Rassegna storica del Risorgimento

CONGRESSI MACERATA 1980; MUSEI DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE
anno <1981>   pagina <81>
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Libri e periodici 81
Il lungo contrasto, reso ancora più complesso dal reciproco dogmatismo ideologico, tra marxisti, bakuntnisti e mazziniani, dalla esplosiva pagina della Comune allo spartiacque rappresentato dal congresso socialista di Genova del 1892, è ricostruito anche con un inte­ressante materiale documentario del tutto inedito.
H saggio, poi, nel suo insieme avrebbe potuto avere un respiro più forte e un tono più incisivo se sul terreno bibliografico fosse stato accompagnato dalla considerazione delle opere di Antonio Labriola (Del materialismo storico, delucidazioni preliminari, Roma, 1896) e di Benedetto Croce (Sulla concezione materialistica della storia, in Atti dell'Accademia Pontanìana. Napoli, 1896), attraverso le quali è possibile comprendere il peso del compendio marxiano di Cafiero, pietra miliare ideologica del variegato tronco anarchico.
Il congresso genovese e le pagine di Dell'Erba sono sull'argomento assai attente sancisce la rottura tra gli anarchici, fedeli ad un impegno di clandestinità arduo ma piena­mente compatibile con la natura minoritaria ed utopistica del loro movimento, e i socialisti ed i repubblicani, interessati alla competizione partitica e ben più concreti sul piano della democrazia politica.
Al successo parlamentare dei socialisti, nonostante gli ostacoli frapposti dai diversi governi, contribuì almeno a Napoli, è Scirocco ancora a notarlo, 3> la solidarietà di una larga parte dell'opinione pubblica borghese , schierata a tutela del diritto di espressione e ben disposta di fronte agli obiettivi proclamati nel rispetto della legge e dell'ordinamento sta­tutario.
VINCENZO G. PACIFICI
RICHARD DRAKE, Byzantium for Rome. The poUtics of nostalgia in umbertinian Italy, 1878-1900; Chapel Hill, The University of North Carolina Press, 1980, in 8, pp. XXVII-308. 20.
Malgrado la suggestività del titolo e l'innegabile, piacevolissimo gusto narrativo che lo pervade dal principio alla fine, questo libro di uno storico americano finisce con il lasciare nel lettore anche meglio disposto la sensazione di una materia elaborata in modo senza dubbio avvincente, ma non pienamente risolta sul piano storiografico. Si tratta nondimeno di una opera che merita attenzione, se non altro per la freschezza con la quale viene rievocata l'Italia umbertina, vista nella sua dimensione politica dalla particolare angolatura dell'incon­tro fra letteratura e giornalismo.
II titolo si richiama volutamente alla cronaca bizantina , ossia alla più celebre e fortunata impresa editoriale e giornalistica di quell'Angelo Sommaruga, che figura come principale protagonista dell'intero volume. Bisanzio e Roma, intorno al 1880, erano diven­tati per la più giovane generazione intellettuale italiana due nomi carichi di significato sim­bolico, sia sul piano storico che su quello politico. Bisanzio rappresentava l'effeminato, deca­dente passato latino di corruzione e declino; Roma invece il passato non meno latino, ma glorioso e virile, di conquista e potenza. E agli occhi di molti, turbati e insoddisfatti, il Ri­sorgimento culminato nella sospirata realizzazione dell'indipendenza e dell'unità d'Italia, aveva portato a Bisanzio ben più che a Roma: ad una realtà politica e culturale degradata e meschina, in una società popolata da pigmei anziché da eroi. Ma la presa di coscienza dei mali, veri e presunti, della nuova Italia si radicava molto spesso nella sfera emotiva piutto­sto che in quella intelietti va, risolvendosi cosi in una politica della nostalgia ohe trovava nella poesia civile di Carducci il suo punto di riferimento più fermo e consistente. Non per nulla, fl primo capitolo del libro è dedicato appunto a Carducci, secondo un'argomentazione interpretativa quasi sempre un po' sopra le righe ma che raggiunge una sua plausibilità all'interno del particolare discorso condotto, senza troppe sottigliezze, dal focoso e brillante
autore.
La ricerca di Drake, come si è già avvertito, è tutta focalizzata sulla figura e sul­l'opera di Sommaruga. E in effetti, il sottotitolo del libro avrebbe anche potuto essere,
3) A. SCIROCCO, art. cit., p. 192.