Rassegna storica del Risorgimento
CONGRESSI MACERATA 1980; MUSEI DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE
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1981
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82
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82 Libri e periodici
altrettanto appropriatamente: nascita, apoteosi e caduta di un'impresa editoriale. È attraverso la breve ma incandescente parabola dei giornali e delle riviste via via lanciati sul mercato da questo dinamico e spregiudicato innovatore della stampa politico-letteraria che vengono rivissuti alcuni momenti essenziali dell'Italia umbertina (trasformata per l'occasione in una animata galleria di personaggi: dal giovane d'Annunzio a Edoardo Scarfoglio, da Depretis a Ferdinando Martini, dal Corradini degli esordi a quel balzano alfiere della polemica antiparlamentare che fu Pietro Sbarbaro, per nominarne solo alcuni. Sullo sfondo, la scultorea e un po' patetica figura di Giosuè Carducci, fedele sino all'ultimo alla sua affettuosa ma non acritica amicizia per quello strano e ardito rompicollo che nel giro di pochi anni era riuscito a mettere a rumore, con la sua vena scandalistica, il mondo giornalistico romano, esercitando però una influenza che andava ben oltre la capitale.
L'aneddoto, il ritratto, la nota di costume spesso calzante e briosa, talora invece piattamente banale, prevalgono sull'analisi sistematica del rapporto fra politica e cultura, governo e società, in un'opera certamente originale, ma con brusche cadute di tono. Nonostante la scoperta ambizione dell'autore di finalizzare la sua ricerca ad una migliore comprensione di quel sempre assillante problema costituito nella storia dell'Italia contemporanea dalle origini del nazionalismo, la saldatura fra intento e risultato è solo in parte ottenuta. Si può tuttavia consentire con la conclusione di Drake, che ricostruire le origini ideologiche del nazionalismo italiano significa rendersi conto di come la coscienza non solo rifletta il mondo dell'esperienza, ma contribuisca altresì a creare quest'ultimo. La storia del primo nazionalismo starebbe così a dimostrare in quale importante misura un movimento politico di grande rilievo possa essere generato dalle tensioni interne di una tradizione ideologica, piuttosto che dalle pressioni immediate di un raggruppamento socio-economico ben definito.
Il libro non manca di inesattezze ed errori, che sarebbe troppo lungo elencare dettagliatamente. Siano però consentiti alcuni rilievi. Che la sovranità della Francia sulla Tunisia fosse stata ufficialmente riconosciuta dal congresso di Berlino del 1878 è notizia che sorprenderà alquanto gli storici diplomatici. La spedizione a Massaua del 1885 ebbe luogo in un contesto intemazionale e coloniale ben più ampio e problematico di quello offerto dal-I episodio, dell'uccisione di Gustavo Bianchi ad Assab (sic!). Definire Ferdinando Martini <r imperiai governor in Eritrea è un tratto d'ironia forzata e del tutto fuori luogo; meglio sarebbe stato, comunque, dare i termini cronologici esatti di quel governatorato imperiale, che dal 1897 si protrasse fino al 1907, e non soltanto fino al 1900. La fortuna di Oriani cominciò ben prima che il fascismo si appropriasse della sua opera per metterla al servizio del proprio ideale imperialistico. Basti pensare alla lunga consuetudine intellettuale che con lui ebbe un uomo come Renato Serra, il quale nel suo saggio sullo scrittore romagnolo, poteva già contrapporre e si era nel 1913 la sua rinomanza di oggi al a silenzio di ieri . (R. SERRA, Scritti letterari, morali e politici, a cura di MARIO ISNENGHI, Torino, Einaudi, 1974, p. 325). Del resto, Benedetto Croce aveva dedicato a Oriani un importante saggio già nel 1908, quando cioè quest'ultimo era ancora in vita; e la sua fama, come ha ricordato Asor Rosa, andò sviluppandosi negli anni successivi, fino alla guerra mandiale. (A. ASOR ROSA, La cultura, in Storia d'Italia, Torino, Einuadi, 1975, voi. IV, t. II, p. 1078). Ma ancora più sconcertante è la disinvoltura con cui vengono attribuite ad Oriani certe scomode quanto improbabili paternità: fra i suoi a scolari da caffè a Bologna, scrive il nostro autore, vi erano i giovani Luigi Federami e Mario Missiroli, i quali avrebbero introdotto nel partito nazionalista le sue idee e la sua retorica. From there, the path to fascism was unobstructed , Finalmente, il vessato problema delle origini del fascismo ha trovato la sua definitiva, e ben semplice, puntualizzazione.
fi infine piuttosto singolare che Drake, il quale pure nomina più di una volta, anche se di sfuggita, Carlo Dossi, abbia trascurato di utilizzare una testimonianza di quest'ultimo abbastanza importante sia per la biografia esterna che per l'analisi del carattere di Somma-ruga (C. Dossi, Note Azzurre, a cura di Dante Isella, Milano, Adelphi, 1964, voi. II, p. 887).
ALBERTO AQUARONE