Rassegna storica del Risorgimento

SISMONDI JEAN CHARLES LEONARD SIMONDE DE
anno <1981>   pagina <135>
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Sul pensiero del Sismondi
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pratico funzionamento. I concetti di inalienabilità della sovranità, di volontà generale non erano utilizzabili in sede di esame di costituzione di Ginevra, od almeno in quella fase storica della Repubblica.13) Perché Ginevra era stata una democrazia pura al suo sorgere: poi, per quella tendenza a degenerare insita in tutte le democrazie, gli organi incaricati dell'esecuzione (la force qu'agit ) avevano sottomesso lentamente, ma inesorabilmente, il potere legislativo, la espressione della volontà generale. La storia di Ginevra si configurava così come un decadere da queste condizioni originarie. Ma ormai la democrazia era im­possibile a restaurare:14> l'accettazione del Réglement del 1738 era Punica solu­zione proponibile. Pur essendo criticabile in astratto, era perfetto relativamente ai tempi, ai luoghi, alle circostanze , e doveva essere considerato come l'ele­mento qualificante della costituzione dello Stato. D'altra parte, pur aderendo a quell'ala della bourgeoisie che contestava solo certi abusi di potere dell'oligar­chia, ma che riservava al Conseil General il diritto di représentation e non l'iniziativa in materia di legislazione, la sua visione della costituzione si con­trapponeva polemicamente a quella di Troncbin. Usando della terminologia del Contrat social, Rousseau scalfiva la tradizionale visione corporativa dello Stato che i moderati politici ginevrini avevano recepito da Burlamaqui: il Con­siglio Generale non era un ordine, ma costituiva l'Etat mème; il governo era aristocratico, ma era un office; i Consigli derivavano la propria autorità dai sindaci, eletti dal popolo.15) H Réglement era l'ultimo elemento apportato alla cornice costituzionale dello Stato, che rendeva possibile il riconoscimento del diritto di rimostranza, contro ogni violazione palese della legge, e del diritto di veto sulle innovazioni arbitrarie. Ma l'estensione che di quest'ultimo era stata fatta dai consigli era illegittima, e l'esempio adotto da Tronchin del mo­narca britannico appariva improprio. In Inghilterra, il diritto di veto dell'ese­cutivo era limitato al potere di rigettare le proposte di legge approvate dalle Camere, ma il re non poteva rifiutarsi di accogliere le critiche che gli organi legislativi formulavano sul suo operato, qualora avesse infranto le leggi fonda­mentali dello Stato. Questo potere di controllo su di una corretta applicazione delle leggi vigenti era garantito a Ginevra dal diritto di représentation. Per suo mezzo il governo della Repubblica diveniva il migliore che fosse mai esi­stito: car quel meilleur gouvernement que celui dont toutes les parties se balancent dans un parfait équilibre, où les particuliers ne penvent pas transgres-ser les loix parce qu'ils sont sourveillés par le Peuple? .16) Ma qui il popolo non comprendeva né gli habitans né i natifs, ed escludeva volutamente l'aristo­crazia: la garanzia del mantenimento dello Stato era riservata espressamente alla bourgeoisie, l'unica classe capace di prospettarsi obiettivi di contenuto ge­nerale. ì7)
Al contrario che in Francia, fu questo il Rousseau che entrò perpetuamente nella tradizione politica ginevrina. Non a caso lo stesso Sismondi nelle Recher­
ai J.J. ROUSSEAU, Lettre* écrites de la Montagne cit., p. 815.
w) Ivi, p. 881: ce Les Anoiens Peuples ne sont plus un modèle pour les modernes: ils leur sont trop étrangers à tous les égards. Vous surtout Génevois, gardez votre place.
15) ivi, p. 818. Cr. anche N. MATTEUCCI, op. cìt., pp. 86-87, e J. D. CANDAUX, op. cit., p. XCCVIL z
m Ivi, p. 843.
"> Ivi, p. 889.