Rassegna storica del Risorgimento
CONGRESSI MACERATA 1980; MUSEI DEL RISORGIMENTO; MUSEO CENTRALE
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1981
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Libri e periodici
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al pullulare di una miriade dì modeste banche non sempre solide. In ogni caso si riflette ovunque la spinta agli investimenti, alle speculazioni che è caratteristica di quegli anni.
De Rosa dà molto rilievo alla figura di Nicola Miraglia, Direttore Generale dei Banco di Napoli, vero protagonista con Luzzatti dell'affermazione della legge delle rimesse. Muovendosi, infarti, nel rispetto delle norme, ma soprattutto dello spirito della legge, si adoperò per salvaguardare tutte le operazioni finanziarie che potessero interessare remigrante dalla partenza all'arrivo. Introdusse l'uso di chèques da comprarsi prima dell'imbarco per evitare all'arrivo svantaggi sui cambi, oltre che facili raggiri. Sostenne anche l'esigenza di un controllo sulla vendita di biglietti delle ferrovie americane, operazioni che fruttavano lauti guadagni alle agenzie che la effettuavano.
A conclusione del volume, nel riportare le ragioni che nel 1906 imposero l'apertura di una filiale del Banco di Napoli a New York, l'A. sottolinea come le difficoltà a cui andò incontro la legge sulle rimesse sono da imputarsi non solo alle ostili reazioni degli interessi privati, ma in parte anche a quegli organismi statali che quanto meno non cooperarono al suo successo. Lo scarso impegno del Ministero delle Poste nell'accelerare la distribuzione delle rimesse presso gli uffici postali, le rivalità di istituti di emissione come il Banco di Sicilia, le ambiguità di alcuni consoli, sono esempi di una superficiale sensibilità per un problema sociale di cosi vaste dimensioni e di così vistosi risvolti finanziari per la nostra economia.
Rimane ora da augurarsi che De Rosa continui ad approfondire i temi del suo lavoro per verificare sia gli sviluppi economico-finanziari a livello nazionale sia, soprattutto, l'incidenza che le rimesse ebbero nei paesi di origine degli emigrati.
ANNA PIA. BIDOLU
SERGIO ZANINELLI, Una agricoltura di montagna nell'Ottocento: il Trentino (Collana di monografìe, 33); Trento, Società di studi trentini di scienze storiche, 1979, in 8, pp. 283. S.p.
L'opera è il primo frutto di un programma di lavoro, sollecitato da un vivo interesse, con ben scarsi riscontri nella produzione storiografica, per le vicende dell'economia trentina in tutti i suoi aspetti e per quello dell'agricoltura in particolare.
Interessante e giusta è, poi, la sottolineatura delle differenze tra la esperienza trentina e quella milanese e lombarda tra il Settecento e l'Ottocento, a cui Zaninelli ha dedicato, anni or sono, due dettagliati volumi. W L'A indica obiettivamente i limiti incontrati nella ricerca e superabili solo con ulteriori indagini e attribuisce al volume il valore di oc un primo strumento di lavoro, con tutti i rischi che questo comporta .
Nelle prime pagine Zaninelli sottolinea le peculiarità della struttura agricola e a queste caratteristiche specifiche si rifaranno e saranno subordinate tutte le considerazioni svolte nel corso dell'informalìssima indagine. Zaninelli ritiene di poter affermare che le popolazioni vissero nel corso di tutto il XIX secolo in condizioni piuttosto infelici e la considerazione accomuna, una volta tanto, la situazione trentina a quella delle altre regioni d'Italia, più o meno negli stessi disagi.
L'ambiente pativa un'indubbia crisi anche per le difficoltà create dai rapporti contrattuali, ma, a mio parere, queste disfunzioni andavano collegate, ed anche in questo caso, il discorso può essere esteso ad altre aree extratrentine e può divenire emblematico, sul piano generale, alla a mancanza di ogni razionale principio di cultura*
Dopo i capitoli sull'ambiente e sull'organizzazione produttiva, sulla lavorazione del suolo, sull'allevamento e sulla trasformazione dei prodotti, oltremodo densi nel testo e amplissimi nel corredo delle note, l'ultimo è già nel titolo, / risultati economici, volto ad una sintesi sull'insieme del quadro, che Zaninelli mostra possibile solo per grandi linee di
*} S. ZANINELLI, Una grande azienda agricola della pianura irrìgua lombarda nei secoli XVIII e XIX, Milano, 1964 e L'industria del cotone in Lombardia dalla fine del Settecento atta unificazione del paese, Torino, 1967.