo, il che significò il trionfo del liberalismo. Un problema molto arduo furono le relazioni fra lo Stato e la Chiesa, le quali erano state regolate in maniera del tutto cattolico-conservatrice appena cinque anni prima con il concordato del 1855. A causa delle cosiddette leggi confessionali, le norme del concordato vennero private della loro importanza e di conseguenza si sviluppò soprattutto nel Tirolo una tenace resistenza che può essere chiamata Kultur-kampf e che sollevò i medesimi problemi che in Prussia. La laicizzazione dello Stato da parte della borghesia liberale è un fenomeno europeo che in ogni singola regione ha, però,