Rassegna storica del Risorgimento

SISMONDI JEAN CHARLES LEONARD SIMONDE DE
anno <1981>   pagina <139>
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Sul pensiero del Sismondi
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smondi potrà riproporre l'esempio di Stato misto, come ottima forma di governo, fondandolo su di una società pluralistica.
D'altra parte, riferendosi a Smith,31) Sismondi potrà continuare il dibattito con Rousseau anche su altri punti: né lo stato di natura, né i governi di Sparta e dell'antica Roma garantivano un grado di libertà superiore di quello raggiunto dalla civiltà europea. Al beau sauvage di Rousseau, Sismondi contrappone gli abitanti della Terra del Fuoco, e le carestie che periodicamente affamavano il continente americano. La divisione del lavoro ha reso possibile invece il prò* gresso della specie umana, al punto che ormai neanche la natura che ci circonda può essere considerata estranea al nostro lavoro.32) Inoltre, è stata proprio la diffusione della ricchezza che ha abolito la sottomissione dell'uomo all'uomo: anche Sparta, esempio glorioso di libertà e di eguaglianza, traeva le proprie risorse dall'inferiorità giuridica degli abitanti della Laconia, dalla servitù degli Doti, e da quella degli schiavi domestici.33)
Ma di Rousseau bisognava salvare qualcosa. Pur con le riserve espresse sulla mancanza di libertà civile, i governi dell'antichità, che il filosofo ginevrino aveva portato a modello proprio nel Contrai social, avevano realizzato la prima forma di libertà politica, riconoscendo un'embrionale divisione di poteri tra i magistrati, scelti tra gli ottimati, e il popolo che deliberava in assemblea. Questa forma di governo, che Rousseau impropriamente chiamava democrazia, ma che Sismondi definisce gouvernement mixte, era stata la culla del sentimento di libertà, perché aveva saputo instillare nel popolo, riunito sulla pubblica piazza, l'amor di patria ed il civismo repubblicano. Ancora imperfetta, riviveva ideal* mente nello spirito pubblico di quelle città-stato dell'età moderna, nelle quali il popolo esercitava direttamente i propri diritti sovrani.
Ma parlare di città-stato era riferirsi direttamente a Ginevra. Il confronto con la sua città natale, pur non trattato esplicitamente, è continuamente presente al pensiero di Sismondi. D'altra parte, l'accostamento con le repubbliche del­l'antichità aveva trovato un sostenitore d'eccezione proprio in Rousseau, che nelle Lettres écrìtes de la Montagne era giunto al punto di confessare di aver riprodotto nel Contrai social la costituzione ginevrina.35* Sismondi, perciò, par-
31) Per i rapporti tra Smith e Sismondi, che la storiografia contemporanea tende ormai a considerare fondamentali per la formazione dello studioso ginevrino, cfr. H. O. PAPPE, Sismondis Weggenossen cit., pp. 95-101, e ID., La formation socio-économique de Sismondi: Sismondi et Adam Smith, in Sismondi Européen cit., pp. 13-34.
32> SISMONDI, Recherches cit., p. 130.
33) Ivi, p. 136. Su quest'affermazione di Sismondi, che può suonare come condanna delVancien regime vigente in Svizzera, e perciò includere implicitamente un giudizio posi­tivo sull'opera di liberazione dalla soggezione personale compiuta dalla Rivoluzione, cfr. M. MINERBI, Introduzione cit., p. 28.
34) Ivi, pp. 158-159. Ancora nel 1832, Sismondi intitolava la sintesi della sua mag­giore opera di storico Histoire de la Renaissance de la libertè en Italie, de ses progres, de sa décadence, de sa chute, riconoscendo cosi con quel termine rinascita una continuità nello spirito pubblico tra il mondo romano e quello dei Comuni italiani nel Medioevo.
-35) J. J. ROUSSEAU, Lettres cit., p. 809: oc J'ai donc pris votre consti tution que j'oi trouvois belle pour modèle des instilutions politiques, en vous proposant pour exemple à l'Europe . Pur riconoscendo oggi la parzialità di questa affermazione, dovuta più che altro al desiderio del filosofo di discolparsi dalle accuse che il Petit Consci! gli aveva rivolto, nell'ambiente ginevrino dell'epoca trovò una vasta eco, alimentando il mito di un Rous­seau compatriote . Cfr. il giudizio di Etienne Dumont sul Contrai social, riportato da