Rassegna storica del Risorgimento
SISMONDI JEAN CHARLES LEONARD SIMONDE DE
anno
<
1981
>
pagina
<
138
>
138 Francesca Sofia
La sovranità, che Sismondi chiama liberti démocratique, nasce come limitazione, e non consiste mai in un potere assoluto: in primo luogo perché ogni società deve assicurare agli individui che la compongono il godimento della libertà civile, e secondariamente, perché trova l'intensità del proprio potere in rapporto al governo che istituisce.26) L'unico tipo di libertà possibile, di cui la storia e l'esperienza ci danno esempio, è una libertà formale, che trova le condizioni del suo esercizio nel suo carattere di limitazione. Di conseguenza, essa può fondarsi unicamente su di una costituzione: la libertà politica consiste meno nel potere riservato al popolo per esercitare i diritti sovrani, che nel-l'equilibrio all'interno di uno Stato, per mezzo del quale ogni sua parte tende necessariamente al mantenimento dei due grandi contratti che assicurano a tutti la libertà civile e democratica .
D'altra parte, una costituzione per poter essere definita libera, deve poter assicurare la salvaguardia dei propri interessi ad ogni suo membro. Per questo, Sismondi nega validità ai metodi rivoluzionari; riconoscendo proprio quei contrasti che dilaniano la società, e che la Rivoluzione aveva portato alla luce, rifiuta categoricamente ogni soluzione che non sia basata sulle riforme, perché portatrice di visioni parziali, ailidando invece alle gens éclairés il compito di farsi mediatrice di quei contrasti, e di compiere quelle modifiche necessarie al progresso della società.28*
Ma quei dissidi, come l'ineguaglianza, erano un portato della civiltà; il mondo moderno, in quanto libero, nasce con la fine della sottomissione dell'uomo all'uomo, comune sia alla izokìq greca che al regime feudale. In contrasto con la visione dottrinaria della libertà considerata come attributo della natura umana, Sismondi si riallaccia consapevolmente alla tradizione che riconosceva la libertà come frutto dell'Europa civilizzata, dovuta all'entrata nella storia di quel middle rank of men, che rompeva il monopolio della proprietà. La sezione che Sismondi dedica alle divisioni naturali di una nazione , e alle differenti classi che deve considerare un legislatore , riprende quasi alla lettera le argomentazioni svolte da Smith nella Inquìry into the Nature and the Causes of the Wealth of Nations, ed è lo stesso ginevrino a darcene notizia.29* Il regime feudale traeva la propria giustificazione dal fatto che la proprietà terriera fosse l'unica fonte di potere. Fu invece il commercio a scalfire questo monopolio, non solo economico, immettendo nella società altri generi di ricchezza che contrabilanciavano il credito dei proprietari terrieri.30* La garanzia di una costituzione libera ha il proprio fondamento qui, e nasce da un pluralismo che, prima che a livello istituzionale, si manifesta nella società. Anticipando in questo Tocqueville, Si-
W Ivi, p. 84: ce Ainsi l'on peut definir la liberté dcniocratique, la réserve entre les mains du peuple de toute l'autorité qiril n'a pas été necessairement obligé d'aliéner, pour se former un gouverriement ,
27) Al problema della scelta tra riforme e rivoluzione è dedicato tutto il cap. IV, Du droit d'une nation de changer ou de réformer son Gouvernement. Cfr. anche le osservazioni di M. MINEBBI, Introduzione cit., pp. 34-35.
281 Sul concetto di libertà nella scuola storica scozzese, cfr. H. 0. PAPPE, art. En-liglitment, cap. ce Liberty , in Dictionnary of the history of ideas, New York, 1973, t. II, p. 94, F. MEINECKE, Le orìgini dello storicismo, tr. il., Firenze, 1954, pp. 155-196, e D. CANTIMORI, Studi di storia, Torino, 1959, pp. 557-563.
29) SISMONDI, Recherches cit., p. 140 nota 4: Pai tire de cettc cxcellent ouvrage plusieurs des principes avance dans ce chapitre .
30) Ivi, pp. 138-139.