Rassegna storica del Risorgimento

CONGRESSI MACERATA 1980; MUSEI DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE
anno <1981>   pagina <80>
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Libri e periodici
L suoi propri aspetti. II Tirolo, la cui popolazione era in larga misura cattolico-conserva-trice, non difese solamente gli antichi diritti ecclesiastici, soprattutto il controllo della istruzione pubblica e del matrimonio e il mantenimento della unità confessionale, impe­dendo la formazione di comunità protestanti, ma anche la propria autonomia contro il centralismo del governo liberale di Vienna. Degno di menzione è che questa battaglia per gli antichi diritti ecclesiastici e politici venne combattuta con maggior vigore dalla popo­lazione tedesca del Tirolo che non da quella italiana.
Senza dubbio anche i vescovi di Trento, i quali avevano voto e sede nella Dieta regionale del Tirolo e nel parlamento di Vienna, si erano opposti alla laicizzazione dello Stato, ma questa opposizione è stata condotta in modo molto più accentuato dai tirolesi tedeschi, primi fra questi il vescovo di Bressanone e l'unione cattolico-conservatrice di Innsbruck.
L'autore di questo libro ha studiato con grande diligenza e precisione le fonti del­l'archivio regionale tirolese di Innsbruck, dell'archivio diocesano di Bressanone e del­l'archivio di Stato di Vienna, e ha letto a fondo quotidiani e periodici dell'epoca; alcuni altri documenti sarebbero ancora stati, reperibili nell'archivio della curia arcivescovile di Trento (cfr. S. BENVENUTI, in Studi trentini di scienze storiche, 1979, I, pp. 270-275).
Il libro di Fontana, che riguarda l'arco di tempo dal 1861 al 1892, è dunque non solo un contributo prezioso per la storia tirolese, ma anche per il conservatorismo, il libe­ralismo, il federalismo e il centralismo in generale. In varie occasioni viene approfondita la situazione politico-religiosa della diocesi di Trento, come ad esempio le festività del bicentenario del Concilio tridentino e la readone dei nazional-liberali, il problema della successione dopo la morte dei vescovi Riccabona (1879) e Della Bona (1885) e finalmente anche la questione Rosmini (1888-1889).
H libro di Fontana, che si basa su fonti primarie e si distingue per la sua instanca­bile aspirazione di portare alla luce tutta la verità, deve essere caldamente raccomandato anche agli storici italiani.
JOHANN RAINER
NUNZIO DELL'ERBA., Le origini del socialismo a Napoli (1870-1892) Milano, Franco Angeli Editore, 1979, in 8, pp. 96. L. 3.000.
Con un'eloquente abbondanza di dati e di indicazioni, Alfonso Scirocco nel volume Democrazia e socialismo a Napoli dopo l'Unità (1860-1878), Napoli, 1973, ha mostrato i limiti politici e la non invidiabile consistenza numerica dei gruppi repubblicani, anarchici e socialisti. In un saggio più recente, lo stesso studioso molto opportunamente, a mio avviso, ha puntualizzato che per una corretta visione della storia del socialismo in Italia non si possono ignorare il modo in cui furono accolte dalla classe dirigente le nuove idee, la rea­zione dei vari strati della borghesia ai metodi di lotta introdotti nel mondo del lavoro, il pro­gressivo rendersi conto della forza che andava acquistando il socialismo e della necessità di adeguare alle mutate circostanze la difesa degli ordinamenti politico-economici .
Un ragionamento, valido sul piano storico generale ma maggiormente forse nell'analiz-zare temi e problemi legati al movimento democratico, è quello fatto da Ruggero Moscati, quando ha precisato che l'assenza di reali alternative alla soluzione data alla nostra rivo­luzione nazionale è l'elemento base, direi condizionante di ogni nostra ricostruzione . 3
Diciamo subito che il lavoro di Nunzio Dell'Erba sulle origini del socialismo a Napoli tra il 1870 e il 1892 non segue questa linea scientifica: è una storia del movimento prole­tario, ricostruita dall'interno, a volte eccessivamente dall'interno con il soverchio risalto con­cesso alle fonti informative di parte.
l) A. SCIROCCO, La questione sociale nel giornale napoletano Roma da Aspromonte al 1892, in Archivio storico per le province napoletane, XCV (1978), p. 177.
3 R. MOSCATI, Da Vittorio Emanuele II a Umberto I, in Stato e società dal 1876 al 1882 (Atti del XLIX Congresso di storia del Risorgimento italiano, Viterbo, 30 settembre-5 ottobre 1978), Roma, 1980, p. 113.